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CORONAVIRUS

Bonus padri separati, in arrivo 800 euro al mese: bisognerà dimostrare flessione delle entrate dovuta al Covid

La misura per i genitori impossibilitati a pagare l’assegno che è dovuto al coniuge. Ma bisognerà dimostrare di aver subito una flessione delle entrate dovuta al Covid

Lunedì 1 Agosto 2022 di Jacopo Orsini
Bonus padri separati, in arrivo 800 euro al mese: bisognerà dimostrare flessione delle entrate dovuta al Covid

 Arriva il bonus per i padri separati in difficoltà economiche. Il lungo e complicato percorso della norma che prevede un contributo per i genitori che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento a causa di un calo del reddito dovuto al Covid è alla fine. Il decreto attuativo è pronto, manca solo la firma dei ministri interessati (Pari opportunità, Giustizia ed Economia). E a breve dunque l’assegno, che può arrivare fino a 800 euro al mese per la durata di un anno (9.600 euro in totale quindi), potrà essere distribuito. 

La norma

La misura era contenuta inizialmente nel decreto Sostegni approvato nel maggio del 2021. La norma era stata però considerata inapplicabile ed era stata quindi necessaria una riscrittura. Il problema nasceva dal fatto che il testo approvato era discriminatorio perché parlava di separati o divorziati, senza far riferimento alle coppie di fatto. Inoltre rischiava di far arrivare il bonus al genitore e non direttamente ai figli che devono ricevere l’assegno di mantenimento. In sostanza era necessario evitare che un padre (è difficile infatti che sia la madre a dover pagare gli alimenti) in difficoltà economiche prendesse il bonus e poi non versasse comunque l’assegno all’ex. 

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Nella norma bollata come inapplicabile dai tecnici si affermava inoltre che ha diritto all’aiuto chi a causa del Covid ha «cessato, ridotto o sospeso» l’attività lavorativa. Una formulazione ritenuta molto vaga e potenzialmente in grado di rendere molto vasta la platea dei destinatari dei soldi. Da qui lo stop. Il testo era stato quindi modificato e inserito con un emendamento presentato dalla Lega, che fin dall’inizio ha fortemente voluto il bonus, sostenuto tuttavia anche dagli altri partiti, nel decreto fiscale diventato legge nel dicembre scorso. Il provvedimento attuativo doveva arrivare entro due mesi, ma i tempi sono poi slittati.
Il testo comunque ora è definito e mancano solo le firme e la pubblicazione. «Il contributo - si legge nel testo - spetta al genitore in stato di bisogno che deve provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, nonché dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, che non abbia ricevuto, del tutto o in parte, l’assegno di mantenimento a causa dell’inadempienza del genitore» dovuta all’emergenza Covid. Il reddito del richiedente, nell’anno in cui si chiede il sostegno, deve essere «inferiore o uguale» a 8.174,00 euro. 

L’erogazione

Per poter beneficiare dell’aiuto chi è tenuto a pagare gli alimenti deve aver «ridotto o sospeso la propria attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020 per una durata minima di novanta giorni o per una riduzione del reddito di almeno il 3 0 per cento rispetto a quello percepito nel 2019». Il contributo, precisa poi la norma, viene «erogato esclusivamente ai genitori che non abbiano ricevuto l’assegno di mantenimento o lo abbiano ricevuto in maniera parziale nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022».

L’aiuto verrà corrisposto in una soluzione unica con un tetto di 800 euro mensili e per un massimo di un anno «tenuto conto - puntualizza il decreto - delle disponibilità del fondo rispetto al numero dei beneficiari, fino ad esaurimento delle risorse». Lo stanziamento è di 10 milioni di euro. Per ricevere il sostegno sarà necessario presentare una domanda contenente, fra l’altro, l’importo dell’assegno di mantenimento e l’ammontare delle somme non versate dall’ex coniuge. La procedura verrà definita con un avviso che verrà pubblicato sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Ultimo aggiornamento: 21:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA