MARIO DRAGHI

Bollette: stop Iva sugli oneri impropri, si pagherà solo quella sul consumo

Mercoledì 10 Novembre 2021 di Andrea Bassi
Bollette: stop Iva sugli oneri impropri, si pagherà solo quella sul consumo

Il nuovo piano del governo per il contenimento degli aumenti delle bollette elettriche prende forma. Nella manovra che dovrebbe essere presentata oggi in Parlamento, Palazzo Chigi e Tesoro hanno stanziato altri due miliardi di euro contro il caro-energia, dopo i quasi 5 miliardi degli interventi di luglio e settembre. L’intenzione del governo sarebbe quella di intervenire sull’Iva. Un pezzo rilevante dell’imposta che pesa sulla bolletta, sia dei consumatori domestici che delle piccole e medie imprese, verrebbe “sterilizzato”. Si tratta in pratica, dell’Iva oggi pagata sui cosiddetti oneri di sistema.

L’imposta sul valore aggiunto oggi, infatti, viene versata sul totale della bolletta, dunque sia sul costo dell’energia consumata che su tutta una serie di costi non direttamente collegati alla “materia prima” acquistata. Si tratta di voci in bolletta, e che dunque vengono pagate da tutti gli utenti finali, che servono per la copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico. L’elenco è molto lungo. Si va dagli incentivi alle rinnovabili, all’incentivazione della produzione da rifiuti non biodegradabili, dalla messa in sicurezza del nucleare alle misure di compensazione territoriale, passando dalle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario fino al bonus elettrico per le famiglie più bisognose. Insomma oneri che hanno più una natura di “tributo”, in quanto poco hanno a che fare con il bene comprato dai consumatori (l’energia elettrica), ma su cui comunque questi ultimi pagano un’Iva del 10 per cento. Una sorta di tassa sulla tassa. Già in passato si era discusso della legittimità dell’applicazione dell’Iva sugli oneri di sistema e sulle accise. Ora il governo avrebbe deciso di cancellare il balzello per contenere gli aumenti previsti per il prossimo anno. I due miliardi stanziati con la manovra, dovrebbero essere sufficienti a portare a termine questa operazione. 

Il peso degli oneri di sistema sulla bolletta nel 2020 è stato di circa il 30 per cento, 14 miliardi su una bolletta complessiva di oltre 40 miliardi. Nel 2021 il peso si è ridotto per gli interventi del governo che ha dimezzato gli oneri nel terzo trimestre abbassandoli all’11% della bolletta (si veda anche grafico in pagina) e li ha azzerati nel quarto trimestre. Dunque la sterilizzazione dell’Iva contribuirebbe a contenere gli aumenti, ma potrebbe non essere sufficiente. Questo perché il prossimo primo gennaio scadranno anche gli aiuti concessi con i due decreti di luglio e settembre, con i quali il governo ha stanziato poco meno di 5 miliardi per frenare i rincari dell’energia degli ultimi due trimestri del 2021.  

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Nel 2022 si sommerà dunque un doppio effetto: un nuovo rincaro dell’energia e la scadenza degli aiuti concessi dal governo. Per questo, oltre ai due miliardi stanziati in manovra e che dovrebbero essere utilizzati per la sterilizzazione dell’Iva sugli oneri di sistema, Palazzo Chigi e il Tesoro sarebbero intenzionati a destinare al contenimento delle bollette, anche circa 1,5 miliardi di euro derivanti dalle aste per la Co2. 

Il prezzo di questi “diritti a inquinare” venduti alle imprese continua a salire. I proventi vengono incassati direttamente dallo Stato che potrebbe dunque, destinarli alla riduzione delle bollette, come del resto ha già fatto sia nei provvedimenti di luglio che di settembre. Ieri, al termine dell’Ecofin, il ministro dell’Economia Daniele Franco, ha spiegato che il governo si attende un «picco» del prezzo dell’energia per fine anno. «Poi», ha detto, «i prezzi torneranno a scendere. Vediamo», ha concluso, «con quale rapidità».  

Ultimo aggiornamento: 15:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA