Concorsi della Pubblica amministrazione, ora carriera più rapida

Venerdì 7 Maggio 2021 di Andrea Bassi
Concorsi della Pubblica amministrazione, ora carriera più rapida

Le carriere dei dipendenti pubblici assomiglieranno sempre più a quelle del privato. Maggiore mobilità, percorsi di crescita interni per i più meritevoli, fino ad arrivare alla dirigenza. Ma soprattutto l’istituzione di un’area di «middle management», oggi completamente assente nella Pubblica amministrazione. 

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A disegnare le linee della prossima riforma del pubblico impiego, sono le schede contenute nelle 2.500 pagine che accompagnano il Recovery plan italiano e che il governo ha inviato al Parlamento e alla Commissione europea. Entro i primi sei mesi del prossimo anno, si legge nella scheda dedicata al pubblico impiego, il governo approverà un provvedimento per riformare il settore. Tra i vari punti di questa riforma, ci sarà la «revisione» delle regole sulle progressioni verticali di carriera. La riforma creerà dei percorsi di accesso alle posizioni di «middle management», ossia quei «quadri», come li definisce lo stesso Recovery, oggi del tutto assenti nella pubblica amministrazione. L’area dei quadri, del resto, ha fatto la sua prima apparizione nella cosiddetta “direttiva madre”, l’indicazione generale data dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta all’Aran, per avviare il tavolo delle trattative sul rinnovo del contratto. Poi però, nella direttiva per le funzioni centrali (ministeri, Inps, Agenzie fiscali), l’indicazione è scomparsa. Ora il middle management ha rifatto la sua comparsa nel Recovery. E non è l’unica novità. L’altra, di rilievo, riguarda l’accesso alla dirigenza pubblica, sia di prima che di seconda fascia. Oggi avviene solo per concorso. Nel Recovery si parla invece di un accesso «dall’interno dell’amministrazione».

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Insomma, lascerebbe presupporre l’introduzione di percorsi di crescita per i funzionari senza dover passare dalle forche caudine del concorso aperto anche all’esterno. È prevista inoltre una semplificazione delle procedure di mobilità da un’amministrazione ad un’altra. Non sarà più necessario ottenere il nulla osta da quella di appartenenza per poter cambiare posto di lavoro. Ci sarà un sistema centralizzato di interpelli per i posti vacanti in tutte le amministrzioni ai quali ci si potrà liberamente candidare. Nel piano poi, sono previste moltissime assunzioni. Al solo ministero della Giustizia, è previsto l’ingresso di oltre 21 mila nuovi dipendenti. Poco più di 16 mila saranno assunti a tempo (per tre anni) attraverso una selezione solo per titoli. Si tratta di giuristi, economisti, statistici, e altri profili, che lavoreranno negli «uffici del processo», dei team che affiancheranno i giudici per aiutarli a smaltire l’arretrato. Se opereranno bene, al termine del loro contratto avranno un attestato di «lodevole servizio» che costituirà una via preferenziale di accesso nella Pubblica amministrazione.

A coordinare questi 16 mila nuovi dipendenti, saranno 1.500 funzionari della stessa amministrazione della giustizia. Per l’incarico di coordinamento riceveranno un incentivo annuale di 7 mila euro lordi. 

Per la scuola il piano prevede una riforma dei concorsi. Per l’accesso dei professori a quelle secondarie, saranno chieste specializzazioni più elevate. Entro la fine del 2024 attraverso le nuove procedure concorsuali, spiega il piano, saranno assunti almeno 70 mila insegnanti. Proprio sul tema del reclutamento, sul quale molte sono state le polemiche per la riforma voluta da Brunetta che ha dato un maggior peso a titoli ed esperienza, il Recovery chiarisce alcuni aspetti. Il processo di reclutamento per il «livello di ingresso» sarà effettuato solo sulla valutazione delle competenze. Per i profili specializzati, invece, si valuteranno anche le esperienze professionali. Un emendamento in questa direzione è già stato presentato alla riforma sui concorsi pubblici in discussione in Parlamento.

 

Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 10:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA