Essilorluxottica trova la pace, vince Del Vecchio

EssiLux trova la pace, vince Del Vecchio
di Jacopo Orsini

Dopo settimane di scontri verbali e accuse scoppia la pace fra gli azionisti di EssilorLuxottica. La Delfin di Leonardo Del Vecchio impone la sua linea e sigla una intesa con i soci francesi che fanno capo a Hubert Sagnières, riuniti nel veicolo Valoptec. L'accordo mette fine a tutte le dispute e dovrebbe consentire di accelerare sull'integrazione. Dopo la fusione fra il colosso degli occhiali Luxottica e il gruppo delle lenti Essilor, basato su una complessa architettura che avrebbe dovuto garantire una gestione paritetica della nuova società fino al 2021, Del Vecchio e Sagnières si sono trovati invece a litigare sulla governance. Il fondatore di Luxottica ha accusato i francesi di aver nominato una serie di manager di vertice senza il suo consenso. Sagnières ha rinfacciato a Del Vecchio di volersi prendere il controllo e chiesto la nomina di un suo rappresentante in cda. Con una escalation di toni e attacchi che hanno portato lo scorso marzo all'apertura di un arbitrato internazionale.

Lo stallo al vertice rischiava però di bloccare l'azienda e soprattutto minare la fusione. E a lanciare l'allarme erano stati anche un gruppo di fondi, che per questo avevano chiesto la nomina di due rappresentanti in cda. Da qui la decisione di Del Vecchio e Sagnières di riannodare i rapporti, mettersi alle spalle le incomprensioni e ripartire dagli accordi che avevano portato alla nascita del primo gruppo mondiale degli occhiali. Le nuove intese messe a punto da Delfin ed Essilorluxottica in vista dell'assemblea del 16 maggio prevedono la delega dei poteri per l'integrazione a Francesco Milleri (amministratore delegato di Luxottica e braccio destro di Del Vecchio) e Laurent Vacherot (numero uno di Essilor, che entra anche in cda al posto del dimissionario Bernard Hours), la revoca di tutte le controversie, compreso l'arbitrato, e il ritiro da parte di Valoptec della proposta di nominare un altro rappresentante in cda. L'obiettivo è accelerare «la semplificazione del nuovo gruppo attraverso l'integrazione delle due società operative entro i prossimi 12-24 mesi». Confermata dunque fino al 2021 la governance basata sui pari poteri prevista dagli accordi che avevano dato vita alla fusione, nonostante la sproporzione nel peso azionario fra Delfin (che ha il 31% dei voti) e Valoptec (che si ferma poco sopra il 4%). Del Vecchio ha poi ottenuto un riesame del ruolo dei manager nominati dai francesi, uno dei primi motivi di scontro. «Milleri e Vacherot hanno approvato la nomina dei dirigenti con responsabilità strategiche per le funzioni centrali del gruppo», precisa infatti il comunicato. Prosegue inoltre la ricerca del nuovo ad che entro il 2020 prenderà la guida (non sarà né Milleri né Vacherot) in attesa che alla scadenza degli accordi di fusione Del Vecchio possa far pesare nella gestione tutto il suo pacchetto azionario.

«Sono molto soddisfatto. Il razionale industriale della combinazione è ancora più forte», ha commentato Del Vecchio. «Con queste decisioni che portano a una società più coesa, EssilorLuxottica potrà accelerare la sua crescita e realizzare la sua mission», ha aggiunto Sagnières. Delfin ringrazia poi Valoptec per aver deciso sia di ritirare la richiesta di nomina di un altro amministratore sia di votare contro altri ingressi in consiglio, come chiesto da Del Vecchio. La holding del fondatore rinnova inoltre «il forte supporto al processo di integrazione in qualità di suo primo azionista». Le nuove intese mettono poi le basi per estendere la partecipazione al capitale del gruppo anche ai dipendenti di Luxottica. In Borsa infine dopo un balzo all'annuncio della pace i titoli frenano e terminano con un +0,64% a 110,7 euro.

 
Martedì 14 Maggio 2019, 20:20 - Ultimo aggiornamento: 14-05-2019 21:05
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