Cina, Via della seta: da Palazzo Chigi nessuna modifica al memorandum

(Teleborsa) - Passa senza modifiche il Memorandum of understanding sulla Via della Seta, approvato questa mattina nel corso del vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell'economia Giovanni Tria e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.

Dopo lo scontro nel Governo sulla questione, sembra, dunque, che si sia giunti a un accordo e l'intesa con la Cina, volta a far entrare ufficialmente l'Italia nella nuova Via della Seta, verrà siglata la prossima settimana in occasione dell'imminente visita del leader cinese Xi Jinping.

Con la firma dell'accordo quadro sulla via della Seta "non mettiamo a repentaglio nessun asset strategico", ha assicurato Conte. "Si sta facendo molta confusione. Una cosa è la tutela degli asset strategici, una cosa è la sottoscrizione di un accordo programmatico non vincolante", ha aggiunto il Premier spiegando che l'intesa "di volta in volta sarà arricchita dalla sottoscrizione di singoli accordi che verrano valutati uno per uno". "È una grande opportunità anche per riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina. Vogliamo potenziare il nostro export", ha affermato Conte. E dal Premier arrivano rassicurazioni anche sul capitolo 5G: "Ci cauteliamo e adotteremo misure".

Alla vigilia del vertice di oggi, i nodi legati all'intesa fra Italia e Cina sulla Belt and Road Initiative – il piano di infrastrutture e commerci elaborato da Pechino al fine di rafforzare i rapporti fra Asia ed Europa – erano diversi. Dopo gli avvertimenti giunti da Washington, Salvini aveva, infatti, sollevato obiezioni sui rischi che la firma di questo accordo potrebbe rappresentare per Roma. Tuttavia già ieri sera fonti di palazzo Chigi avevano precisato che il governo era "compatto sulla volontà di firmare questo documento, non giuridicamente vincolante e frutto di una negoziazione durata svariati mesi", aggiungendo che nel decreto sblocca-cantieri "saranno inserite alcune norme che rafforzano la Golden power, al fine di tutelare ancor più efficacemente gli interessi strategici del nostro Paese".

Anticipazioni del contenuto del Memorandum sono state pubblicate oggi dal Financial Times. Secondo il quotidiano, nell'ambito dell'accordo con la Cina sulla "Nuova via della Seta", l'Italia starebbe valutando di "lavorare insieme" all'Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), il fondo per lo sviluppo delle infrastrutture in Asia, promosso da Pechino in contrapposizione al Fmi e alla Banca mondiale. Per il Ft la collaborazione con l'Aiib sarebbe stata valutata dall'Italia per rendere l'operazione conforme alle norme europee in materia. L'istituto opererebbe, infatti, in linea con gli standard internazionali, inclusi gli appalti competitivi e gli studi sull'impatto ambientale, che sono richiesti all'interno dell'Ue.


Venerdì 15 Marzo 2019, 12:30
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