Assegno unico: 2.100 euro per ogni figlio. Domande da gennaio: ecco come varia in base a reddito e famiglia

Mercoledì 17 Novembre 2021
Assegno unico: 175 euro al mese per figlio. Così varia in base a reddito e nucleo familiare

Il primo assegno arriverà quando è ancora nel pancione della mamma, a partire dal settimo mese di gravidanza, poi lo accompagnerà per tutto il percorso di crescita fino al compimento del ventunesimo anno di età. È l’assegno unico per i figli, che partirà da marzo prossimo. Domani il Consiglio dei ministri varerà l’atteso decreto attuativo con le cifre scaglionate a seconda del reddito familiare. Per chi ha un Isee fino a 15.000 euro l’importo dell’assegno sarà di 175 euro al mese a figlio, ovvero 2.100 euro l’anno. Man mano che il reddito sale, il contributo diminuisce: con un Isee più alto di 5.000 euro l’anno (fino a 20.000 euro) l’assegno sarà di 150 euro al mese a figlio, ovvero 1.800 euro all’anno; un Isee fino a 30.000 euro porta l’assegno unico a 100 euro al mese. Sopra i 40.000 euro di Isee la cifra si stabilizza a 50 euro al mese, ovvero 600 euro l’anno. 

 

 

 

L’assegno sarà erogato anche per i figli maggiorenni a carico, fino al compimento del 21esimo anno d’età: in questi tre anni però la cifra quasi si dimezza, passando ad esempio dai 175 mensili (per i redditi fino a 15.000 euro) a 85 euro. Sono a carico non soltanto i figli che frequentano «un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea», ma anche quelli che svolgono «un tirocinio» o hanno un lavoro con reddito complessivo «inferiore a 8.000 euro annui», oppure sono «registrati come disoccupati e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego», oppure svolgono «il servizio civile universale».

 

 

Assegno unico, le maggiorazioni

Sono previste maggiorazioni per le famiglie numerose, dal terzo figlio in poi: 85 euro in più al mese se l’Isee è fino a 15.000 euro; 71 euro in più con Isee fino a 20.000; 43 euro in più con Isee fino a 30.000 euro; 15 euro al mese in più sopra i 40.000 euro di Isee. Previste ulteriori maggiorazioni nel caso in cui entrambi i genitori lavorino (30 euro in più al mese a figlio minorenne con Isee fino a 15.000 euro, poi si riduce gradualmente fino a scomparire a 40.000 euro di reddito) e per i nuclei familiari con 4 o più figli (maggiorazione forfettaria di 100 euro mensili). Per i primi tre anni di applicazione dell’assegno unico, inoltre, è prevista una “maggiorazione transitoria” per i redditi fino a 25.000 euro che nel 2021 hanno percepito l’assegno familiare. 

 

 

 

 

Aiuti consistenti

Si tratta quindi di aiuti significativi. Prendiamo una famiglia di quattro figli della prima fascia di reddito (fino a 15.000 euro): ogni mese riceverà 970 euro (175+175+260+260+100 di forfait). Anche per i figli disabili sono previste maggiorazioni: se minorenni si va da 105 euro mensili in più in caso di non autosufficienza, a 85 euro in caso di disabilità media; se maggiorenni entro 21 anni la maggiorazione è di 50 euro al mese. Nel caso di figli disabili l’assegno sarà erogato senza limiti di età, quindi anche dopo i 21 anni. Sono previste maggiorazioni anche per le mamme-baby con meno di 21 anni (20 euro in più a figlio a mese).

Al momento della registrazione della nascita del figlio, sarà l’ufficiale di stato civile a informare le famiglie sull’assegno. Oltre ai cittadini italiani, l’assegno unico spetta anche agli stranieri con diritto di soggiorno (se cittadini Ue) o permesso di soggiorno di lunga durata o contratto di lavoro (anche studio e ricerca) di almeno sei mesi. Bisogna inoltre pagare le imposte sul reddito in Italia. L’assegno spetta anche ai beneficiari del Reddito di cittadinanza: in questo caso (per tutti gli altri è su domanda) sarà erogato d’ufficio dall’Inps e sarà calcolato sottraendo dall’importo teorico spettante la quota di Reddito di cittadinanza relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare, calcolata sulla base della scala di equivalenza. 

 

Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 09:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA