Bollette e ristori, sei miliardi dal governo. E spunta un bond per il caro energia

Domenica 16 Gennaio 2022 di Andrea Bassi
Bollette e ristori, sei miliardi dal governo. E spunta un bond per il caro energia

Niente scostamento di bilancio. Ma tra caro-bollette e nuove misure di ristoro, il decreto che il governo si prepara a varare giovedì prossimo sarà comunque “consistente”. Palazzo Chigi e Tesoro sono al lavoro su un provvedimento che dovrebbe movimentare tra i cinque e i sei miliardi di euro, con la soglia superiore che sembra al momento quella più probabile. Due miliardi circa, dovrebbero andare ai ristori alle imprese che ancora stanno soffrendo chiusure e riduzione di attività a causa della pandemia e dei provvedimenti restrittivi adottati dal governo. La parte restante, tra i 3,5 e i 4 miliardi, a nuove misure per calmierare il prezzo delle bollette per famiglie e imprese. 

I due miliardi per i ristori non sembrano essere un problema per i conti pubblici. Un miliardo arriverà dai fondi di emergenza dei ministeri. Un altro miliardo dal rinvio di una serie di spese considerate meno urgenti. Il passaggio più delicato riguarda, invece, le risorse necessarie a calmierare gli aumenti delle bollette. In questo caso le risorse, in gran parte, dovrebbero arrivare dall’interno degli stessi settori energetici. Il piano sul tavolo del governo ha diverse gambe. La prima sarebbe una sorta di operazione “spalma-incentivi”, che avverrebbe attraverso una operazione di cartolarizzazione. Gli incentivi pagati alle rinnovabili insomma, uscirebbero momentaneamente dalle bollette e dunque non sarebbero più versati dai consumatori. Ma chi li pagherebbe allora? Verrebbero pagati attraverso l’emissione di un bond, una obbligazione. Un’operazione finanziaria, insomma. La seconda gamba di questo piano riguarderebbe invece il costo delle varie fonti energetiche in bolletta.  

Il ragionamento che sempre più si sente fare tra chi lavora al dossier, è che non è possibile che nelle bollette degli italiani sia indicato ormai che il quasi il 50 per cento dell’energia viene prodotta con fonti rinnovabili, ma che poi un aumento del prezzo del gas debba avere impatti così forti sulle bollette stesse. La colpa è del meccanismo di formazione dei prezzi nel mercato elettrico, per cui i produttori vengono remunerati dalla fonte energetica “più cara”. Così si starebbe studiando un meccanismo per fare in modo che le rinnovabili, già incentivate, abbiano un prezzo separato. Un modo anche per far comprendere ai consumatori i benefici derivanti dalla transizione ecologica ed evitare che possa trasformarsi, con l’aumento delle bollette, in un boomerang. La terza gamba riguarderebbe invece una riedizione della “Robin tax”, la tassazione dei profitti delle società energetiche che hanno realizzato alti guadagni. Passaggio delicato, visto che questo “contributo di solidarietà” già esisteva, ma è stato dichiarato incostituzionale. 

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Il tema continua comunque ad essere in cima all’agenda politica. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha convocato per mercoledì 19, il giorno prima del consiglio dei ministri, i rappresentanti del mondo produttivo colpiti dal caro-energia. Che, come ha ricordato la deputata della Lega Benedetta Fiorini, hanno denunciato rincari fino al 500%. Anche il ministro del lavoro Andrea Orlando ha annunciato la convocazione delle parti sociali, parlando del rischio di una «emergenza sociale». Lo stesso Orlando ieri ha comunque ribadito che il governo sta lavorando a «nuovi ristori». Che tuttavia saranno selettivi e probabilmente passeranno per il rifinanziamento di fondi già esistenti. I sostegni “mirati” andranno soprattutto al settore del turismo e degli eventi, allo spettacolo, alle discoteche e allo sport. Si lavora anche a una “prosecuzione” della Cassa integrazione (ma non è ancora certo che sarà quella Covid gratuita), oltre al rifinanziamento dell’equiparazione delle quarantena a malattia per evitare che chi non può recarsi al lavoro resti anche senza stipendio. Infine, dovrebbe arrivare una proroga delle misure di liquidità per le imprese. 

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