Caro energia, alle 11 Cdm: sul tavolo dl Aiuti ter da oltre 13 miliardi

Caro energia, alle 11 Cdm: sul tavolo dl Aiuti ter da oltre 13 miliardi
Venerdì 16 Settembre 2022, 10:30
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(Teleborsa) - "Spero che le prime risposte importanti arrivino già oggi. È convocato un consiglio dei ministri alle 11 e all'ordine del giorno c'è un intervento robusto, corposo, di parecchi miliardi, che ci metterà nelle condizioni di dare sollievo e aiuto alle famiglie e alle imprese del nostro Paese". È quanto ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite ai microfoni di Rtl. Nessuna conferma sull'ammontare delle risorse che, tra i 6,2 miliardi autorizzati dal Parlamento e le nuove poste, potrebbero superare i 13 miliardi arrivando fino a 17. "Della cifra – ha detto Speranza – parleremo in Cdm, c'è un lavoro ancora in corso in queste ore da parte del ministro dell'Economia e poi immagino ci sarà una comunicazione ad hoc subito dopo la fine del consiglio dei ministri. Si tratta comunque di un intervento corposo, di parecchi miliardi". Ieri con 372 voti favorevoli e nessuno contrario la Camera ha approvato la risoluzione con la quale viene dato disco verde alla relazione del governo che aggiorna il Bilancio e che consente di utilizzare il surplus di entrate per finanziare il prossimo decreto Aiuti.

Diverse le misure al centro del decreto Aiuti ter chiamato ad approvare la nuova tranche di aiuti a famiglie e imprese. I partiti convergono sulla necessità di procedere indipendentemente dalla Ue al disaccoppiamento del gas dall'elettricità. Secondo i calcoli di Fdi arrivare a marzo dividendo il prezzo del metano da quello dell'energia elettrica (una proposta avanzata, tra l'altro, anche dal Pd) costerebbe 3-4 miliardi che si potrebbero trovare anche senza scostamento. L'esecutivo continua a studiare la misura che si sta rivelando parecchio complessa da mettere in pratica.

Tra le misure date per certe c'è, per le famiglie, l'aumento della soglia Isee per il bonus sociale, ora a 12mila euro. L'asticella dovrebbe salire ma non è detto che si riesca a portarla, come ipotizzato nei giorni scorsi, fino a 15mila euro. Perché la misura sarebbe molto costosa e la maggior parte delle risorse - circa i due terzi - saranno invece questa volta dedicati alle imprese, per scongiurare blocchi produttivi a causa del caro-energia o, peggio ancora, chiusura di attività.

L'intervento principale dovrebbe riguardare il credito di imposta che dovrebbe non solo essere prorogato al quarto trimestre ma anche rafforzato nelle percentuali ed esteso ai piccoli esercizi (quelli con potenza sotto i 16,5 kw). Buona parte dei fondi aggiuntivi recuperati per finanziare il decreto, peraltro, arriveranno proprio da risorse accantonate per crediti d'imposta di vario tipo che poi non sono stati utilizzati.

Con il decreto ter dovrebbero essere destinate nuove risorse anche ad enti locali, sanità e al mondo dello sport, pure loro in difficoltà causa maxi-bollette.

Potrebbe non esserci nessuna modifica, invece, alla tassa sugli extraprofitti dopo che nelle scorse settimane si erano studiati interventi per delimitare meglio la sua applicazione e ridurre il rischio ricorsi.

In cdm è attesa anche la mappatura di tutte le concessioni di beni pubblici (compresi balneari e ambulanti), uno dei primi decreti attuativi della legge sulla Concorrenza, che ha come obiettivi quelli di dare "massima pubblicità e trasparenza dei principali dati e delle informazioni relativi a tutti i rapporti concessori". Ma sul tema, che vede tornare al centro la questione balneari, è scontro politico. Ieri a Palazzo Chigi nel pre-consiglio c'è stato lo strappo del ministero del Turismo su uno dei primi decreti attuativi della legge sulla Concorrenza. "Se si fa una cosa che di fatto è inutile in un momento come questo, mi dimetto – ha detto ieri all'Ansa il ministro leghista del Turismo Massimo Garavaglia –. È un testo su cui il ministero non è nemmeno stato coinvolto. Non ha senso fare una azione che chiaramente sembra politica a una settimana dalle elezioni". Il ministero del Turismo, secondo quanto si apprende, nel corso del pre-consiglio avrebbe chiesto formalmente lo stralcio dall'ordine del giorno del Consiglio dei ministri del decreto legislativo sulla mappatura delle concessioni pubbliche. Il ministro Garavaglia si era già detto pronto a lasciare se il governo dovesse portare il decreto, attuativo della legge sulla concorrenza, oggi in Cdm. La questione è stata sottoposta dai tecnici di Palazzo Chigi al presidente del Consiglio, Mario Draghi. Ora starà a Draghi decidere se portare comunque il provvedimento nel Cdm da cui dipende la rata di fine anno di fondi europei.







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