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Intesa Sanpaolo, utile 2021 sale a 4,2 miliardi. Nel nuovo piano punta a "zero NPL"

Venerdì 4 Febbraio 2022
Intesa Sanpaolo, utile 2021 sale a 4,2 miliardi. Nel nuovo piano punta a "zero NPL"

(Teleborsa) - Intesa Sanpaolo chiude il 2021 con un utile netto di 4,18 miliardi, in crescita del 19,4% rispetto rispetto ai 3,05 miliardi del 2020 (escluse le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca). Nel solo quarto trimestre il risultato netto consolidato è pari a 179 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di imposte e oneri.

I risultati del 2021 - si legge nella nota dei conti - "confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto pandemico e di creare valore per tutti gli stakeholder, con un utile netto pari a 4,2 miliardi di euro, a fronte di stanziamenti, allocati a valere sull'utile ante imposte, pari a 2,2 miliardi nell'anno, di cui 1,7 miliardi nel quarto trimestre, per l'ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo".

La proposta di ritorno cash per gli azionisti è pari complessivamente a 4,9 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi a titolo di saldo dividendi 2021 (che si aggiunge a 1,4 miliardi di acconto dividendi 2021 pagato a novembre 2021) e da 3,4 miliardi di buyback. Lo ha deciso il CdA che proporrà alla prossima assemblea ordinaria la distribuzione di 7,89 centesimi di euro per azione come saldo dividendi e, subordinatamente all'approvazione della BCE, un acquisto di azioni proprie da avviarsi nel 2022 e loro successivo annullamento. Le cedole avranno un valore complessivo di 2.931.791.814,36 euro che tenendo conto dell'acconto dividendi pagato lo scorso novembre pari a 1.4 miliardi circa, porta alla proposta di distribuzione di 1.5 miliardi circa a saldo. Rapportando l'importo unitario al prezzo di riferimento dell'azione registrato lo scorso 3 febbraio, risulterebbe un rendimento (dividend yield) pari al 2,9%

Outlook
Nel 2022 il Gruppo Intesa Sanpaolo si attende una crescita dei ricavi e un continuo cost management, un conseguente aumento del risultato della gestione operativa e, anche per una forte riduzione del costo del rischio, del risultato corrente lordo e un utile netto di oltre 5 miliardi di euro. Per quanto riguarda la politica dei dividendi del Gruppo, a valere sui risultati del 2022 si prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto.
Il nuovo piano d'impresa 2022-2025 di Intesa Sanpaolo prevede un utile netto in crescita a 6,5 miliardi di euro nel 2025, con il Rote in aumento a circa il 14%. Complessivamente, è prevista una creazione di valore pari a oltre 520 miliardi di euro "per tutti gli stakeholder" nel periodo di piano.

Prevista una significativa riduzione del profilo di rischio e taglio del costo del rischio. La banca punta a "zero NPL" e senza impatto dal calendar provisioning. Intesa Sanpaolo prevede crediti deteriorati ridotti nel 2025 a 9,3 miliardi di euro al lordo delle rettifiche, da 15,2 miliardi nel 2021, e a 4,6 miliardi al netto, da 7,1 miliardi nel 2021; incidenza dei crediti deteriorati sui crediti totali in diminuzione nel 2025 all'1,6% al lordo delle rettifiche, dal 2,4% nel 2021, e allo 0,8% al netto, dall' 1,2% nel 2021; rettifiche nette su crediti in calo a 1,9 miliardi di euro nel 2025 da 2,8 miliardi nel 2021. Stimato anche un costo del rischio in calo a circa 40 centesimi di punto nel 2022-2025 e a 38 centesimi di punto nel 2025 da 59 centesimi di punto nel 2021.

Intesa punta su digitale, nel piano investimenti per 7,1 miliardi
Nel nuovo piano al 2025, Intesa Sanpaolo punta sul digitale e prevede un taglio strutturale dei costi, a fronte di forti investimenti. Nel dettaglio, la banca punta a raggiungere 2 miliardi di euro di risparmi di costi nel 2022-2025; costi operativi in calo a 10,6 miliardi nel 2025 da 10,9 miliardi del 2021, pur con 1,1 miliardi di costi per la crescita nel 2022-2025; cost/income ratio in miglioramento al 46,4% nel 2025 dal 52,5% nel 2021 (-6,1 punti percentuali).

Previsti investimenti pari a 7,1 miliardi di euro nel 2022-2025, di cui 5 miliardi per tecnologia e crescita, inclusi circa 650 milioni nella nuova Banca Digitale per creare una piattaforma più efficiente con cui conseguire un taglio strutturale dei costi operativi pari a un risparmio di costi di circa 0,8 miliardi annui a regime (2026- 2027), di cui oltre 0,6 miliardi già nel 2025.

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