Bonus matrimonio in chiesa fino a 20mila euro, poi il dietrofront della Lega: «Vale per tutti». Palazzo Chigi: «Non è allo studio del governo»

L'incentivo dovrebbe essere ripartito in cinque quote annuali, da corrispondere attraverso le detrazioni delle spese sostenute e documentate nella dichiarazione dei redditi

Bonus matrimonio in chiesa fino a 20mila euro, la proposta della Lega per "rilanciare" le nozze religiose
Bonus matrimonio in chiesa fino a 20mila euro, la proposta della Lega per "rilanciare" le nozze religiose
Domenica 20 Novembre 2022, 18:42 - Ultimo agg. 21 Novembre, 07:56
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Un bonus fino a 20mila euro per chi si sposa. Ma solo in chiesa. È questa la proposta della Lega per “rilanciare” le nozze religiose. L'incentivo dovrebbe essere ripartito in cinque quote annuali, da corrispondere attraverso le detrazioni delle spese sostenute e documentate nella dichiarazione dei redditi, per chi decide di contrarre il matrimonio religioso e quindi di sposarsi in chiesa. A presentare il disegno di legge sono stati i deputati della Lega Domenico Furgiuele (vicecapogruppo), Simone Billi, Ingrid Bisa (segretaria della Giunta per le Autorizzazioni), Alberto Gusmeroli (presidente della commissione Attività produttive) ed Erik Pretto.

Ma ecco che subito il tiro viene corretto:  «La proposta di legge a mia prima firma, volta a incentivare il settore del wedding, che per questioni di oneri prevedeva un bonus destinato ai soli matrimoni religiosi, durante il dibattito parlamentare sarà naturalmente allargata a tutti i matrimoni, indipendentemente che vengano celebrati in chiesa oppure no». ha detto il deputato della Lega Furgiuele.

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Palazzo Chigi: «Non è allo studio del governo»

Sul cosiddetto bonus per i matrimoni, fonti di Palazzo Chigi precisano che si tratta di una proposta di iniziativa parlamentare e che non è allo studio del governo. Nell'ambito di un quadro finanziario complesso, l'esecutivo, sottolineano le stesse fonti, è al lavoro per sostenere la famiglia con misure concrete e realizzabili, che saranno contenute nella legge di bilancio.

Bonus matrimonio in chiesa, come funziona

L'obiettivo dichiarato, come detto, è quello di contrastare il «calo verticale soprattutto dei matrimoni celebrati con rito religioso, che risulta più che doppio rispetto a quello dei matrimoni civili (-67,9 per cento contro -28,9 per cento)» registrato tra il 2019 e il 2020, soprattutto tra i più giovani, causato dalle «misure di contenimento dell'emergenza sanitaria». Più in particolare, sottolineano gli autori dell'iniziativa, «in Italia nel 2021 sono stati celebrati circa 179.000 matrimoni: rispetto al 2020 si tratta di un raddoppio, anche se questo aumento non è stato sufficiente a recuperare quanto perso nell'anno precedente, infatti rispetto al 2019 i matrimoni sono inferiori del 2,7 per cento».

Un calo che, come detto, penalizza soprattutto i matrimoni religiosi. «Le ragioni che allontanano le giovani coppie dall'altare e che le portano a prendere in considerazione solo ed esclusivamente il matrimonio civile -spiegano ancora gli esponenti leghisti- sono molteplici e di natura differente. Innanzitutto il matrimonio civile è di per sé una celebrazione meno onerosa rispetto al matrimonio religioso. Molte coppie sono dubbiose anche sui corsi prematrimoniali, i quali hanno una finalità ben precisa e spesso sottovalutata: cercare di far capire alla coppia se si è realmente pronti nel prendere la decisione di sposarsi».

 

Le spese

Di qui la proposta dei deputati leghisti di «introdurre il cosiddetto bonus matrimonio”​, volto ad agevolare le giovani coppie che intendono celebrare il matrimonio religioso e che avranno la possibilità di usufruire della detrazione del 20 per cento delle spese connesse alla celebrazione del matrimonio religioso quali: ornamenti in Chiesa, tra cui i fiori decorativi, la passatoia e i libretti; gli abiti per gli sposi, il servizio di ristorazione, le bomboniere, il servizio di coiffeur e di make-up e, infine, il servizio fotografico». Destinatarie dell'agevolazione le coppie under 35, con cittadinanza italiana da almeno 10 anni, e con un indicatore della situazione economica equivalente non superiore a 23.000 euro e a 11.500 euro a persona.

Le spese detraibili connesse alla celebrazione del matrimonio religioso, che devono essere sostenute in Italia, sono fissate in un massimo di 20.000 euro e sono ripartite tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. Costo dell'iniziativa? «Considerando il numero dei matrimoni nel 2021, che ammontano a circa 179.000, si prevede -spiegano i proponenti- che la quota massima detraibile per coppia sarà pari al 20 per cento di 20.000 euro, cioè 4.000 euro da dividere in cinque quote costanti».

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