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Inflazione, i prezzi volano dell’8% come quarant’anni fa. Stangata sulle vacanze

Fiammata dei prodotti energetici che a giugno sono balzati del 49%. Rincari per viaggi e alimentari. Alle stelle il carrello della spesa

Venerdì 1 Luglio 2022 di Jacopo Orsini
Inflazione, mai così alta da 36 anni: prezzi di luce e gas +48,7%, rincari dell'8,3% sul carrello della spesa

L’inflazione accelera ancora, trainata dai rincari continui dell’energia. Nel mese di giugno, secondo le stime preliminari dell’Istat, i prezzi sono saliti dell’8% su base annua, un ritmo che non si registrava da 36 anni, dal gennaio 1986. A maggio l’aumento del carovita era stato del 6,8%. L’indice dei prezzi al consumo registra un aumento significativo (+1,2%) anche su base mensile. 

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Inflazione, l'accelerazione

L’ulteriore accelerazione della crescita dell’indice generale dei prezzi al consumo «si deve prevalentemente» agli aumenti registrati da energia e alimentari, sottolinea l’istituto di statistica. Più nel dettaglio la crescita dei prezzi dei beni energetici passa dal 42,6% di maggio al 48,7% di giugno, mentre per i carburanti i rincari arrivano al 39,9% (dal 32,9%). Gli alimentari e le bevande segnano invece un +9,1% annuo. Ancora più marcato (+10,9% dal +6% del mese precedente) il balzo della frutta fresca. Il cosiddetto carrello della spesa, che comprende alcuni prodotti ad alta frequenza di acquisto, registra invece un +8,3%. 

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«Le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai beni energetici agli altri comparti merceologici», rileva ancora l’Istat. «Il principale motore del rally dell’inflazione rimane la componente energetica», commenta Paolo Pizzoli, economista di Ing. «Come già visto negli ultimi mesi, le pressioni sul costo dell’energia si stanno ripercuotendo su altre voci del paniere dei consumi. I prezzi degli alimentari hanno continuato ad accelerare, così come i servizi ricreativi e di trasporto», aggiunge. Anche quella che viene definita “inflazione di fondo”, cioè escludendo prodotti energetici e alimentari freschi, infatti passa dal +3,2% di maggio al +3,8% di giugno.
Contribuiscono all’accelerazione del carovita anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,4% a +5%) e i trasporti (da +6% a +7,2%). In particolare volano i prezzi dei biglietti aerei, che quasi raddoppiano rispetto all’anno scorso con un incremento del 90,4%. Una vera e propria stangata sulle vacanze, dopo due estati condizionate dalla pandemia, dato che è molto più costoso anche dormire in hotel e b&b (+18,1%). «L’effetto riapertura continua ad accelerare, forse alimentato dalla prima stagione turistica su larga scala in tre anni. Pressati dall’aumento dei costi dei fattori produttivi, alberghi e ristoranti stanno rivedendo i loro listini prezzi», afferma ancora l’analista di Ing che poi aggiunge: «L’inflazione complessiva raggiungerà il suo picco nei mesi estivi e scenderà gradualmente a partire dal quarto trimestre del 2022, con un dato medio di circa il 7% per il 2022». Salvo ovviamente nuove fiammate dell’energia.
L’inflazione comunque non vola solo in Italia. Anche nell’Eurozona continua a segnare nuovi record: a giugno ha toccato l’8,6% (dall’8,1 di maggio), un livello mai registrato da quando è nato l’euro.

L’allarme

La corsa del carovita intanto allarma sindacati, imprese e famiglie. «Se, al momento, gli effetti sui consumi appaiono ancora limitati - osserva Confcommercio - è molto probabile che da settembre le famiglie saranno costrette a una selezione degli acquisti, con gravi effetti negativi sui consumi e, quindi, sul Pil». «È un’emergenza che non ammette più rinvii o divisioni: il governo apra subito il confronto con le parti sociali su una nuova politica dei redditi che difenda salari, pensioni, potere d’acquisto delle famiglie», afferma il leader Cisl, Luigi Sbarra. «Le misure introdotte in queste ore vanno rafforzate. Ma soprattutto va costruito un accordo triangolare che rilanci le retribuzioni, governi e gestisca prezzi e tariffe pubbliche, dia risposte strutturali sul fisco, dove occorre abbattere il cuneo fiscale sul lato lavoro e redistribuire il carico dell’Irpef a sostegno delle fasce medio-popolari degli occupati e dei pensionati. «Si teme un autunno caldo? 
L’autunno è già caldo, già adesso la gente non ce la fa, serve un intervento immediato. Servono riforme strutturali. C’è il problema di cosa mettere nella legge di bilancio perché non è il momento delle una tantum ma di interventi strutturali», avverte il leader della Cgil, Maurizio Landini. 

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 01:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA