Bollette gas e luce, da oggi più care: di quanto aumentano, chi è escluso e quanto durano i rincari

In vista un aggravio di circa 300 euro a famiglia

Giovedì 30 Settembre 2021
Bollette gas e luce, da domani la stangata: di quanto aumentano e quanto dureranno i rincari

Bollette, la stangata per cittadini e imprese è arrivata. Da oggi scattano gli aumenti del 30% sull'elettricità e del 14% su quelle gas. Un aggravio da circa 300 euro in più a famiglia, che poteva arrivare anche al doppio se il governo Draghi non fosse intervenuto con un decreto ad hoc per calmierare i rialzi ed azzerarli per le fasce sociali e i nuclei familiari più poveri. Nel quarto trimestre (ottobre-dicembre), più precisamente, la bolletta dell’elettricità aumenterà del 29,8% per la famiglia tipo in tutela e quella del gas del 14,4%.

 


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«La straordinaria dinamica dei prezzi delle materie prime verso i massimi storici e le alte quotazioni dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato ad un aumento superiore al 45% della bolletta dell’elettricità e di oltre il 30% di quella del gas», ha spiegato l’Arera (l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), che è intervenuta proprio grazie al decreto di urgenza dell'esecutivo che ha stanziato 3 miliardi di euro. Ma più nel dettaglio quali sono le misure messe in campo e come saranno divisi gli aggravi?

 

Pesanti le conseguenze sui portafogli degli italiani. In termini di effetti finali, per l’elettricità nel 2021 la spesa annuale per la famiglia-tipo sarà di circa 631 euro, con un aumento del 30% rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 145 euro su base annua). La spesa annuale della famiglia-tipo per la bolletta gas nel 2021 sarà di circa 1.130 euro, con una crescita del 15% rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 155 euro su base annua). Nei confronti con il 2020 si deve tener conto dei prezzi particolarmente bassi riscontrati nel periodo della pandemia. Per l’elettricità, infatti, la spesa annua del 2021 è superiore di circa il 13% rispetto a quella pre-Covid del 2019, mentre per il gas si è sostanzialmente tornati ai livelli del 2019. 


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Per oltre 3 milioni di nuclei familiari aventi diritto ai bonus di sconto per l'elettricità e per 2,5 milioni che fruiscono del bonus gas, in base all'Isee, gli incrementi tariffari sono stati sostanzialmente azzerati dal decreto del governo. Quest'ultimo ha poi tagliato gli oneri di sistema 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese.

 

Chi non subirà i rincari

 

Le famiglie del tutto protette sono quelle che hanno un Isee inferiore a 8.265 euro annui, oppure i nuclei familiari numerosi (con Isee 20.000 euro annui con almeno 4 figli), percettori di reddito o pensione di cittadinanza e utenti in gravi condizioni di salute. E la dote a disposizione fino a 450 milioni. Vale per tutti, invece, lo sconto sugli oneri generali relativi al gas fino a raggiungere i 480 milioni di spesa. Ma scatterà anche un taglio dell’Iva al 5%, rispetto al 10% pagato da chi consuma meno di 480 metri cubi all’anno, e rispetto al 22% previsto per i consumi che eccedono questa soglia.

 

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Arrivano poi per tutti 1,2 miliardi (tra i 700 presi dai proventi delle aste dei permessi di emissione della Co2 e gli altri 500 milioni trasferiti alla Cassa per i servizi energetici e ambientali). Non solo. «Per le circa 6 milioni di piccolissime e piccole imprese con utenze in bassa tensione e per 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kw saranno di fatto azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema», dice il decreto. E questo grazie ad altri 800 milioni di oneri di sistema trasferiti alla stessa Cassa per i servizi energetici e ambientali.

 

Le cause dietro il boom delle bollette

 

Ma quali elementi hanno causato questa stangata? Gli aumenti, a livello internazionale, sono legati al trend di forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche; in particolare, i prezzi europei del gas sono cresciuti di oltre l’80% nel terzo trimestre del 2021 rispetto al secondo, con picchi nei mercati all’ingrosso di oltre 70 /MWh nella seconda metà di settembre (contro i circa 20 /MWh di inizio anno). Prezzi correlati anche al prezzo della CO2 che, dalla fine del mese di agosto di quest’anno, si è attestato oltre i 60 /tCO2. A titolo di confronto, si pensi che nel mese di settembre del 2020 la CO2 valeva circa 28 /tCO2. Nel confronto con il secondo trimestre del 2021, il prezzo medio rilevato nel terzo trimestre è risultato in aumento del 13%. 

Oltre al forte aumento dei consumi a cui si è assistito negli ultimi 15 mesi per effetto delle massicce dosi di stimolo monetario e fiscale, però, ad aggravare la carenza di gas, per lo più nel Vecchio Continente, è stato il minor flusso dalla Russia (che è il principale venditore) attraverso l'Ucraina, sceso da 65 miliardi di metri cubi nel 2020 a 40 miliardi di metri cubi nel 2021. Secondo diversi osservatori internazionali quella di ridurre le forniture di gas è una mossa politica spregiudicata del Cremilino.  

 

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La mossa di Mosca avrebbe infatti come obiettivo immediato il pressing su Berlino e Bruxelles per la rimozione degli ultimi ostacoli burocratici per l’avvio del contestato gasdotto Nord Stream 2, la rotta appena ultimata che bypassa l’Ucraina passando dal mare del Baltico e con cui la Russia di Putin vuole raddoppiare i volumi diretti al Vecchio Continente. Malgrado infatti il progetto della capacità di 55 miliardi di metri cubi, sia stato completato il 10 settembre, il processo di certificazione da parte della Ue potrebbe richiedere fino a 8 mesi.

 

I possibili scenari futuri

 

Per quanto riguarda i prossimi mesi l'aspetto realmente preoccupante ruota attorno al fatto che i depositi di stoccaggio di gas in Europa veleggino attualmente intorno al 71%, ben al di sotto non solo del livello pre-pandemico dell'84%, ma anche della media stagionale del 92%, aprendo così al rischio di un'ulteriore impennata dei prezzi il prossimo inverno, soprattutto nel caso in cui le temperature dovessero scendere ben al di sotto della media stagionale. In quel frangente, stima BloombergNEF le scorte potrebbero assottigliarsi al 4%.

 

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I prezzi delle bollette, quindi, anche nel 2022 e nel 2023 dovrebbero rimanare più alti rispetto al periodo pre-Covid, perché l’offerta continuerà a contrarsi. Gli obiettivi ambientali molto ambiziosi dell'Unione europea, infatti, accelereranno gli stop della generazione termica e nucleare per il carico di base e difficilmente le rinnovabili potranno sostituirle del tutto nei prossimi tre anni. Questo porterà a una maggiore volatilità dei prezzi, legata anche al maggiore variare del clima. Secondo Standard & Poors, infine, i prezzi in Italia continueranno ad essere mediamente maggiori rispetto agli altri mercati continentali fino al 2026, quando faranno registrare un lieve sconto in inverno rispetto alla Germania, dove le tante chiusure delle centrali termiche dovrebbero sostenere i prezzi.

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 16:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA