CORONAVIRUS

Cartelle esattoriali, nonostante lo stop per Covid il 60% dei morosi ha pagato le imposte

Mercoledì 19 Agosto 2020 di Michele Di Branco
Cartelle esattoriali, nonostante lo stop per Covid il 60% dei morosi ha pagato le imposte

Per pagare c’è sempre tempo. Soprattutto se si tratta di tasse. Ma a quanto pare il detto popolare vale fino a un certo punto se di mezzo ci sono le temute cartelle esattoriali. I numeri dell’Agenzia delle Entrate dicono che, nonostante le facilitazioni e le dilazioni temporali concesse dal governo, una buona maggioranza di contribuenti continua a versare i debiti tributari. 

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Cartelle esattoriali


I DETTAGLI
Nell’ambito del decreto agosto, l’esecutivo ha trascinato dal 31 agosto al 15 ottobre la sospensione delle cartelle esattoriali. La riscossione dovrebbe così riprendere a pieno ritmo solo in autunno. Inoltre è stata introdotta una ulteriore proroga di due mesi per l’invio delle cartelle esattoriali (in ballo ce ne sono circa 8 milioni) che altrimenti sarebbe ripreso dal 1° settembre. Ulteriore blocco anche per le pratiche di riscossione coattiva, dai pignoramenti, alle ipoteche, alle ganasce fiscali. 
Ebbene, malgrado il tandem Palazzo Chigi-Tesoro si sia mostrato così benevolo nei confronti di chi ha un piano di rateizzazione delle cartelle in corso, ad aprile il 59 per cento dei contribuenti ha comunque continuato a pagare le rate senza battere ciglio. E addirittura la percentuale è salita al 62 per cento nel mese di giugno. 
In pratica 6 italiani su 10, pur di disfarsi dei propri carichi pendenti con il fisco, preferisce bypassare l’opportunità di congelare per qualche mese i versamenti. 

LA CLASSIFICA
Tra l’altro le statistiche mostrano che le regioni più scrupolose e pronte a pagare sono quelle con il maggior carico di tasse arretrate. 
Infatti in Lombardia, Lazio, Piemonte, Sardegna e Veneto, dover risiede quasi il 50% degli 840 mila contribuenti alle prese con una cartella esattoriale da onorare, nel 64% dei casi si continua a pagare secondo i piani concordati a suo tempo con l’Agenzia delle Entrate. Di contro, appaiono generalmente più in difficoltà le regioni meridionali. E il Molise in particolare dove “appena” il 54% versa regolarmente senza attendere la data del 15 ottobre. 
In numeri assoluti, a giugno risultavano 518 mila i cittadini in regola con le rate, mentre altri 322 mila si sono fermati ed hanno tirato il respiro. Occorre ricordare che la legge, in tema di rateizzazioni delle cartelle esattoriali prevede un piano ordinario per debiti fino a 60.000 euro con un massimo di 72 rate (6 anni) e la possibilità di scegliere tra rate crescenti e rate costanti. Nel caso si tratti di società o ditte in liquidazione, è necessario allegare la documentazione che attesta le oggettive difficoltà economiche. Il tetto di 60.000 euro include somme dovute e incluse in altri piani di dilazione già attivi. 

IL TETTO
Per debiti superiori a 60.000 euro la documentazione da produrre include il certificato ISEE del nucleo familiare. Le modalità di rateizzazione (massimo 72 rate) sono le stesse per gli importi inferiori, così come le rate disponibili (costanti o crescenti che siano). 

Per accedere al piano straordinario è invece necessario dimostrare di non essere in grado di estinguere il debito con il piano ordinario, “condizione che si verifica quando l’importo della rata è superiore al 20% del reddito mensile del tuo nucleo familiare, risultante dall’Indicatore della situazione reddituale (ISR) riportato nel modello ISEE”, come spiega il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Se, una volta ottenuto un piano di rateizzazione, il debitore non è più in grado di pagare le rate, è possibile richiedere una proroga (per la quale serve una domanda motivata che attesti il reale peggioramento della situazione economica del nucleo familiare). Due le tipologie. Proroga ordinaria: ulteriori 72 rate per un massimo di 6 anni, proroga straordinaria: ulteriori 120 rate per un massimo di 10 anni (solo con rate costanti). 
 

Ultimo aggiornamento: 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA