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EasyJet taglia i voli estivi, vacanze a ostacoli per chi parte: non si trovano piloti e hostess

Martedì 21 Giugno 2022 di Francesco Bisozzi
EasyJet taglia i voli estivi, vacanze a ostacoli per chi parte: non si trovano piloti, hostess e personale di terra

Quest’estate sul tabellone delle partenze degli aeroporti si legge sempre più spesso una parola accanto ai riferimenti dei singoli voli: cancellato. Scioperi, caro carburante e carenza di manodopera stanno lasciando a terra gli aeromobili. L’ultima a capitolare è stata EasyJet: la compagnia guidata da Johan Lundgren ridurrà in estate la propria offerta, portando la sua capacità di trasporto a circa 144mila voli (erano 160mila nel 2019). In affanno non solo le lowcost. Lufthansa ha annunciato che a causa della mancanza di steward e non solo cancellerà nei weekend di luglio circa 900 voli da e per gli hub di Monaco di Baviera e Francoforte.

Dallo scalo londinese di Gatwick partiranno il mese prossimo 825 aerei al giorno e 850 ad agosto, contro i 900 degli anni pre-Covid.  Sabato lo sciopero di 24 ore dei piloti e degli assistenti di volo di Ryanair e Malta Air. La protesta indetta dai sindacati Filt, Cgil e Uiltrasporti fa seguito a quella dell’8 giugno. Tra le questioni aperte c’è sempre il mancato adeguamento ai minimi salariali previsti dal contratto nazionale. Il problema è che finite le restrizioni per il Covid, le persone hanno ritrovato l’appetito per i viaggi. Il trasporto aereo però non è in grado al momento di reggere un simile picco della domanda. Risultato?  

C’è chi a luglio e agosto al posto di un weekend a Ibiza o Formentera troverà code, attese e un volo soppresso. Sì, viaggiare (ma così rischia di diventare un incubo). Insomma, questa verrà ricordata con ogni probabilità come l’estate caldissima del trasporto aereo. Perché non mancano solo i piloti, scarseggiano pure assistenti di volo, addetti al check-in, distributori di bagagli. I tempi di attesa indicati sui monitor che campeggiano sopra i trasportatori a nastro per le valigie non si preannunciano clementi, tanto per fare un esempio a terra. Lo aveva detto la Iata nei giorni scorsi: la stagione estiva potrebbe essere compromessa. L’associazione delle compagnie aeree ha segnalato che migliaia di lavoratori hanno lasciato il settore durante la pandemia. La penuria di operatori qualificati in molti scali raggiunge livelli allarmanti. Sempre la Iata stima che entro fine anno si raggiungerà l’83% dei livelli pre Covid come numero di passeggeri trasportati.

Le perdite scenderanno a 9,7 miliardi di dollari nel 2022 e il ritorno all’utile è previsto per il 2023. Il comparto ha registrato perdite per 137,7 miliardi di dollari nel 2020, l’anno dei lockdown globali, e superiori a 41 miliardi di dollari nel 2021. Il numero globale dei passeggeri quest’anno raggiungerà quota 3,8 miliardi. I costi di gestione in crescita esponenziale inevitabilmente preoccupano. Saliranno fino a 796 miliardi e il carburante peserà per 192 miliardi: si tratta della prima voce di costo nel 2022, pari al 24% del totale, riferisce la Iata.

Così il Codacons: «Nell’ultimo mese si sono registrati in Italia forti aumenti delle tariffe che raggiungono livelli record per i biglietti aerei, i cui prezzi in alcuni casi sono più che raddoppiati rispetto allo scorso anno. Per acquistare un biglietto per Parigi, Madrid o altre destinazioni europee si spende ora il 127,6% in più rispetto al 2021». Anche i prezzi dei voli internazionali sono decisamente più salati: il Codacons evidenzia incrementi del 103% circa. Mentre le tariffe per i voli nazionali sono cresciute del 21% rispetto alla scorsa estate. 

Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 09:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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