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Le capriole di Elon Musk
tra «visioni» e scivoloni

Sabato 4 Giugno 2022 di Mariagiovanna Capone
Le capriole di Elon Musk tra «visioni» e scivoloni

Secondo Forbes, con un patrimonio stimato di 224 miliardi di dollari, risulta essere la persona più ricca del mondo. Patrimonio che Elon Musk si è conquistato grazie a Tesla, SpaceX, Neuralink, The Boring Company, SolarCity, OpenAI. Ha quindi suscitato stupore la notizia dei 10mila licenziamenti alla Tesla (o meglio il 10% del personale) e assunzioni in stand by non si sa per quanto. Uno choc nell'ambiente finanziario svelato grazie a una soffiata: l'imprenditore ha comunicato i licenziamenti con una e-mail in cui parla di «una pausa in tutte le assunzioni nel mondo» e di «una bruttissima sensazione sull'andamento dell'economia». Elon Musk è l'uomo più potente al mondo, ma chi è davvero?

Di lui sappiamo moltissimo. O meglio, è lui stesso a raccontarci quello che gli fa comodo di se stesso. Prima di tutto è nato a Pretoria, in Sudafrica, il 28 giugno 1971, ha cittadinanza canadese ed è naturalizzato statunitense dal 2002. Nelle varie interviste rilasciate sappiamo della sua complicata infanzia, che è stato vittima di bullismo e proprio per la sua propensione a non essere coinvolto nelle attività scolastiche si è rifugiato nella programmazione. Ha appena 12 anni quando vende il codice di un videogioco scritto in Basic, e capisce prestissimo che negli Stati Uniti può realizzare i suoi sogni: «È dove sono possibili grandi cose, più di ogni altra nazione nel mondo» ammetterà. Lascia il padre, con cui taglia i ponti per sempre, e raggiunge la madre negli States.

Si laurea in Economia e Fisica, per poi iniziare un dottorato in Fisica applicata e Scienza dei materiali alla Stanford University. Due giorni dopo scappa letteralmente per seguire le sue vocazioni: migliorare il mondo riducendo il riscaldamento globale, investendo in energie rinnovabili, e nel contempo esplorare lo spazio, per creare una colonia umana su Marte. Ma per realizzare questi idealistici obiettivi bisogna far soldi ed ecco che la laurea in economia gli viene comoda per fare buoni affari: subito dopo la Stanford University fonda grazie a una sorta di crowdfunding l'azienda di software web Zip2. Quattro anni dopo la vende e fonda Paypal, uno dei sistemi di pagamenti online più utilizzato al mondo, che rivende a Ebay nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari. È in questo momento che Elon Musk esce dall'anonimato e diventa uno degli imprenditori più conosciuti al mondo.



Quello che fa dopo è storia. Tesla è senza dubbio la punta di diamante delle sue entrate, un concentrato di tutto ciò che per Musk rappresenta filosofia di vita e di marketing. Nella società di veicoli elettrici e pannelli solari entra come uno dei primi investitori nel 2004, contribuendo con circa 6,3 milioni di dollari per far parte di un team capeggiato dall'ingegnere Martin Eberhard che appena 3 anni dopo, a seguito di una serie di disaccordi, viene estromesso. Dal 2008 Musk ne diventa CEO e product architect, e con lui la casa automobilistica diventa uno dei marchi più prestigiosi al mondo. Però le cose non stanno andando così bene. Già all'inizio del 2019 c'è stato un taglio di 3mila unità, e da quando Musk ha annunciato l'acquisto di Twitter (ma anche per il lockdown prolungato a Shangai dove c'è una delle sedi più ampie) le azioni di Tesla hanno registrato una flessione di oltre il 20%. Ora questo nuovo annuncio di tagli per un futuro che ora appare piuttosto nebuloso.

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Musk non ha mai nascosto di avere una sorta di ossessione per Twitter. È su questa piattaforma che fa annunci aziendali, alcuni perfino non ancora noti al CdA, battute divertenti e crea meme. Su Twitter ritorna il nerd ma si mette anche nei guai. Nel 2018 pubblica su Twitter un tweet in cui afferma che sta prendendo in considerazione l'idea di effettuare un delisting (la revoca cioè della società dalle contrattazioni in Borsa) di Tesla a 420 dollari per azione, assicurando che i fondi per la transazione erano disponibili. Il tweet coglie tutti di sorpresa, alcuni pensano si tratti di uno scherzo. La Sec (l'ente statunitense che vigila sulle attività in Borsa) lo accusa di frode e dovrà pagare 40milioni dollari, rinunciare alla presidenza per uscirne pulito. Il 25 aprile scorso acquista il suo amato giochino: Twitter è suo per 44 miliardi di dollari.

Le bizzarie di Musk sono davvero tante. Politicamente Musk si è autodefinito «metà democratico, metà repubblicano» salvo poi promettere di riportare Donald Trump (ed estremisti di destra) su Twitter, dopo l'epurazione in seguito ai fatti di Capitol Hill. In un tweet di qualche anno fa scrisse «Pronouns suck» (i pronomi fanno schifo) scatenando le ire degli attivisti LGBTQ+, ma qualche giorno fa ha ormai svelato la sua transfobia postando meme irrispettosi del mese del Pride. Di recente è anche emersa un'altra storia: nel 2018 ha liquidato con 250mila euro un'assistente di volo di SpaceX affinché non lo denunciasse per le presunte molestie avvenute due anni prima. Si è espresso contro lo smart working, e ha profetizzato (non si sa bene mosso da quale interesse) la fine dell'Italia per via del nostro calo demografico, senza però interrogarsi sulle cause sociali dietro il nostro crollo della natalità. Insomma sarà anche visionario, ma Musk ha parecchi punti oscuri.
 

Ultimo aggiornamento: 16:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA