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Stop in extremis fino al 31 gennaio per le cartelle esattoriali. Ristori, scostamento a 32 miliardi

Venerdì 15 Gennaio 2021 di Andrea Bassi e Rosario Dimito
Cartelle esattoriali, stop fino al 31 gennaio. Ristori, scostamento a 30 miliardi

Un mini-decreto per schivare il macigno dei 50 milioni di cartelle esattoriali in partenza da lunedì, con un congelamento degli avvisi fiscali di altre due settimane, fino al 31 gennaio. La sospensione delle cartelle decisa dal Consiglio dei ministri è solo il primo passo in attesa di adottare un provvedimento con una soluzione “strutturale”, che conterrà un nuovo congelamento più lungo e una «pace fiscale» con i contribuenti. 

Lo scostamento di bilancio, la nuova richiesta di deficit, dopo i 100 miliardi del 2020 per altri 32 miliardi di euro, serve anche a questo. A finanziare i ristori e risolvere il problema degli avvisi fiscali giacenti nei cassetti dell’Agenzia delle Entrate - Riscossione. Prima del varo dei provvedimenti “strutturali” è necessario che il Parlamento autorizzi l’extra deficit. Il voto sulla richiesta del governo è già stato messo in calendario per il 20 settembre. Ottenuto il via libera delle Camere il governo potrà varare le misure. 

La pace fiscale dovrà sciogliere diversi nodi. Il primo riguarda proprio la consegna delle cartelle esattoriali. Gli avvisi fiscali dovranno arrivare ai contribuenti, altrimenti sarebbe impossibile per questi ultimi aderire alla sanatoria. L’invio tuttavia, dovrebbe essere diluito, almeno per le cartelle del 2020 e del 2021, nel tempo, in un arco di 24-36 mesi, anche per non creare affollamenti presso gli uffici postali per il ritiro degli avvisi e agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate - Riscossione. Lo scaglionamento, tuttavia, avrebbe un’altra conseguenza: l’allungamento dei termini di prescrizione degli atti. Gli altri due punti della pace fiscale, come ha confermato ieri il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani, saranno il “saldo e stralcio” e la quarta operazione di rottamazione.  

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Il saldo e stralcio prevede per i settori più colpiti dalla crisi, come i ristoranti o i bar, la cancellazione di una parte delle imposte dovute. L’intenzione del governo, tuttavia, sarebbe quella di provare a distinguere i veri evasori (che non avrebbero accesso alla misura), da coloro che non hanno versato le tasse perché in condizioni oggettive di difficoltà economica. Sarebbe il caso della cosiddetta “evasione da sopravvivenza”. L’esempio è di un’attività o di una partita Iva che correttamente presenta la dichiarazione dell’imposta ma poi non la versa per mancanza di liquidità. Il secondo provvedimento è, come detto, la rottamazione quater, che dovrebbe riguardare anche le cartelle del 2020 oltre che una riapertura per quelle degli anni precedenti. La rottamazione, che prevede il pagamento dell’intero debito fiscale ma senza sanzioni e interessi, ha confermato ancora il vice ministro Misiani, sarà affiancata da una rateizzazione lunga dei pagamenti. Già con gli ultimi provvedimenti il governo ha allargato la possibilità di parcellizare il pagamento fino a 6 anni per i debiti fino a 100 mila euro senza dover dare prova di difficoltà economica. Più tempo anche per la digital tax, la tassa sui giganti del web il cui primo pagamento era atteso per il prossimo 16 febbraio. Le varie Amazon, Google, Apple, avranno altri 30 giorni per versare il dovuto. Il gettito atteso è di 720 milioni.  

Oltre alle cartelle fiscali ci sono poi i ristori. I 30 miliardi serviranno soprattutto a questo, a versare nuovi indennizzi alle attività economiche penalizzate dalle restrizioni dovute al Covid. Cambierà il meccanismo di calcolo dei rimborsi che sarà parametrato non più alla perdita di un solo mese, ma a quella di un semestre o addirittura dell’intero 2020 rispetto al 2019. E scomparirà l’utilizzo dei codici Ateco a causa del quale molte attività erano rimaste escluse. Nel decreto ristori troverà posto anche un nuovo rifinanziamento da 5 miliardi della Cassa integrazione. E poi un altro miliardo per gli autonomi. Tutte misure che, come detto, arriveranno solo dopo che il Parlamento avrà approvato il nuovo deficit. 

Ultimo aggiornamento: 16:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA