Dema-Inps, arriva l'intesa sulla dilazione dei debiti: incubo tagli più lontano

Venerdì 8 Gennaio 2021 di Valerio Iuliano

Dema sigla l'accordo con l'Inps e per lo stabilimento di Somma Vesuviana si avvicina l'uscita dalla crisi. Per essere certi della salvezza di tutti i lavoratori occorrerà attendere il piano industriale, ma di sicuro l'intesa tra il gruppo e l'Istituto ha tutte le caratteristiche di una svolta decisiva nella vertenza. Lo spettro della chiusura della fabbrica, che si era profilato nei mesi scorsi, sembra allontanarsi definitivamente, anche se mancano ancora alcuni passaggi determinanti. «Dopo una lunga e complessa trattativa Dema, società specializzata nella costruzione di componenti aeronautiche con quattro stabilimenti in Italia e circa 700 dipendenti tra Campania e Puglia, ha siglato - fanno sapere dal Gruppo - un accordo di ristrutturazione del debito con l'Inps. L'accettazione da parte dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale della dilazione del proprio credito nei confronti di Dema costituisce un passaggio fondamentale nell'ambito del percorso di complessiva ristrutturazione aziendale avviato dal nuovo management». Prudenza ma anche soddisfazione nelle parole del presidente e amministratore delegato di Dema Renato Vaghi: «La firma di questo significativo accordo per la nostra azienda - afferma - è stato reso possibile grazie soprattutto all'impegno fuori dal comune profuso dalla Direzione generale di Inps e dalle direzioni sia territoriale sia metropolitana di Napoli, a cui va la gratitudine di tutti i lavoratori della società. In un anno difficile per tutti prosegue Vaghi l'Inps, che pure si è trovata in prima linea nella gestione emergenziale, ha offerto un costante supporto al piano di ristrutturazione societaria, contribuendo in modo determinante alla salvaguardia di circa 700 posti di lavoro: un esempio di impegno e buona amministrazione di cui il nostro Paese ha oggi più che mai bisogno».

Il credito Inps nei confronti di Dema sarà dilazionato in cinque anni. Per i sindacati si tratta di un primo passo, dopo il quale bisognerà attendere l'esito dell'incontro di lunedì al Mise. «Superata l'impasse, in attesa dell'omologa della legge 182 da parte del Tribunale - spiega il segretario della Fim-Cisl di Napoli e provincia, Biagio Trapani - ci aspettiamo che l'azienda presenti un piano industriale con il quale conferma la salvaguardia del perimetro occupazionale per i 700 lavoratori. È questo il punto determinante. Se il piano dovesse prevedere ancora dei tagli occupazionali, come in quello presentato due anni fa, sicuramente non saremo d'accordo. L'azienda ne è consapevole. Ma siamo fiduciosi. Con gli ammortizzatori sociali potremo superare la crisi. Sarà ancora un periodo difficile ma potremo arrivare a una soluzione definitiva. Ci sono tanti fornitori, intanto, che non hanno ancora ottemperato ai loro debiti con Dema, che si trova ancora in una condizione di difficoltà». Il piano di rilancio del gruppo Dema - che riguarderà i siti di Somma Vesuviana e di Benevento, oltre che i due in Puglia - è il punto fondamentale della prossima fase della vertenza. Qualche elemento decisivo potrebbe venir fuori, forse, nell'incontro di lunedì prossimo tra l'azienda, i rappresentanti del ministero dello Sviluppo Economico e quelli del ministero del Lavoro e le parti sociali. 

L'intesa prenatalizia tra Dema e Inps appare come una prima tappa verso la fine del lungo tunnel, anche se la grave crisi del comparto aeronautico, aggravata dalla pandemia, resta un ostacolo difficile da superare. I lavoratori beneficieranno fino al 31 marzo della Cig Covid e, in seguito, dovrebbe aprirsi un periodo di cassa integrazione straordinaria. «Per noi - sottolinea il segretario generale della Fiom- Cgil di Napoli Rosario Rappa - vale sempre lo stesso ragionamento. Non ci dovranno essere esuberi. C'è necessità assoluta di un processo che mantenga gli attuali livelli occupazionali in Campania e in Puglia utilizzando tutti gli strumenti, ovvero gli ammortizzatori sociali, che consentono di gestire questa fase complicata. La crisi del settore aeronautico è molto grave e si aggiunge alle difficoltà precedenti di Dema».

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