Cartelle esattoriali, stop fino a dicembre. Assunzione per 30 mila medici

Sabato 17 Ottobre 2020 di Andrea Bassi
Cartelle esattoriali, stop fino a dicembre. Assunzione per 30 mila medici

Altri 4 miliardi per la Sanità. E fondi per la scuola. La manovra si arricchisce di nuovi capitoli per fronteggiare l’emergenza Covid. Mentre si cerca di sciogliere gli ultimi nodi, a partire dal blocco delle cartelle esattoriali. Ma andiamo con ordine. Il ministro della Salute Roberto Speranza, ottiene 1,4 miliardi per confermare l’assunzione di 30 mila medici e infermieri ingaggiati a tempo determinato durante la fase più acuta dell’emergenza. E ottiene anche 1 miliardo aggiuntivo per aumentare le buste paga dei lavoratori del comparto. Un altro miliardo di euro andrà al finanziamento del Fondo sanitario nazionale. Mentre per acquistare i vaccini vengono stanziati 400 milioni.

Fondi in arrivo anche per i Comuni e le Regioni. Il governo mette sul piatto 350 milioni per potenziare il trasporto scolastico. Vengono anche incrementate le risorse del fondo di solidarietà comunale per il miglioramento dei servizi in campo sociale (per 216 milioni) con particolare attenzione agli asili nido (risorse che verranno poi implementate con il Recovery), con ulteriori 100 milioni, destinati a salire dal 2022. Stanziamenti consistenti sono arrivati anche per la scuola. Circa un miliardo e 200 milioni serviranno ad assumere 25 mila insegnanti di sostegno. Un miliardo e mezzo sarà destinato all’edilizia scolastica, mentre 2,4 miliardi saranno destinati a quella universitaria. Ci sarà anche un fondo di 600 milioni per l’occupazione nel cinema e nella cultura. Per le imprese sarà estesa la moratoria dei mutui e sarà rfforzato il fondo di garanzia. Arrivano anche 4 miliardi per il “ristoro” per le imprese più colpite dalla crisi, a partire da Bar e ristoranti. 

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Sulle cartelle esattoriali il nodo è stato sciolto a tarda notte. L’accordo raggiunto prevede la proroga del blocco delle cartelle e dei pignoramenti fino a fine anno. Dunque niente più invio a partire da domani degli atti dell’Agenzia delle entrate - riscossione, e nemmeno pignoramenti di stipendi e pensioni, così come niente fermi amministrativi delle automobili. Per arrivare a questa conclusione ci sono volute ore di confronto all’interno del governo. Da una parte c’era il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sostenuto dal Partito Democratico e da Leu, che spingeva per far ripartire la riscossione con tutto il suo armamentario. Dall’altro Italia Viva, con il battagliero Luigi Marattin, e i Cinquestelle, che chiedevano di allungare il blocco totale per le cartelle esattoriali almeno fino al 31 gennaio, alla scadenza cioè dello stato di emergenza proclamato dal governo. Alla fine era stato deciso di trovare un compromesso tra le esigenze di gettito erariale del Tesoro e la richiesta di Italia Viva e Cinquestelle di non far ripartire una misura che rischia di arrivare in una nuova fase delicata per l’economia a causa della ripresa a della pandemia. Nella giornata di ieri, però, le tensioni sono risalite. 

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Italia Viva ha continuato a battere sull’impossibilità di far piovere 2 milioni di atti al mese sui contribuenti già provati dalla crisi economica. Così si è ridiscusso di una proroga del blocco. E questo anche se Gualtieri nei giorni scorsi, comunque, aveva dato indicazioni all’Agenzia delle Entrate di utilizzare una «gradualità» nella ripresa della riscossione, si è deciso di allungare il blocco fino a fine anno. E questo nonostante i vertici del Fisco avessero già anche tradotto la “gradualità” indicata dal Tesoro, in uno scaglionamento semestrale delle cartelle. Le prime ad essere notificate sarebbero state quelle di marzo, poi sarebbe toccato a quelle di aprile, e così di seguito per i prossimi sei mesi. Tutto accantonato dopo la decisione notturna del governo. Un sospiro di sollievo per molti contribuenti, visto che nei cassetti dell’Agenzia ci sono circa 9 milioni di atti. A riprendere sarà invece il pagamento delle rate dei debiti con il Fisco. Secondo quanto previsto dal decreto rilancio, tutte le rate arretrate “congelate”, dovrebbero essere pagate in un’unica soluzione entro il mese di novembre. Proprio su questo fronte tuttavia, potrebbe arrivare qualche novità. Anche chi ha registrato dei ritardi di pagamento delle rate delle cartelle, potrebbe essere riammesso al beneficio del pagamento frazionato.   

Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 21:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA