Brexit, dagli scaffali mezzi vuoti ai panini confiscati: che succede in UK?

Mercoledì 13 Gennaio 2021
(Teleborsa) - Il temuto No Deal è stato scongiurato in extremis, ma l'accordo tra Londra e Bruxelles raggiunto allo scadere del tempo massimo dal Governo di Boris Johnson non ha evitato le conseguenze della Brexit temporanee o meno che siano.

Quintali di frutti di mare bloccati alla dogana francese, panini al prosciutto confiscati ai camionisti in transito in Olanda - in scia al fatto che alcuni prodotti freschi non possono più circolare liberamente dal Regno all'Unione, soprattutto quelli di origine animale o derivati del latte - tariffe extra sulle banane provenienti dal Ghana e qualche buco negli scaffali della grande distruzione britannica, Irlanda del Nord in primis. Restano per il momento scongiurati gli ingorghi stradali in prossimità della Manica, ma giorno dopo giorno le conseguenze del divorzio affiorano sempre più evidenti nel Regno Unito.

A cominciare dai ritardi che sta registrando un numero crescente di supermercati del Regno per la fornitura di alcuni alimenti d'importazione europea: secondo il Daily Mail, iniziano per esempio a scarseggiare frutta e verdura fresca. Difficoltà analoghe a quelle incontrate sulla trincea opposta dai commercianti nordirlandesi, con i prodotti provenienti dalla Gran Bretagna.

Intanto, con i suoi oltre 50mila contagi giornalieri, che si registrano ormai da giorni, e il record di vittime, il Regno Unito è sempre di più in ginocchio a causa della pandemia di Coronavirus. Dalla scoperta della nuova variante inglese a Londra e nel Kent poco prima di Natale, la situazione è precipitata in fretta, nonostante la maggior parte del Paese sia in lockdown ormai da diverse settimane. Tuttavia, è l'allarme degli esperti, "il peggio deve ancora venire".

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