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Biotecnologie confermano ruolo traino Paese durante e dopo la pandemia

Giovedì 28 Aprile 2022
Biotecnologie confermano ruolo traino Paese durante e dopo la pandemia
(Teleborsa) - Quello biotecnologico è un settore in buona salute, motore dell'innovazione nazionale, ed ha saputo resistere all'impatto della crisi pandemica in tutti i suoi ambiti di applicazione. Nel 2021 contava quasi 800 imprese, sui livelli pre-pandemia, 13 mila addetti ed oltre 10 miliardi di fatturato, E' quanto emerge dal Rapporto annuale ENEA-Assobiotec/Federchimica "Le imprese di biotecnologia in Italia", presentato oggi in OpenZone.

La crescita del numero di imprese ha interessato tutti gli ambiti di applicazione delle biotecnologie, in particolare le imprese dedicate alla ricerca e sviluppo nelle biotecnologie a controllo italiano, trainate da quelle con applicazione prevalente nelle biotecnologie industriali con un +9% di imprese fra il 2019 e il 2020. Il settore è caratterizzato da realtà di piccole e micro imprese che rappresentano poco più dell'82% del totale.

"Forse non tutti lo sanno, ma le biotecnologie sono state alla base di tutte le risposte alla crisi pandemica: dal sequenziamento del genoma del virus alla diagnostica molecolare, dai vaccini agli anticorpi monoclonali e agli antivirali, tutto è basato sul biotech", sottolinea Elena Sgaravatti, Vice Presidente Assobiotec - Federchimica, affermando che oggi "le biotecnologie possono giocare ancora una volta un ruolo cruciale" alla luce anche delle risorse stanziate con il PNRR.

Per Gaetano Coletta, Responsabile ENEA, il Rapporto "non solo conferma la tenuta del settore delle biotecnologie in Italia nel 2020, l'anno più duro della crisi pandemica legata al COVID-19, ma evidenzia un ulteriore incremento degli investimenti in R&S. Questo settore si conferma, quindi, come un volano dell'innovazione nazionale, sempre più cruciale per rispondere alle nuove sfide che la nostra società si trova a fronteggiare come l'emergenza sanitaria, la sostenibilità ambientale e la dipendenza energetica".

Il fatturato, nel 2020, ha evidenziato una sostanziale tenuta con un -5% rispetto al 2019, mentre hanno continuato a crescere le imprese biotech "dedicate" a controllo italiano che hanno fatto registrare un +30% di fatturato Circa tre quarti del fatturato totale è prodotto dal settore della salute, un considerevole 17% è dato dal settore industria ed ambiente.

A livello territoriale, la Lombardia è leader per numero di imprese (27%) e fatturato (51%), ma crescono le regioni del Mezzogiorno e del Nord Est nelle biotech industriali.

Per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca e sviluppo (R&S), le imprese del comparto "dedicate" hanno mostrato un'accelerazione nel 2020 rispetto agli anni immediatamente precedenti (+7%) guidata dalle imprese con applicazione prevalente nella salute umana e nell'industria. Anche per gli investimenti in R&S biotech la crescita registrata dalle imprese dedicate alla R&S biotecnologica è stata maggiore rispetto a quella media del comparto, con un +15% nel 2020 rispetto al 2019.

La raccolta del capitale necessario per le attività delle imprese attive nelle biotecnologie in Italia, proviene prevalentemente dalle risorse messe a disposizione dalla proprietà: sotto forma di utili non distribuiti e di conferimenti di capitale da parte dei soci, a seconda della struttura e dimensione delle imprese. Dai dati raccolti fra il 2017 e il 2020 si registra poi una crescita degli investimenti di capitale di rischio (Venture capital, Private Equity e Business Angel). Resta molto importante il ruolo delle sovvenzioni e dei contributi a fondo perduto.

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