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Bonus assistenti sociali, la Campania va al ricorso

Giovedì 30 Giugno 2022 di Marco Esposito
Bonus assistenti sociali, la Campania va al ricorso

Si apre un nuovo fronte tra la Regione Campania e il governo sul rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni, i Lep. Dopo il capitolo sanità, rischia di aggiungersi quello per gli assistenti sociali, se dal ministero del Lavoro non arriverà un segnale chiaro per sbloccare i bonus per le assunzioni di operatori. L'80% degli abitanti della Campania, secondo l'ultimo rapporto della Banca d'Italia sulle Economie regionali, vive in ambiti sociali che né rispettano il Lep di un assistente ogni 5.000 residenti né possono accedere al contributo alle assunzioni, arrivato al secondo anno di attuazione.

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando è consapevole del problema e ha individuato una soluzione tampone per pescare dal Fondo povertà e dare ai Comuni che assumono, pur non avendo diritto al bonus, un contributo dimezzato. Tuttavia il Fondo povertà non ha quel carattere di stabilità necessario per assunzioni a tempo indeterminato ed è stata la stessa Corte dei Conti della Campania a invitare i Comuni a muoversi con estrema prudenza, soprattutto se le situazioni finanziarie dei bilanci sono precarie, cioè sempre o quasi.

La norma sul bonus per assumere assistenti sociali è scritta male perché garantisce incentivi a chi già offre il servizio o vi è vicino mentre abbandona al proprio destino i servizi sociali dei territori più in difficoltà, ignorando a bella posta quanto è scritto nella Costituzione in merito ai Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, i quali «devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale». Mentre in Campania (e il tema tocca molte altre regioni del Sud) otto abitanti su dieci vivono in Comuni con servizi largamente al di sotto del livello essenziale in vigore dal primo gennaio 2021, quindi ormai da diciotto mesi. La Campania perciò sta valutando, con l'assessore alla Scuola e alle Politiche sociali Lucia Fortini, di ricorrere contro l'imminente riparto del bonus 2022, previsto per metà anno, con azione al Tar e richiesta di rinvio alla Corte costituzionale. L'obiettivo, naturalmente, è trovare una soluzione tecnica e non giudiziaria; tuttavia l'oggettiva forza del ricorso rende più facile l'apertura di un tavolo.

La legge di Bilancio del 2021 (178/2020) è intervenuta sui servizi di assistenza sociale gestiti da Comuni con due misure. Nella prima (comma 791) ha riconosciuto la necessità di un maggiore finanziamento pari a 650,9 milioni tuttavia, per i meccanismi di gradualità che caratterizzano il Fondo di solidarietà comunale, tale importo si raggiungerà soltanto nel 2030. Nella seconda misura, la legge di Bilancio ha finalmente introdotto (comma 797) un «livello essenziale delle prestazioni» definito da un rapporto tra assistenti sociali impiegati nei servizi sociali territoriali e popolazione pari a 1 su 5.000, prevedendo, per raggiungere l'obiettivo, un contributo per le assunzioni a tempo indeterminato, le quali possono essere fatte in deroga ai vincoli assunzionali degli enti locali.

I Lep non sono mere indicazioni normative ma livelli aventi rango costituzionale, per soddisfare i quali va garantito l'integrale finanziamento (secondo l'articolo 119 della Carta) con poteri sostitutivi da parte dello Stato (articolo 120) quando le prestazioni non sono assicurate. Integrale finanziamento che però, come si è visto, sarà raggiunto soltanto nel 2030. Inoltre la norma, così come costruita, è incoerente con il quadro Costituzionale perché taglia fuori dai contributi (comma 797) e dalle deroghe assunzionali (comma 801) proprio gli Ambiti territoriali più lontani dall'obiettivo fissato dai Lep, ovvero quelli con un rapporto inferiore a 1/6.500. Cioè l'80% della Campania.

In pratica un Ambito territoriale sociale (Ats) con 65.000 abitanti e 10 assistenti sociali in organico (assunti a tempo indeterminato) riceverà ogni anno un contributo di 40.000 euro per ciascun nuovo assunto, in deroga ai vincoli sul personale, fino al livello di 1/5.000 (cioè per tre assunzioni), più ulteriori 20.000 euro per assunzione fino all'obiettivo di servizio di 1/4.000, ovvero per ulteriori quattro assunzioni, mentre l'Ambito territoriale che rispetta già i Lep e obiettivi di servizio riceverà ugualmente il contributo. Invece se un analogo Ambito territoriale di 65.000 abitanti ha oggi soltanto 5 assistenti sociali invece dei 13 stabiliti come Lep, finché non raggiungerà quota 10 assistenti sociali non riceverà il bonus.

Secondo la Banca d'Italia al momento della definizione dei Lep «nessun Ats campano raggiungeva l'obiettivo (la quota di Ats in linea con il Leps era invece pari al 9 per cento nella media del Mezzogiorno e a poco più di un quinto a livello nazionale) e il 16 per cento era completamente privo di assistenti sociali a tempo indeterminato (circa tre volte il dato italiano a fronte dell'11 per cento nel Mezzogiorno)».

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