Gas, forniture bloccate dalla Russia, l'Ue: «Non cederemo al racket di Mosca, niente rubli» Ma il fronte europeo si incrina

Austraia e Germania confermano: "Noi paghiamo solo in euro"

Gas, forniture bloccate dalla Russia, l'Ue: «Non cederemo al racket di Mosca, niente rubli» Ma il fronte europeo si incrina
Gas, forniture bloccate dalla Russia, l'Ue: «Non cederemo al racket di Mosca, niente rubli» Ma il fronte europeo si incrina
Mercoledì 27 Aprile 2022, 14:11 - Ultimo agg. 14:13
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La strategia russa di bloccare o di minacciare di bloccare le forniture di gas all'Europa se non pagate in rubli, per quanto definita "autolesionista" da molti analisti occidentali che guardano al lungo periodo, ottiene comunque il risultato di incrinare il fronte europeo. Con Bruxelles che continua a faticare per presentare una linea comune.   

Già Austria e Germania ci tengono a ribadire che "loro" non hanno tradito gli alleati dell'Unione europea: «Prima che le fake news sulla propaganda russa vengano diffuse ulteriormente qui. Ovviamente, Omv continuerà a pagare in euro le consegne di gas dalla Russia. L'Austria si attiene alla lettera alle sanzioni concordate dall'Ue». Lo scrive su Twitter il cancelliere austriaco Karl Nehammer, commentando la notizia diffusa dalla Tass, secondo la quale la compagnia di gas austriaco Omv aveva accettato di pagare in rubli le forniture di gas russo. Come fonte della notizia la Tass citava lo stesso Nehammer.

Il pagamento in rubli

Ed ecco Berlino: «Gli importatori tedeschi di gas pagano in euro». Lo ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Hebestreit, in conferenza stampa, rispondendo a un giornalista che chiedeva se la Germania smentisse che le imprese pagheranno in rubli.

 

Il ricatto del pagamento in rubli continua insomma ad aggravare la situazione, come dimostra la nota di Gazprom che conferma di aver bloccato le forniture di gas alla società bulgara Bulgargaz e alla polacca Pgnig in seguito al mancato pagamento in rubli nei tempi previsti. Sia Sofia sia Varsavia parlano apertamente di ricatto e gli altri paesi europei temono di subire le stesse conseguenze.

E dal ricatto al racket il passo è breve: «Questa interruzione, decisa sulla base del mancato pagamento in rubli come richiesto dalla Russia in risposta alle sanzioni occidentali, costituisce una grave violazione del contratto», ha dichiarato alla stampa Kiril Petkov, il premier bulgaro. «Non cederemo a un tale racket».

«Gazprom Export ha notificato (ieri, ndr) a Bulgargaz e a Pgnig la sospensione delle forniture di gas a partire da oggi fino a che i pagamenti non saranno effettuati come previsto dalle procedure illustrate nel decreto» dello scorso 31 marzo, si legge nel comunicato. Non sono state pagate in rubli le forniture erogate nel mese di aprile, si precisa. E dato che Bulgaria e Polonia sono Paesi di transito, «se sarà prelevato gas russo dai volumi in transito destinate a Paesi terzi in modo non autorizzato, le forniture in transito saranno ridotte del volume che è stato prelevato».

Il governo tedesco vede inoltre con preoccupazione lo stop dei rifornimenti di gas alla Polonia e alla Bulgaria da parte della Russia. Lo ha affermato il ministro dell'Economia Robert Habeck. «I flussi di gas sono complessivamente a livelli stabili», ha affermato riguardo alla Germania e la situazione viene monitorata in modo molto attento. «Vediamo però con preoccupazione che in Paesi partner europei si sia arrivati allo stop del rifornimento del gas. Siamo in stretto coordinamento nell'Ue per farci un'immagine della situazione più chiara». La Germania è dipendente

E l'Unione europea come si muove in questo scenario: «L'annuincio di Gazprom è un altro tentativo  della Russia di ricattarci con il gas. Siamo preparati per questo scenario. Stiamo delineando la nostra risposta coordinata dell'Ue», ha scritto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su Twitter, dopo che il colosso russo ha annunciato l'interruzione delle forniture a Polonia e Bulgaria.

«Gli europei possono confidare che resteremo uniti e solidali con gli Stati membri colpiti», ha scritto. In una nota, la presidente definisce la decisione di Gazprom «ingiustificata e inaccettabile» e mostra «ancora una volta l'inaffidabilità della Russia come fornitore di gas». Von der Leyen prosegue: «Stiamo lavorando per assicurare forniture alternative e il miglior livello di scorte in tutta l'Ue. Gli Stati membri hanno predisposto piani di emergenza proprio per questo scenario e abbiamo lavorato con loro in coordinamento e solidarietà».

Inoltre, ha aggiunto, «continueremo a lavorare con i partner internazionale per assicurare flussi alternativi e io continuerò a lavorare con i leader europei e mondiali per assicurare la sicurezza delle forniture energetiche in Europa. Gli europei - ha concluso - possono contare sul fatto che siamo uniti ad affrontare questa nuova sfida. Gli europei possono contare sul nostro pieno sostegno».

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