Decreto Sostegni, dagli appalti ai certificati tempi certi per tutti gli ok

Martedì 4 Maggio 2021 di Roberta Amoruso
Decreto Sostegni, dagli appalti ai certificati tempi certi per tutti gl ok

La semplificazione delle norme su appalti pubblici e concessioni, con tempi certi per l'aggiudicazione e l'esecuzione, è un po' il cuore del Decreto Semplificazioni che accompagnerà il Piano nazionale di ripresa e resilienza, in via di definizione, con gli ultimi dettagli tecnici, in queste ore. Ma è prevista anche una nuova versione della regola del silenzio-assenso, con un massimo tra i 90 ai 180 giorni, per ottenere una certificazione da parte della Pa proprio del silenzio-assenso. Sul tavolo c'è poi una nuova «speciale via statale», con tanto di commissione istituita dal Ministero della transizione ecologica per accendere il semaforo ai progetti del Pnrr che servono a implementare gli obiettivi di decarbonizzazione. 

E ancora, per raggiungere gli obiettivi nazionali di efficienza energetica contenuti nel Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima e nel Pnrr, in tema di fonti rinnovabili, le soprintendenze parteciperebbero al procedimento unico solo se i progetti per impianti da fonti rinnovabili sono localizzati in aree sottoposte a tutela. Ma in ogni caso, secondo la bozza di proposta del Mite, in via di definizione, nell'ambito del procedimento unico si considerano «sempre acquisiti gli assensi, concerti o nulla osta delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale una volta decorso il termine di trenta giorni dalla richiesta». 

Sono solo alcuni dei nodi di un maxi-decreto che passa dal ministero della Funzione pubblica al ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, dal Mite fino al ministero per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale per definire gli strumenti speciali che renderanno possibile realizzare i progetti del Recovery plan entro il 2026. 

Del resto, il decreto Semplificazioni è «un malloppo grosso così», ha detto ieri il ministro della Pa, Renato Brunetta. Il testo «è pronto», ha aggiunto, e «ha in sé una cabina di regia che annualmente provvederà non solo a verificare quanto è stato fatto l'anno precedente ma ad implementare di volta in volta quello che non ha funzionato e che deve essere ancora digitalizzato, reingegnerizzato e semplificato. E quindi sarà un processo».

Per il ministro delle Infrastrtutture, Enrico Giovannini, non sono in via di definizione soltanto semplificazioni, e regolamenti: c'è un investimento forte anche in risorse umane. Si tratta di immettere non solo a livello centrale ma anche territoriale, nuove professionalità per far partire i progetti. E poiché reingegnerizzare i processi significa anche ripensare la Pa in chiave digitale, investendo anche sulle competenze, si capisce bene il contributo cruciale del ministero di Colao,

E proprio in tema di misure di accelerazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, il Mite punta su una squadra di massimo 40 persone per sciogliere in fretta i nodi dei progetti da realizzare entro in 2026, pur nel rispetto di tutti i paletti ambientali. 

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E dunque, per la valutazione ambientale di competenza statale dei progetti attuativi del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, «è istituita la Commissione Tecnica Pniec-Pnrr, posta alle dipendenze funzionali del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare». Un team ad hoc solo per i progetti a forte vocazione di decarbonizzazione. Ma più in generale, il Mite ha immaginato una procedura di Via accelerata per i dossier legati al Pnrr, che eviti l'impasse che spesso lascia in sospeso i progetti tra ok degli enti locali e ok del ministero. Dunque, in caso di opere o interventi soggetti a valutazione in parte di competenza statale e in parte regionale, «entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, la Regione o Provincia Autonoma hanno la facoltà di trasmettere valutazioni di competenza al Ministero». Ma entro il termine perentorio di trenta giorni, il Ministero dovrà esprimere la sua decisione. Altrimenti, si considera acquisito il suo assenso alla posizione dell'ente locale «o, in assenza di questa, dal proponente».

Ma le vie preferenziali coinvolgerebbero anche l'economia circolare, l'accelerazione dell'attuazione degli interventi di difesa del suolo, la riconversione dei siti industriali, oltre agli incentivi per l'efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici. In questo contesto, pur di non frenare l'effetto dello strumento, il superbonus al 110% sarebbe riconosciuto anche ai condomini con in corso domande di condono edilizio. E scatterebbe il via a edifici plurifamiliari anche in presenza di singole unità immobiliari non a norma. 

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