Concorso Sud, nuovo bando domani sulla Gazzetta Ufficiale

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Nando Santonastaso
Concorso Sud, nuovo bando domani sulla Gazzetta Ufficiale

La pubblicazione del nuovo bando dovrebbe avvenire sulla Gazzetta Ufficiale dei concorsi di domani, venerdì. Si riapre la caccia alle figure di tecnici per le amministrazioni pubbliche del Mezzogiorno dopo il flop del primo tentativo, il Concorso Sud che dei 2.800 posti previsti è riuscito ad assegnarne solo 778. E sono proprio i 2.022 rimasti finora scoperti ad essere stati messi stavolta a concorso, in una sorta di secondo (o meglio, di terzo) tempo della selezione ma con alcune significative novità. La più rilevante riguarda i requisiti per partecipare: il dettaglio si conoscerà domani ma sembra certo che aumenteranno parecchio le chances dei giovani neolaureati di concorrere mentre nel bando di partenza si era puntato soprattutto sui titoli e sulle esperienze di lavoro e di consulenza di professionisti non proprio alle prime armi. Inoltre, i profili richiesti passano da 5 a 3: esperto in gestione, rendicontazione e controllo; esperto tecnico; analista informatico. Gli altri due, esperto amministrativo-giuridico ed esperto in progettazione ed animazione territoriale, sono stati evidentemente coperti con i 778 posti già assegnati. Sarà sempre il Formez a organizzare il concorso sulla cui opportunità si erano espressi da tempo i ministri Brunetta della Funzione Pubblica, e Carfagna del Sud e della coesione territoriale, dopo avere riconosciuto i limiti e le difficoltà del primo bando, ereditato dal governo giallorosso, inserito nella legge di Bilancio e attuato in segno di continuità anche dall'attale esecutivo. 

Dovrebbero essere confermate la pre-selezione dei concorrenti in base ai titoli (anche se non dovrebbero apparire più come una montagna invalicabile per i neolaureati) e un'unica prova on line, sulla scia del nuovo corso delle selezioni di personale per le PA previsto dalla riforma appena varata. Se, come tutto lascia supporre, il bando sarà pubblicato domani, saranno concessi 30 giorni per iscriversi: il che potrebbe consentire l'effettuazione del test anche entro la fine del 2021. Ma pure su questo punto sarà il Formez a fare chiarezza, indicando per tempo la data e le sedi di svolgimento della prova. Non dovrebbe infine cambiare la prospettiva occupazionale per i vincitori: come nel primo Concorso Sud, anche per questo si parlerà di contratti a tempo determinato della durata massima di tre anni (ma con possibilità di passaggio a tempo pieno per una quota, se ce ne saranno le condizioni). Proprio su questo aspetto si erano incentrate le maggiori perplessità del primo bando: da più parti si era osservato che tentare di acquisire alla Pubblica amministrazione, nella fattispecie meridionale, competenze di tecnici già formati sul campo garantendo loro stipendi largamente inferiori a quelli normalmente percepiti nelle attività private, era stato un errore. Non a caso, si era letto soprattutto questo dietro la bassa partecipazione alla prima selezione, con percentuali decisamente modeste rispetto alle attese (erano stati in 80mila a iscriversi). 

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Come si ricorderà, fu la stessa Funzione pubblica a cercare di correre ai ripari per garantire comunque a sindaci e amministrazioni pubbliche tutti e 2.800 i posti previsti permettendo la partecipazione alla seconda fase del Concorso anche a chi ne era stato escluso dopo la selezione in base ai titoli. Anche questo tentativo, però, non ha raggiunto l'obiettivo, pochissimi i partecipanti risultati alla fine idonei, solo 778 come detto. Di qui l'impegno dei ministri Carfagna e Brunetta di ripartire quasi daccapo, facendo tesoro di tutto ciò che non ha funzionato (e non solo perché si trattava del primo Concorso con le nuove modalità organizzative). A sperare che si volti pagina sono soprattutto gli amministratori pubblici meridionali che vedono nei rinforzi del personale dei loro enti l'unica strada possibile per partecipare con successo ai bandi per l'assegnazione delle risorse del Pnrr. E che ce ne sia bisogno lo ha dimostrato di recente la bocciatura di ben 21 progetti presentati dalla Regione Sicilia per accedere alle risorse europee della transizione ecologica. Motivo? Erano fatti male.

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 12:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA