Concorso Sud, ancora selezioni flop:
per gli asili si andrà al bando-ter

Giovedì 14 Aprile 2022 di Francesco Bisozzi, Marco Esposito
Concorso Sud, ancora selezioni flop: per gli asili si andrà al bando-ter

Errare è umano, perseverare è diabolico. E così, dopo due flop, va in pensione il Concorso per il Sud. Il decreto Pnrr prevede la possibilità per i Comuni di attingere ai fondi inutilizzati per stipulare contratti di collaborazione di durata non superiore a 36 mesi, affinché vengano coperti i posti rimasti vacanti. Circa 1300 in tutto. Una soluzione proposta dal ministero guidato da Mara Carfagna per mettere al più presto i Comuni del Sud in condizione di realizzare i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dopo il fallimento del Concorso Sud della scorsa estate, solo 821 assunzioni su 2.800 posti messi a bando, è arrivato quello del Concorso Coesione per il Sud di quest'anno: la prova scritta si è tenuta alla fine di marzo e i candidati risultati idonei sono solo 728, mentre ammontano a 2022 i posti da coprire. Mancano 1.300 tra funzionari esperti tecnici, analisti informatici ed esperti in gestione, rendicontazione e controllo. Le retribuzioni offerte finora, giudicate non adeguate ai profili richiesti, sono state fissate dal precedente governo Conte e spiegano in parte l'insuccesso di questi concorsi.

Un'altra delle ragioni del flop risiede nella breve durata dei contratti. Il Concorso Coesione, al quale si è presentato meno della metà degli iscritti, puntava ad assumere 1270 funzionari esperti tecnici con competenza in materia di supporto e progettazione tecnica, esecuzione di opere e interventi pubblici e gestione dei procedimenti legati alla loro realizzazione; 733 funzionari esperti in gestione, rendicontazione e controllo con competenza in materia di supporto alla programmazione e pianificazione degli interventi; 19 funzionari esperti analisti informatici con competenza in materia di analisi dei sistemi esistenti e definizione di elementi di progettazione di dati logici per i sistemi richiesti dai fabbisogni di digitalizzazione delle amministrazioni. Ma per molti dei candidati la prova scritta, un quiz a crocette di 40 domande da svolgere in 60 minuti, si è rivelata un ostacolo insormontabile. Per quanto riguarda i funzionari esperti tecnici, gli idonei (125) bastano a coprire meno del 10 per cento dei posti messi a bando. Mancano all'appello poi 183 funzionari esperti in gestione, rendicontazione e controllo. Nessun problema invece per i funzionari esperti analisti informatici: ne sono stati trovati addirittura 52. Nel complesso, i 728 candidati risultati idonei in totale bastano a coprire meno del 40 per cento dei posti. Attenzione però perché non è detto che tutti e 728 alla fine accetteranno di firmare il contratto. L'anno scorso il Concorso Sud totalizzò 1.484 idonei, poi però in poco più di 800 hanno accettato il lavoro.



E tre. Il bando del Pnrr per realizzare asili nido sarà riaperto per la terza volta. La somma rimasta, però, è davvero modesta: 70 milioni di euro sui 2.400 iniziali. Il bando-ter sarà riservato a tre sole regioni - Sicilia, Molise e Basilicata - le quali hanno lasciato nel piatto il 15% delle risorse loro riservate. La Campania ha coperto e anzi superato i 328 milioni della propria quota.
La scadenza ordinaria del bando per gli asili nido, uno dei principali e qualificanti dell'intero Pnrr, era il 28 febbraio 2022. L'obiettivo comunicato all'Europa di realizzare 264.480 nuovi posti e di garantire una copertura del servizio del 33% in tutta Italia è stato però clamorosamente mancato, con domande che a fine febbraio hanno coperto appena la metà della somma disponibile. Il ministero dell'Istruzione d'intesa con quello del Sud hanno prorogato i termini fino alle 15 del 31 marzo e, successivamente, c'è stata una miniproroga fino alle 17 di venerdì primo aprile. Grazie a una intensa attività di promozione, le domande aggiuntive sono arrivate fino a coprire 2.000 milioni su 2.400. A quel punto si sono fatte scorrere fino a esaurimento le domande di un bando parallelo, quello per i poli dell'infanzia. Si è arrivati così a 2.330 milioni con tre sole regioni lontane dal budget indicato nel decreto di riparto dei 2.400 milioni. Da qui l'idea del terzo bando, preferita rispetto a quella di riassegnare il tesoretto verso altri bandi di edilizia scolastica.

L'obiettivo degli asili nido, infatti, ha un forte valore sociale e non a caso la copertura del servizio è il primo Lep, livello essenziale delle prestazioni, chiaramente definito dalla legge italiana, con validità dal primo gennaio 2022. In pratica la Repubblica, in linea con l'articolo 117 della Costituzione, si è impegnata a garantire una copertura del 33% dei bambini in età 3-36 mesi «su tutto il territorio nazionale». Questo significa, secondo conteggi della Commissione tecnica fabbisogni standard, che servono 143mila posti in più, da attivare entro il 2027. Ieri alla Conferenza Stato-Città è stato approvato il decreto di riparto dei 120 milioni di risorse aggiuntive per coprire il primo step (l'11,4%) del deficit mancante. Il Comune di Napoli avrebbe bisogno di almeno 4mila nuovi posti e riceverà nel tempo le risorse per garantire il servizio ovvero quasi 34 milioni in più a regime. Ma Napoli ha presentato le domande al bando Pnrr per costruire entro il 2026 tutti gli asili nido che servono? La risposta è no e così molti comuni campani che hanno ancora un servizio largamente insufficiente. Il sistema dei bandi, infatti, non sempre permette di coprire tutto il fabbisogno obiettivo.

Ultimo aggiornamento: 17:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA