Elenco scadenze fiscali 2021: dalle detrazioni alla ​rottamazione delle cartelle tutte le novità

Martedì 25 Maggio 2021 di Nando Santonastaso
Elenco scadenze fiscali 2021: dalle detrazioni alla rottamazione delle cartelle tutte le novità

Una guida per riepilogare tutte le scadenze fiscali di maggio, con tutte le indicazioni pratiche e le risposte alle domande più frequenti. In collaborazione con l'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, risponde Guido Spiniello. 

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Quali scadenze di maggio sono state confermate durante la pandemia dal punto di vista fiscale per i cittadini? 

Le scadenze fiscali principali di maggio, purtroppo, sono state confermate. Ci riferiamo, ai versamenti di Iva, ritenute fiscali e contributi previdenziali. Fortunatamente, in “extremis” è risultata prorogata al 20/08/2021 la prima rata dei contributi obbligatori per gli artigiani e commercianti, che era in scadenza il 17/05/2021. Ci si aspetta qualche ulteriore proroga per le scadenze dei prossimi mesi di giugno e luglio, nei quali scadranno i pagamenti delle imposte sui redditi 2020 e degli acconti per il 2021.

È vero che ci saranno detrazioni e deduzioni fiscali in meno rispetto ad oggi quando si tornerà alla normalità?

È allo studio una riforma fiscale totale che dovrebbe modificare le detrazioni e le deduzioni fiscali. Novità come l’assegno unico familiare o altre misure che il governo introdurrà potranno avere un impatto sulle dichiarazioni fiscali, riducendo detrazioni e deduzioni, ma – si spera – semplificando il fisco e riducendo il peso delle imposte.

Oggi cosa si può dedurre dalla dichiarazione dei redditi per una famiglia con un figlio?

Le deduzioni e le detrazioni fiscali, sono molteplici. Tra le principali, troviamo le spese mediche (tra cui acquisto di medicinali e dispositivi medici, visite specialistiche), gli interessi relativi a mutui per l’acquisto di abitazione principale ed infine un enorme pacchetto di detrazioni fiscali “edilizie” (oltre a tante altre..). In merito ai figli, se a carico fiscalmente, risultano numerosi “sconti” fiscali, sulle spese scolastiche (Asilo, istruzione e universitarie), come sulle attività sportive praticate dai ragazzi. È fondamentale ricordare che già dal 2020, per detrarre tali importi è obbligatorio utilizzare metodi tracciabili (bonifico, bancomat o carta di credito, assegno, ecc), con la sola eccezione dell’acquisto di medicinali e delle spese mediche presso strutture pubbliche o convenzionate con il SSN. Il consiglio è di conservare, insieme al documento fiscale, anche fotocopia della ricevuta del pagamento.

Bonus e sussidi ricevuti durante la pandemia hanno un peso fiscale o no?

Buona parte delle indennità, dei ristori e sostegni ricevuti, non avranno alcuna rilevanza ai fini della dichiarazione dei redditi, nel senso che non devono essere assoggettati a tassazione. Discorso diverso, per esempio, se parliamo invece di accrediti percepiti per la cassa integrazione: quegli importi erogati generalmente dall’INPS, infatti, sono paragonabili ai redditi percepiti dal proprio datore di lavoro.

Che fine ha fatto la rottamazione delle cartelle esattoriali?

La Rottamazione delle cartelle è ancora attiva, ma risultano sospese le relative scadenze pregresse. Tali scadenze, infatti, sono state sospese dalla copiosa normativa emergenziale. Attualmente è slittato al 31 luglio il termine ultimo per pagare le rate del 2020 e non perdere i benefici della “Rottamazione-ter", mentre, per quelle del 2021 c’è tempo fino al 30 novembre, salvo ulteriori, possibili proroghe. 

È vero che sospendere o dilazionare i pagamenti di imposte varie, anche a livello comunale, non significa che non si dovranno più pagare?

Assolutamente sì. La sospensione del pagamento, disposta in attesa della fine dell’emergenza sanitaria e della ripresa dell’attività economica, come il dilazionamento delle “imposte”, rappresentano solo misure volte a sostenere i contribuenti in difficoltà finanziaria, ed una opportunità per suddividere in rate gli importi dovuti, pianificando così al meglio le proprie “uscite”, senza applicazione di interessi e sanzioni. Sospendere o dilazionare, quindi, non significa “non dover pagare” in futuro.

È vero che la dichiarazione precompilata non basta a determinare la posizione fiscale del contribuente?

La dichiarazione precompilata resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate, purtroppo, non è sempre completa di ogni dato necessario, o, meglio, non per tutti i contribuenti. Per la gran parte dei lavoratori dipendenti, con pochi oneri detraibili, un unico rapporto di lavoro, la precompilata può, solitamente, essere già completa. Ma per particolari oneri detraibili, è necessario verificare la sussistenza di una serie di requisiti ulteriori e, quindi, la precompilata andrà modificata o integrata: in ogni caso va controllata. In determinati casi è consigliabile comunque rivolgersi a professionisti abilitati o a centri di assistenza fiscale.

Chi può permettersi oggi di non pagare le tasse? 

Pagare le tasse sul proprio reddito è innanzitutto un dovere civico: infatti, la nostra costituzione afferma che «tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva». Concorrere alle spese pubbliche significa sostenere, ad esempio, la sanità, l'istruzione, la difesa, la giustizia, l'ordine pubblico e i trasporti. Chi non paga è soggetto a sanzioni pecuniarie ma, superate alcune soglie di evasione o per specifiche frodi (come l’utilizzo di fatture inesistenti o la compensazione di crediti inesistenti) la fattispecie assume rilevanza penale, nel senso che l’evasione configura un reato tributario, per il quale si è sottoposti a procedimento penale.

Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 09:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA