Bollette, maxi-aumenti in arrivo. «Rincari sino al 40% a ottobre». Come difendersi dalla stangata

Martedì 14 Settembre 2021 di R.Ec.
Bollette, maxi-aumenti in arrivo. «Rincari sino al 40% a ottobre». Come difendersi dalla stangata

«La bolletta elettrica aumenta del 40% dal 1° ottobre». Con quest'affermazione ieri il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha creato più di qualche allarme, con il Codacons e diverse altre associazioni di categoria che intervengono anche per quantificare la possibile stangata sui consumatori, che potrebbe arrivare fino a 500 euro a famiglia, dopo i rincari estivi della benzina. «Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20% - ha spiegato il ministro- il prossimo trimestre aumenta del 40%. Queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle». Poi in poche parole ha spiegato il perché del colpo in arrivo: «Succede in quanto il prezzo del gas a livello internazionale aumenta, succede perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta». 

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«Secondo recenti previsioni - spiega in una nota il Codacons, l'associazione per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori - si stima che i rincari della benzina alla pompa produrranno un aggravio di spesa, solo per i rifornimenti di carburante, pari a un aumento di 324 euro annui a famiglia. I costi della benzina continuano ad aumentare arrivando a costare oggi il 15,3% in più da inizio anno, +19,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Un andamento al rialzo che avrà effetti inevitabili sulle tariffe di luce e gas».

 

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«Se poi - aggiunge la Codacons - saranno confermati i maxi-rincari delle bollette del +40% previsti ieri dal Ministro Cingolani, le conseguenze per le tasche dei consumatori saranno pesantissime, con una stangata che rischia di raggiungere quota +500 euro annui per una famiglia con due figli solo per le forniture di luce e gas».

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Le preoccupazioni di Confindustria

Come i cittadini anche gli industriali sono preoccupati dai rincari delle bollette. «Gli industriali - osserva il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti- concordano con le preoccupazioni espresse dal ministro Cingolani sul tema dei rincari dell'energia elettrica e del raddoppio del prezzo del gas».

 

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«Se da un lato - sottolinea - il Pnrr ha come obiettivo il rilancio delle imprese, dall'altro questi rincari non faranno altro che rallentare di nuovo la competitività dell'industria italiana. Le imprese chiedono che si agisca subito a livello nazionale per calmierare i prezzi evitando ulteriori freni alla ripresa dell'Italia e, al contempo, si agisca a livello europeo affinché gli strumenti individuati per incentivare la decarbonizzazione non inneschino una spirale depressiva per l'intera economia».

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La possibile risposta del governo

Secondo la capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Tiziana Beghin: «Il caro bollette è il nemico numero 1 per imprese e famiglie e va contrastato accelerando la transizione ambientale che prevede il solo utilizzo delle fonti rinnovabili. Come dichiarato dal vice presidente della Commissione europea, Frans Timmermans, questi aumenti record per i 4/5 sono imputabili alle dinamiche di mercato del gas e delle fonti fossili, mentre il prezzo delle energie rinnovabili è stabile».

Il Movimento vorrebbe che «la Commissione europea vieti ogni tipo di finanziamenti alle fonti fossili, accompagnando l'agricoltura verso il biologico e la sostenibilità e imponendo target obbligatori su rinnovabili, efficienza energetica, riduzione dello smog, riciclo e riuso». In questo modo, chiosa Beghin, «i cittadini non pagherebbero questi rincari intollerabili».

 

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Dal centrosinistra si consiglia poi all'esecutivo di seguire l'esempio spagnolo. A Madrid il governo Sanchez, dopo l'aumento delle tariffe elettriche del 34,9% in un anno, ha applicato alcune misure, come
l'abbassamento temporaneo dell'Iva sull'elettricità dal 21% al 10% per la maggior parte dei consumatori, per contenerne gli effetti sulle bollette. Ieri il premier ha annunciato alla televisione pubblica Tve che verranno approvate altre misure. Probabilmente verrà ridotta dal 5,1% allo 0,5% la tassa sull'energia elettrica.

Su una linea simile Forza Italia. Alessandra Gallone, vicepresidente dei senatori azzurri e responsabile nazionale del Dipartimento Ambiente del partito, è netta. «Via l'Iva dalle bollette di luce e gas - ha chiesto-
come segnale concreto di attenzione del governo verso i cittadini. L'aumento delle tariffe non può gravare solo sul consumatore finale. Il ministro Cingolani, con il realismo che gli è proprio, ha detto che ci sarà un aumento fino al 40 per cento ovviamente non voluto dal governo, il che deve essere uno stimolo ulteriore ad accelerare il processo di transizione energetica». 

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Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 10:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA