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Catasto e successioni, ecco le semplificazioni via web e precompilate

Domenica 20 Giugno 2021 di Umberto Mancini
Catasto e successioni, ecco le semplificazioni via web e precompilate

Il fisco accelera sul digitale. Accanto alla dichiarazione precompilata Iva che, come noto, scatterà dal prossimo primo luglio, sono in arrivo due importanti novità per i contribuenti. La prima riguarda un servizio web di precompilazione e invio delle domande di voltura catastale che consentirà ai cittadini di accedere alla banca dati del catasto. Si chiamerà “Voltura 2.0» e consentirà, con un semplice clic, di cambiare la destinazione d’uso, segnalare una modifica nell’appartamento, indicare l’apertura di un porta. 

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Saltare la fila all'Agenzia delle Entrate

La macchina fiscale aggiungerà in maniera automatica la particella catastale, la sezione, il riferimento mancante, riempiendo i campi necessari per mandare in porto la domanda e chiudere il dossier. Il tutto si potrà fare stando tranquillamente davanti al proprio computer, saltando così le file all’Agenzia delle Entrate. La rivoluzione scatterà alla fine dell’anno per tutti i cittadini, mentre per i professionisti, notai in testa, la sperimentazione dovrebbe partire il prossimo mese. Di fatto una piano pilota per testare un sistema che farà risparmiare tempo e denaro. 

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L’altra novità riguarda la dichiarazione di successione che, nei piani del direttore generale dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, sarà anch’essa quasi precompilata. Il meccanismo, che semplificherà procedure molto spesso odiose, consentirà, digitando semplicemente il codice fiscale della persona che è venuta a mancare, di avviare l’inserimento automatico di tutta una serie di dati in possesso del Fisco. Precompilando di fatto la dichiarazione in ogni sua parte. E sfruttando al meglio le enormi potenzialità delle banche dati che contengono tutte le informazioni dei contribuenti. 

«Sono innovazioni - spiega Ruffini, ideatore delle precompilate e promotore della digitalizzazione del nostro apparato fiscale - che entreranno nella nostra quotidianità segnando un percorso che non potrà più essere ripensato».

La semplificazione degli adempimenti e la digitalizzazione dei servizi, è il ragionamento, contribuiscono ad aumentare l’efficienza del sistema Paese e hanno anche effetti sulla tax compliance perché in questo modo si favoriscono comportamenti corretti anche da parte dei contribuenti. Un percorso che punta in definitiva a rendere particolarmente semplice il pagamento delle tasse, eliminando tutta un serie di passaggi burocratici che rallentano l’adempimento dei doveri del contribuente. 

IL PERCORSO
Del resto, in questi mesi difficili per la pandemia l’Agenzia delle Entrate ha cambiato pelle e si è riorganizzata profondamente per essere più efficiente nel rapporto con i cittadini. Non solo erogando, ed è stata la prima, i sostegni a operatori e imprese colpiti dalla crisi, ma aumentando i servizi “agili” via mail e via web. Proprio l’erogazione dei sussidi ha, tra l’altro, consentito di accumulare ulteriori dati. In questo quadro la voltura catastale digitale potrà essere utile anche alla vita delle imprese e degli operatori commerciali, favorendo adeguamenti e cambi di destinazione d’uso in tempo reale. 

Per aiutare la macchina del fisco il Tesoro vuole poi rilanciare il Redditometro, un meccanismo che, entrando nei conti delle persone, può calcolare l’entità delle spese, risalendo alla reale capacità contributiva. Nel caso questa risulti incongruente con il tenore di vita, il meccanismo fa scattare prima un confronto con il contribuente e poi, eventualmente, l’accertamento. La misura non è ancora entrata a pieno regime, ma sul sito del ministero dell’Economia è stata avviata una consultazione pubblica «riservata alle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori» che entro il 15 luglio dovranno dare un parere sulla validità delle disposizioni contenute nel decreto attuativo. 

IL REDDITOMETRO
Alla composizione del Redditometro contribuisce in maniera importante l’Istat che con periodicità biennale, insieme alle associazioni dei consumatori, individua elementi indicativi di capacità contributiva, mediante l’analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell’area geografica di appartenenza. Spetterà ovviamente al governo modulare l’intervento visto che le banche dati a disposizione consentono, se adeguatamente incrociate, di procurare un duro colpo all’evasione.
 

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA