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Risparmio tra inflazione e crollo dei mercati: diversificare per proteggere i propri soldi

Martedì 14 Giugno 2022 di Giusy Franzese
Risparmio tra inflazione e crollo dei mercati: diversificare per proteggere i propri soldi

Tassi di inflazione come non si vedevano da trent’anni a questa parte e borse che crollano, in questo scenario la domanda che si fanno in molti è: come proteggere i propri risparmi? E poi: è rischioso continuare a tenere azioni (per chi ce l’ha, ovviamente?) Ha senso tenere i soldi liquidi parcheggiati nel conto corrente? Immobili e oro restano ancora dei rifugi sicuri? La prima considerazione da fare è la seguente: il mostro inflazione si sta risvegliando davvero, oppure si tratta solo di qualche fiammata dovuta al caro-energia? Per avere una risposta certa bisognerà ancora attendere, ma è ovvio che molto dipenderà anche da quanto durerà la guerra in Ucraina. Se - come tutti sperano - il cessate il fuoco arriverà in tempi ravvicinati, le tensioni sui mercati delle materie prime potrebbero affievolirsi e quindi l’inflazione potrebbe tornare a livelli decisamente più gestibili.

CHE COSA È L’INFLAZIONE

Prendiamo a prestito quanto ben spiegato sul sito economiapertutti.bancaditalia.it : «Con inflazione si indica l’aumento del livello generale dei prezzi di beni e servizi. Si ha inflazione quando si registra un rialzo di ampia portata, che non si limita a singole voci di spesa. Questo significa che un domani con un euro si potranno acquistare meno beni e servizi rispetto a oggi. In altre parole, l’inflazione riduce il valore della moneta nel tempo e, quindi, il valore dei nostri risparmi. Anche piccole differenze nei tassi di inflazione possono avere grandi conseguenze cumulandosi nel tempo. Se oggi con dieci euro posso comprare dieci pacchi di pasta, tra vent’anni potrò comprare quasi sette pacchi se l’inflazione sarà del 2 per cento all’anno e solo cinque pacchi e mezzo se l’inflazione sarà del 3 per cento all’anno».

L’EFFETTO SUI RISPARMI

Con l’inflazione in aumento, quindi, aumentano anche i prezzi dei prodotti, a cominciare da quelli del carrello della spesa al supermercato. E se in contemporanea non aumentano anche gli stipendi e le pensioni, ovviamente i conti a fine mese potrebbero non tornare. Attenzione alta anche per chi ha un gruzzoletto da parte. Tenere i soldi liquidi sul conto corrente può aiutare in caso di emergenze, ma l’inflazione avrà un effetto erosivo. Il calcolo è semplice: con un aumento medio del 5% dell’inflazione nell’anno, una somma di centomila euro è come se “perdesse” (a livello di potere d’acquisto) cinquemila euro. E se il valore dei nostri risparmi si riduce, potremmo non raggiungere obiettivi di vita - ad esempio comprare una casa o assicurarci una pensione sufficiente - che avevamo pianificato anni addietro, quando abbiamo iniziato a risparmiare.

COME PROTEGGERE I RISPARMI

La parola d’ordine è “diversificare”, cioè investire in più prodotti diversi tra loro (depositi, titoli di Stato, azioni e obbligazioni delle imprese, assicurazioni previdenziali, materie prime, immobili, ecc.).

TORNANO I BOT-PEOPLE

Quando l’inflazione aumenta, di solito aumentano anche i tassi di interesse e i rendimenti delle attività finanziarie. E infatti proprio in questi giorni stiamo assistendo ad una fiammata dei rendimenti dei Btp decennali che hanno superato il 4%, dato che ci riporta indietro al 2013 quando - la teoria si conferma - i mercati ancora tremavano per la crisi finanziaria partita dagli Usa con i subprime. Investire una parte del proprio capitale in Btp può essere una buona scelta. Attenzione però: se si decide di non aspettare la scadenza naturale del titolo di Stato, la volatilità dei prezzi potrebbe essere un rischio. È importante quindi investire una parte dei propri risparmi in strumenti con scadenza a breve termine o a tasso variabile (ad esempio, conti correnti e depositi a breve termine, BOT, titoli di Stato e altre obbligazioni a tasso variabile) e, soprattutto, in titoli di Stato indicizzati all’inflazione. Avere una parte dei risparmi investita in strumenti a breve scadenza consente di reinvestirei fondi scaduti o che scadranno a breve a tassi che intanto sono aumentati con l’inflazione. Nel caso dei titoli a tasso variabile o indicizzati all’inflazione, l’aumento del rendimento è automatico appena tassi e inflazione iniziano a crescere.

I RENDIMENTI

Normalmente quando parliamo dei rendimenti (ad esempio, il tasso di interesse di un conto corrente o il rendimento di un titolo di Stato) ci riferiamo a rendimenti nominali, cioè al tasso di crescita del nostro capitale investito. Per capire se ci perderemo o guadagneremo dobbiamo invece guardare i rendimenti reali, ovvero quelli depurati dal tasso di inflazione e dalle spese. Il capitale investito in uno strumento che rende il 3 per cento, con un’inflazione del 2 per cento, crescerà solo dell’1 per cento in termini di beni e servizi che si potranno acquistare.

LE AZIONI

Investire in azioni in questo periodo è abbastanza rischioso. Anche qui però dipende dal tempo: i “cassettisti”, coloro cioè che non hanno intenzione di recuperare liquidità a breve termine vendendo le azioni, possono trovare opportunità interessanti soprattutto in alcuni settori. Come quello delle commodity e delle materie prime, ad esempio. Secondo la società di consulenza Moneyfarm, «allungando l’orizzonte temporale, sia azionario che obbligazionario presentano alte probabilità di registrare rendimenti reali e nominali positivi nel medio/lungo termine quindi, a nostro parere, non è consigliabile ridurre troppo le esposizioni, in quanto la storia insegna che il rimbalzo può essere molto veloce e difficile da cogliere».

CASA DOLCE CASA

Nonostante anche in questo caso negli anni si va incontro ad oscillazioni delle quotazioni, in genere l’investimento negli immobili resta sicuro e con ampie chance di rivalutazioni. Se l’immobile acquistato serve per la propria abitazione, il discorso resta ancora più valido perché ci “protegge” da un eventuale caro-affitti. Se l’immobile acquistato è per investimento (lo si vole dare in affitto, ad esempio) bisogna fare i calcoli con le tasse da pagare.

I LINGOTTI

La stessa considerazione vale per un’altra categoria di asset reali come l’oro: anche il metallo prezioso considerato tradizionalmente un bene rifugio, aldilà delle oscillazioni di breve termine, ha conservato valore nel tempo, proteggendo gli investitori dalla svalutazione.

BITCOIN

Per sua natura  l'investimento in bitcoin è ad alto rischio. In questi giorni le criptovalute sono in caduta libera e non è noto sapere quanto il fenomeno sia transitorio. Stando ai licenziamenti di massa messi in atto da parte delle società del comparto (da ultimo Coinbase, la piattaforma per il trading di criptovalute ha annunciato che taglierà il 18% della sua forza lavoro, ovvero 1.100 persone su un yotale di cinquemila), viene da pensare che almeno per un po' la "voglia matta" di bitcoin sarà molto ridimensionata.

Ultimo aggiornamento: 15 Giugno, 16:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA