Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Caffé Borbone, il ministro Giorgetti: «Modello vincente di fare impresa»

Giovedì 7 Luglio 2022 di Nando Santonastaso
Caffé Borbone, il ministro Giorgetti: «Modello vincente di fare impresa»

Il 2021, nonostante gli inequivocabili segnali dell'aumento del costo delle materie prime, si era chiuso con un fatturato record, a 253 milioni di euro, con un utile netto di 63,5 milioni. E la prima trimestrale 2022 ha continuato a rafforzare la tendenza alla crescita, con ricavi pari a 66,4 milioni di euro, un aumento del 2% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente che peraltro aveva beneficiato del maggior consumo domestico di caffè indotto dal lockdown (+36% rispetto al primo trimestre del 2020).

Bastano questi numeri a spiegare perché Caffè Borbone, la società con sede a Caivano nel Napoletano (13mila metri quadrati di impianto), circa 200 dipendenti, fondata da Massimo Renda e controllata dal 2018 al 60% dal Gruppo Italmobiliare della famiglia Pesenti (il restante 40% è rimasto a Renda che è il presidente esecutivo), sia diventata in pochi anni uno dei tre principali player a livello nazionale con Lavazza e Nespresso e soprattutto leader nella vendita di capsule e cialde (ora presenti sempre di più anche nella Grande distribuzione organizzata). Ma quegli stessi numeri spiegano anche perché Caffè Borbone, che nasce su base familiare e non rinuncia a questa filosofia anche ora che veleggia su cifre e prospettive di gran lunga maggiori, abbia deciso un ulteriore salto di qualità. Puntare cioè sui processi di innovazione 4.0 per innovare lo stabilimento, realizzare nuove performance produttive e incrementare l'occupazione. Un progetto importante, sicuramente uno dei pochi al Sud che utilizza le opportunità finanziarie di Industria 4.0, al quale il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha dato, non a caso, in questi giorni un convinto via libera. È stato Giorgetti infatti ad avere autorizzato un accordo di programma con la società Caffè Borbone che per il sito di Caivano prevede un investimento di 13,4 milioni di euro in tecnologie 4.0 e sostenibilità ambientale. 

Il progetto di sviluppo industriale si chiama C.O.R.E. (Caffè ovvero ricerca delle emozioni) e consentirà di aumentare la capacità produttiva dello stabilimento attraverso un innovativo sistema di torrefazione 4.0, in grado di controllare in modalità automatica il confezionamento di cialde e capsule per macchine da caffè. È prevista inoltre la realizzazione di aree per lo stoccaggio di materia prima e prodotto finito, nonché l'acquisto di un impianto fotovoltaico per soddisfare il fabbisogno energetico giornaliero, con limitati costi di gestione e manutenzione, si fa sapere. Il ministero dello Sviluppo economico mette a disposizione circa 5,4 milioni di euro di agevolazioni che consentiranno di incrementare l'occupazione con 92 posti di lavoro. Nel 2024, a completamento degli investimenti programmati, l'azienda avrà in organico 308 dipendenti.

«Innovazione, sostenibilità, valorizzazione del territorio e creazione di nuova occupazione sono tutti i parametri che il progetto della società Caffè Borbone rispetta pienamente meritando così di essere finanziato con i contratti di sviluppo», dichiara il ministro Giorgetti. Che aggiunge: «Questo investimento rappresenta quel modello vincente di fare impresa che punta a tutelare e promuovere la tradizione e il gusto di un prodotto, il caffè espresso napoletano, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo».

Video

Italmobiliare aveva comprato per 140 milioni di euro il 60% di Aromatika srl, la società di torrefazione di caffé a marchio Caffé Borbone (il closing dell'operazione ha valorizzato la società oltre 233 milioni di euro). Per il Gruppo era stata l'opportunità di «ampliare il perimetro del portafoglio di partecipazioni, in un settore caratterizzato da un alto tasso di crescita e con ulteriori potenzialità di sviluppo», disse all'epoca Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italmobiliare. E a distanza di quattro si può dire che l'investimento ha dato grossi risultati. Lo stesso vale per Renda, considerato da tempo uno dei manager più affidabili del settore. Uno, per intendersi, che ripete spesso quanto sia importante «un impegno continuo alla sostenibilità, mantenendo costante l'obiettivo strategico del brand, in merito all'innovazione e alla ricerca. Senza mai abbandonare la forte appartenenza al territorio». 

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 08:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA