Autostrade, ecco la svolta: patto F2i-Cdp per l’acquisizione

Domenica 18 Ottobre 2020 di Rosario Dimito
Autostrade, ecco la svolta: un patto F2i-Cdp per l’acquisizione

F2i entra nella partita di Autostrade al fianco di Cdp e di Blackstone e Macquarie e rimette in piedi il negoziato che era in bilico. E a questo punto, salvo colpi di scena, domani sera il cda di Cassa, in nome e per conto degli altri partner, dovrebbe presentare ad Atlantia un'offerta non vincolante, per acquistare l'88% di Aspi.

La svolta, secondo quanto ricostruito presso fonti bancarie, sarebbe maturata ieri pomeriggio, dopo che nelle ultime ore si sarebbe concretizzato il meccanismo a tenaglia fra Tesoro, fondazioni, casse di previdenza, Poste, legati da intrecci azionari su Cdp e F2i per dar vita a un'operazione di sistema che è il vero obiettivo del governo e degli altri attori coinvolti. A suggellare questa svolta c'è anche la presenza di Intesa Sanpaolo, tramite Banca Imi, che opera da advisor di F2i di cui è anche azionista e che per il suo ruolo di sistema, ha contribuito a sbloccare l'operazione e a far dialogare Fabrizio Palermo e Renato Ravanelli. Da ieri sera, quindi, sarà davvero un negoziato no stop innanzitutto fra Cdp e F2i per definire gli accordi che in parallelo devono incrociarsi con Blackstone e Macquarie. Il prezzo su cui si sta ragionando si attesta a 9,5-10 miliardi di equity value, cui si aggiungeranno i 9,5 miliardi circa di debiti che i nuovi proprietari dovranno accollarsi e rinegoziare.

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I due investitori italiani dovrebbero sottoscrivere il 51% di 1 o 2 veicoli che faranno l'offerta per l'88% di Atlantia dando la disponibilità a rilevare il 12% detenuto da Silk Road e Allianz. L'esborso complessivo per la maggioranza dovrebbe attestarsi a 4,2-4,3 miliardi considerando che quasi certamente, almeno 1,5-2 miliardi sarà la leva messa a disposizione da un pool di banche guidato da Intesa Sp e Unicredit, quest'ultimo advisor di Cdp assieme a Citi mentre Atlantia ha al suo fianco Bofa e Mediobanca.

Il negoziato finale tra l'istituzione finanziaria controllata all'82,77% dal Mef e al 15,93% dalle fondazioni e il fondo infrastrutturale partecipato da banche, fondazioni, casse di previdenza, Poste, investitori istituzionali internazionali servirà a confezionare lo schema di intervento. Ecco perchè non è detto che F2i partecipi nella stessa Newco di Cdp. Il fondo infrastrutturale stava lavorando fino a metà luglio a un'operazione congiunta con Cassa attraverso la creazione di un fondo nel quale avrebbe coinvolto i suoi investitori. Ed è la stessa cosa che potrebbe fare adesso.

Comunque i dettagli finali potranno essere definiti nelle prossime ore anche in relazione ai pesi azionari. Verosimilmente del 51% in mani italiane, la maggioranza potrebbe essere appannaggio di Cassa depositi e prestiti per coronare l'obiettivo del governo di togliere il controllo di Aspi al gruppo Benetton. E con il controllo a Cdp e F2i, vengono ridimensionate le pretese di Blackstone e Macquarie che giocavano sulla solitudine di via Goito per esercitare una indebita pressione e mettere in minoranza il partner italiano. 

 

Tutto dovrebbe essere rientrato, così come a questo punto, difronte a uno schieramento di sistema, Atlantia che pure nel dare l'esclusiva a Cdp fino a stasera, aveva posto la condizione di ricevere un'offerta vincolante a valori di mercato da dettagliare, dovrebbe accettare invece, una proposta non binding perché condizionata al Piano economico finanziario, all'atto transattivo e comunque i valori saranno subordinati a 10 settimane di due diligence in modo da fare l'offerta finale entro le due settimane successive. Si dovrebbe chiudere dopo l'Epifania.

Domani il cda Atlantia dovrebbe quindi scartare la proposta di Toto-Apollo e dare seguito all'offerta italiana revocando l'assemblea del 30 ottobre per la scissione.

Ultimo aggiornamento: 13:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA