«Bolletta energia, ecco perché la concorrenza è un valore fondamentale»

Lunedì 4 Gennaio 2021

Non può che preoccupare l’opinione da più parti sostenuta secondo cui la concorrenza nel mercato dell’energia non sia un valore importante. Walt Disney disse: «Ho lottato contro una dura concorrenza per tutta la mia vita. Non saprei come andare avanti senza di essa». Nell’energia invece sembra prevalere la paura della concorrenza.

«Si tratta di un grave errore e i motivi sono diversi - recita una nota diffusa dall'Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader - Il settore dell’energia grazie alla prima fase di liberalizzazione ha attratto importanti investimenti, nazionali ed esteri; si è assistito alla creazione di centinaia di imprese, in tanti ambiti differenti, dalla fornitura di energia ai servizi associati; se analizziamo gli ambiti in cui manca la concorrenza osserviamo inefficienze e sprechi. La bolletta dell’energia che tutti paghiamo è per metà composta da voci che non hanno a che fare con la vendita della materia prima, voci che remunerano le reti o sono oneri fiscali o parafiscali. Negli ultimi 10 anni la quota non concorrenziale della bolletta è cresciuta del 100%. Il prezzo della materia prima energia o gas è invece sceso considerevolmente. La concorrenza svolge un effetto benefico sui prezzi dell’energia. Analizziamo il seguente grafico sull’andamento dei prezzi dell’energia elettrica. La linea grigia continua rappresenta le offerte regolate (o mercato tutelato), la linea blu rappresenta le offerte di energia presenti sul mercato libero per un cliente domestico. Come si vede dal grafico, in qualche mese il mercato libero è più conveniente e in qualche altro meno rispetto al mercato tutelato. Se si esamina la linea celeste in basso, questa rappresenta la media delle offerte più convenienti sul mercato libero, che si mantiene sempre al di sotto del mercato tutelato. Per cui anche in un settore estremamente concentrato come quello dell’energia (il 70% dei clienti fa ancora capo alla tutela), il mercato riesce a svolgere un lavoro positivo e conveniente per i consumatori. Come è stata implementata la liberalizzazione sinora è un tema diverso. Siamo d’accordo sul fatto che non tutto ha funzionato. Siamo tutti contrari ad un far-west in cui i clienti sono continuamente sollecitati con modalità anche invadenti in cui si riportano informazioni scorrette (es. il fantomatico gestore della rete che suggerisce uno specifico fornitore al cliente finale, l’associazione indipendente che promuove il fornitore che ha le tasse più basse etc.). Insomma, è chiaro che concorrenza non deve essere confusa con modalità di vendita poco chiare o con una gestione dei dati dei clienti non rispettosa della privacy. Siamo tutti d’accordo che questi fenomeni vanno arginati. Siamo invece fermamente convinti che concorrenza significa promuovere una pluralità di concorrenti che possano competere ad armi pari, senza favorire le aziende ex-monopoliste nel conservare o creare posizioni dominanti. Alla fine dei conti, come diceva Walt Disney, la concorrenza servirà a tutti, anche ai leader di mercato. Una concorrenza ben impostata garantisce innovazione, occupazione, investimenti e prezzi concorrenziali. Il 2021 è l’anno in cui le PMI si apriranno al mercato libero; l’anno seguente, dopo aver testato tutti i meccanismi di liberalizzazione con le PMI, sarà la volta delle famiglie. La concorrenza va difesa, non ostacolata, risolvendo le cose che hanno funzionato meno in questi anni».

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