Ispirato da Renzo Piano, ecco lo yacht Zattera 24m: largo 7,20 metri, propulsione ibrida e costruzione in legno

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Sergio Troise
ecco lo yacht Zattera 24m

LAVAGNA - Il genio creativo di Renzo Piano, la capacità di architetti navali di chiara fama, la tradizione delle costruzioni in legno e l’innovazione tecnologica imposta dall’esigenza di rispettare la natura. E’ su queste basi che è nato a Lavagna (Genova) il progetto di uno yacht dalle forme e dai contenuti mai visti prima. Il suo nome è Zattera 24m. E infatti si tratta di una imbarcazione dislocante lunga 24 metri, estremamente larga (7,20 metri) caratterizzata proprio da forme simili a quelle di una zattera, in grado di regalare ai suoi occupanti spazi sconosciuti a qualsiasi altro yacht e di muoversi con una motorizzazione ibrida nel totale rispetto della natura.

Tutto è nato da un’idea di Renzo Piano sviluppata assieme al collega architetto norvegese Olav Selvaag. Il progetto è stato poi affidato agli specialisti di Nauta Design, che lo hanno sviluppato con la collaborazione di Francesco Rugantin, dell’architetto Adi Nataf e del tedesco Jürgen Reinhold, che per conto della MÜLLER BBM studia da anni il rapporto fra lo spazio e il suono: una scelta non sorprendente se si tiene conto del fatto che tutto nasce dal sogno di vivere il mare privilegiando la dimensione spirituale del silenzio e dell’armonia con la natura. Una condizione, questa, che indurrebbe a pensare a una barca a vela, e invece si tratta proprio di una imbarcazione a motore: un originalissimo motoryacht in grado di rispettare l’ambiente abbattendo rumori ed emissioni nocive.

La costruzione materiale dello scafo, della coperta e delle strutture viene realizzata all’interno del cantiere Castagnola, a Lavagna, utilizzando esclusivamente il legno, materiale antico che rivive e che rimane il più ecologicamente sostenibile, ma anche dal carattere moderno, con un design essenziale e originale che mette in risalto la pulizia e la semplicità delle linee dello scafo.

Vengono utilizzati masselli incollati con resina epossidica caricata di silice, per una migliore adesione delle superfici, e compensati marini. La particolare forma della carena ha richiesto l’utilizzo di una trave di chiglia e di una controchiglia in iroko lamellare, di dimensioni variabili: aumentano nella zona della ruota di prua, che si distingue per una forma molto particolare. Tutta la parte di fasciame in questa zona verrà realizzata in legno modellato, con cinque diversi strati di legno disposti con fibre incrociate.

Tutte le ossature sono in massello di frassino e il fasciame del fondo e i fianchi sono in compensato marino, come il ponte di coperta (quest’ultimo in okouné, per renderlo più leggero). Le paratie interne strutturali saranno realizzate in legno con gomma e sughero per smorzare le vibrazioni e ridurre al massimo il rumore.

Lo yacht Zattera sarà infatti la realizzazione di un sogno, quello di vivere il mare privilegiando la dimensione spirituale del silenzio e dell’armonia con la natura. Una nota dei progettisti sottolinea che “sarà uno scafo puro, semplice, dal bordo libero basso e pulito, con un baglio particolarmente importante e linee pulite enfatizzate dalla sovrastruttura a forma di tuga vetrata, trasparente e leggera, quasi volante, che consentirà un rapporto visuale diretto, senza ostacoli, tra l’uomo e l’infinito dell’ambiente circostante”.

Partendo da queste scelte di fondo, era scontato che ci si concentrasse sulla riduzione al minimo dell’impatto acustico sull’ambiente circostante. Così come è prevedibile che una barca di questo tipo, larga come una zattera e confortevole più di uno yacht tradizionale, sarà utilizzata spesso in rada e si muoverà silenziosamente con bassi consumi. La carena, come detto, è dislocante, ideale per navigazioni lente e rilassanti, con andature di crociera di 10,5 nodi e velocità massima di appena 12 nodi.

La scelta del sistema di propulsione ibrida di Siemens Energy è stata fondamentale al fine di contenere al minimo le emissioni. Grande cura progettuale e realizzativa è stata posta anche all’eliminazione delle vibrazioni e dell’impatto acustico sull’ambiente circostante, in particolare durante la navigazione in modalità elettrica garantita da batterie agli ioni di litio. Il sistema di propulsione è alimentato da due generatori diesel da 180 kW a giri variabili e da un pacco di batterie da 95 kWh, collegati a un sistema di distribuzione in corrente continua a 700 Volts, che alimenta sia la propulsione sia le altre utenze di bordo.

La propulsione sarà affidata a due linee d’asse tradizionali comandate mediante motori a magneti permanenti del tipo ad alta coppia, ciascuno della potenza di 135kw. I motori saranno direttamente collegati alle linee d’asse senza l’interposizione di invertitori marini per aumentare l’efficienza del sistema e ridurre ulteriormente il rumore degli organi meccanici in rotazione.

I due generatori Diesel sono espressamente sviluppati da Mase Generators per Siemens Energy con motori Volvo Penta D4 300 utilizzando la tecnologia a giri variabili con alternatori a magneti permanenti al fine di ridurre al minimo consumi e emissioni. I generatori saranno installati su una doppia serie di antivibranti, soluzione non comune su questa taglia di barca, che sottolinea la volontà della riduzione dell’impatto acustico. Allo stesso scopo si è lavorato molto sui materiali che compongono il box insonorizzante dei generatori stessi ed è stato effettuato uno studio approfondito relativo all’insonorizzazione della sala macchine.

Si sta lavorando inoltre al fine di ottenere un impianto di scarico sommerso silenzioso. In nome dell’eco-compatibilità diversi pannelli fotovoltaici consentiranno un’ulteriore fonte energetica a costo e impatto zero. Il bilancio elettrico di bordo è stato studiato al fine di consentire quindi un’autonomia importante sia nella propulsione sia nelle altre utenze.

Il layout degli interni prevede la cabina dell’armatore e due cabine ospiti nella zona di prua, mentre la cucina, l’area dedicata all’equipaggio e la sala macchine saranno a poppa. L’arredamento – informa il cantiere - sarà caratterizzato da uno stile sobrio, con dettagli semplici e puliti, altezze generose e costanti. Il salone nel lower deck sarà in immediato contatto con la tuga mediante l’ampia doppia scala trasversale e la luce naturale illuminerà dall’esterno tutti gli ambienti interni attraverso uno skylight generoso, posizionato sopra il salone stesso. Il pagliolo sarà volutamente tenuto all’altezza della linea d’acqua, cioè allo stesso livello del mare all’esterno dello scafo, quasi si camminasse sull’acqua.

Dai primi rendering diffusi emerge chiaramente l’intenzione di realizzare una imbarcazione diversa da tutte le altre, con enormi spazi vivibili all’aperto e la possibilità di sistemare anche due tender nella zona di prua. Ispirati dal loro passato di velisti, Renzo Piano e i progettisti di Nauta Design hanno anche previsto una serie di alberi e bighi che serviranno per imbarcare e sbarcare i tender, e issare i tendalini e le tende: avranno quindi funzioni precise, ma saranno anche un riferimento alla vela.

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA