Allarme Confesercenti: crescita inflazione avrà impatto deterrente sui consumi

Martedì 16 Novembre 2021
Allarme Confesercenti: crescita inflazione avrà impatto deterrente sui consumi

(Teleborsa) - E' allarme per una crescita dei consumi più lenta del PIL a causa dell'effetto inflazione. A lanciare l'avvertimento è la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, in occasione dell'assemblea annuale a Roma, che cade in occasione del 50esimo anniversario della nascita dell'associazione.

L''inflazione più elevata si stima che potrebbe sottrarre in due anni 9,5 miliardi di euro di consumi: circa 4 miliardi quest'anno e 5,5 miliardi del 2022. La ripresa dei consumi sarà quindi più lenta di quella del PIL ed il volume a fine 2022 sarà inferiore ai livelli pre-pandemia di circa 20 miliardi.

Fra i fattori che deprimono i consumi c'è anche la prudenza delle famiglie sulle decisioni di spesa, che avrà un impatto stimabile in 35-40 miliardi annui, a causa del prolungarsi della crisi e delle incertezze economiche. Il reddito medio- si stima - sarà ancora 512 euro inferiore ai livelli pre-crisi a fine 2021.

All'assemblea Confesercenti è giunto anche un messaggio dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il quale ha sottolineato che "la nostra economia appare in forte recupero dopo la crisi" e "vede protagoniste le imprese, grandi e piccole, che hanno resistito a momenti durissimi". Una ripresa che però "presenta ancora criticità, incluso l'ambito del lavoro autonomo, particolarmente colpito".

"Gli investimenti per trasformare la nostra economia, dall'innovazione tecnologica, alla digitalizzazione, alla formazione, ai progetti di rigenerazione urbana - ha affermato il Presidente - possono avere un impatto rivitalizzante anche per le piccole imprese e gli esercizi di vicinato - dal commercio al turismo – e ci consentono di guardare al futuro con maggior fiducia".

Confesercenti ha disegnato un quadro a tinte fosche del mercato del lavoro, ricordando che nel 2021 sono stati recuperati meno dei metà dei posti persi nel 2020 (340mila aggiunti sui 720 mila bruciati nell'anno della pandemia senza contare la strage degli autonomi). Mancano anche le professionalità., con una domandai del settore turismo di 100mila lavoratori rimasta inevasa.

Il settore del turismo - conferma Confesercenti - rischia una nuova frenata a causa della risalita dei contagi in Europa e in Italia ed eventuali nuove restrizioni, soprattutto nei Paesi tradizionalmente origine dei flussi turistici dell'Italia, potrebbero sottrarre alle strutture ricettive circa 1 milione di pernottamenti e assestare un colpo imprevisto alla ripresa in atto: le presenze nel periodo gennaio ottobre 2021 dovrebbero essere aumentate del 22% ma restano inferiori del 46% al periodo pre-Covid.

De Luise ha ricordato anche i numeri della crescita del commercio online durante la pandemia, ma ha invitato a regolare il settore per evitare che diventi un "agente distruttore" dei piccoli negozi di vicinato. "Nel corso degli ultimi dodici mesi, le vendite online sono cresciute ad un ritmo sette volte superiore a quello complessivo. Un aumento strutturale del 40%, a discapito delle forme tradizionali", ha affermato la Presidente di Confesercenti sollecitando "un quadro di nuove regole che rendano il retail on line non un agente distruttore degli esercizi di vicinato ma un canale integrato con la rete fisica".

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