Caro bollette/Decreto rinnovabili: per l’iter più rapido arriva il commissario

Si studiano nuove regole per facilitare lo sfruttamento di fonti green e alternative

Giovedì 21 Aprile 2022 di Jacopo Orsini
Caro bollette/Decreto rinnovabili: per l iter più rapido arriva il commissario

Il governo prova ad accelerare ancora sulle rinnovabili. Contro il caro-bollette, dopo gli interventi per calmierare i costi di luce, gas e carburanti, l’esecutivo studia una serie di misure per rendere più facile l’installazione di impianti per produrre energia da fonti green. E fra le ipotesi, da inserire in un nuovo decreto in arrivo nei prossimi giorni, c’è anche quella di nominare un commissario straordinario per velocizzare le richieste di autorizzazione. Si punta in particolare a eliminare i vincoli imposti dalle Regioni e dalle sovrintendenze, enti dove spesso finiscono impantanate le domande per la costruzione di nuovi impianti.

 


LE MISURE
«Faremo un decreto energia, io credo che in questo momento serva un plus di determinazione», ha confermato ieri il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in audizione in Parlamento. «Il presidente Draghi lo ha detto che nel prossimo decreto ci dovranno essere drastiche semplificazioni soprattutto per sbloccare quanto si è accumulato nel tempo e per rendere fisiologico l’impianto delle energie rinnovabili», ha proseguito il ministro che poi ha aggiunto: «Abbiamo un milione di edifici pubblici, pensate cosa vuole dire mettere sui tetti, dove è possibile, il fotovoltaico, pensate all’autonomia, al risparmio energetico» che si avrebbe, ha sottolineato ancora Brunetta. «Noi - sono state ancora le parole del titolare della Pubblica amministrazione - abbiamo come scopi legati agli obiettivi del Pnrr la semplificazione di 600 procedure amministrative in cinque anni. È una cifra enorme». 


Nel testo preparato da Brunetta per l’audizione si parla espressamente di «misure specifiche per una semplificazione drastica sul fronte delle energie rinnovabili». Tra queste il ministro cita «la liberalizzazione dell’installazione di pannelli solari, termici o fotovoltaici, sugli edifici» (ad eccezione soltanto di quelli individuati come tutelati, dove sarebbe comunque sottoposta a procedura semplificata). Si valuta poi la definizione per legge delle aree e della tipologia di edifici sui quali di default è possibile produrre energia da fonti rinnovabili, a partire dalle aree industriali dismesse e da quelle agricole abbandonate o non produttive da oltre 5 anni.
Tra le proposte al vaglio c’è anche «la nomina di un commissario straordinario del governo per lo smaltimento delle giacenze riguardanti le richieste di autorizzazione sin qui presentate, con potere di superare i veti delle sovrintendenze (e subcommissari a livello regionale da individuare nella figura del presidente di Regione o di un suo assessore). 


Quella del commissario è una richiesta avanzata anche dalle aziende del settore, come ha sottolineato Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, l’associazione delle imprese italiane del settore elettrico. L’idea è quella di affrontare e risolvere l’emergenza energetica con gli strumenti già usati per la pandemia e la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova. Il commissario, secondo Re Rebaudengo, dovrebbe agire «in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale» e «provvedere alle occupazioni di urgenza e alle espropriazioni delle aree su cui installare gli impianti».


L’ESAME
Il provvedimento ancora allo studio arriva dopo il decreto Energia approvato oggi definitivamente dal Senato. Nel testo sono già state inserite altre norme per agevolare le imprese nel processo di installazione di nuovi impianti fotovoltaici per contrastare il caro-bollette. Si stabilisce fra l’altro che vengano dichiarate immediatamente idonee per la posa di pannelli solari le aree che si trovino entro 300 metri dai centri di consumo di energia e quelle adiacenti alla rete autostradale e ai siti nella disponibilità dei gestori di infrastrutture ferroviarie. Saranno snellite anche le autorizzazioni necessarie per l’utilizzo di terreni industriali, cave e discariche recuperate. 
Intanto anche la Commissione europea lavora a una proposta di revisione della direttiva sulle rinnovabili per accelerare il processo di autorizzazione, considerato l’ostacolo principale per una maggiore diffusione delle energie pulite nell’Ue. La proposta includerà disposizioni per rendere la produzione da fonti rinnovabili «di interesse pubblico prevalente» e per l’identificazione delle aree più idonee a ospitare gli impianti.
 

Ultimo aggiornamento: 15:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA