Luna, nel mondo bitcoin crollo della crypto di Terra: -85% in un giorno e -95% in una settimana

Mercoledì 11 Maggio 2022
Luna, nel mondo bicoin crollo della crypto di Terra: -85% in un giorno e -95% in una settimana

Il valore del bitcoin è sceso sotto i 30.000 dollari per la prima volta in questa settimana. Si tratta del minimo addirittura da giugno 2021. Il dato sull'inflazione di aprile, superiore alle attese, ha aggiunto nuove pressioni sulle criptovalute, già sotto stress per la caduta libera di Luna e UST, le due cripto della piattaforma blockchain Terra. In forte calo anche la seconda criptovaluta per valore di mercato, ovvero Ethereum, che vale circa 2.350 dollari, in ribasso del 7,5%. 

TerraUSD, o UST, stablecoin decentralizzata e algoritmica, ha perso l'ancoraggio al dollaro statunitense lo scorso fine settimana ed è crollata questa mattina a 26 centesimi. Luna, che aveva recentemente superato i 114 dollari, vale ora 4,77 dollari, dopo essere scesa sotto un dollaro.

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Luna, cosa è successo

Stamattina -33%, -85% nelle ultime 24 ore, -95% nell’ultima settimana al valore di Luna e di tutti i wallet che hanno investito. La stablecoin del gruppo Terra (UST) è crollata allo stesso modo: -60% nel giro di 1 giorno, -46% nella sola mattinata di oggi, piombando a 0,3 dollari e dunque ben lontano dalla parità. Lo scorso 5 aprile Luna valeva 119 dollari, oggi ne vale 5 e 2 anni fa ne valeva 0,12.

Le stablecoin sono di solito sostenute da un bene di riserva, per esempio il dollaro, nel caso di Tether (USDT) e USD Coin (USDC), giusto per citare le due più importanti. L'UST, invece, non prevede riserve, ma mantiene (manteneva) il suo rapporto 1:1 con il dollaro grazie a Luna, il suo token di governance. Per creare più UST, si deve bruciare Luna, e viceversa.

Do Kwon, l'uomo che ha ideato Terra, ha poi deciso di sostenere il "peg" di UST anche con il bitcoin. La conseguente svendita di bitcoin per riacquistare UST ha avuto un disastroso effetto a catena per il mercato delle criptovalute, poiché il prezzo del bitcoin è a sua volta diminuito. Solo pochi giorni fa, TerraUSD era tra le 10 maggiori criptovalute per capitalizzazione di mercato. Ieri, anche la segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, ha menzionato il de-pegging di TerraUSD durante un'udienza in Senato: «Le stablecoin pongono rischi per la stabilità finanziaria e hanno bisogno di essere regolamentate». A Wall Street, intanto, il titolo di Coinbase, la prima piattaforma di trading di criptovalute negli Stati Uniti, perde il 22%, anche a causa di una trimestrale deludente.

 

Il crollo dei bitcoin

TerraUSD brucia in 24 ore il 70% del suo valore e affonda la finanza cripto, riportando alla ribalta i dubbi sulla sua sostenibilità. A pagare un prezzo salato è il Bitcoin, che scende sotto ai 29.000 dollari, ai minimi dal gennaio 2021. Lo stablecoin algoritmico, caro a molti investitori e considerato un esperimento che unisce la matematica e il software per creare una valuta digitale che si comporta come il dollaro, crolla per motivi al momento non ancora chiari scendendo fino a 23 centesimi, ben lontano quindi al valore di 1 dollaro a cui dovrebbe essere ancorato. «Capisco che le ultime 72 ore sono state difficili per tutti voi. Sappiate che sono determinato a lavorare con ognuno di voi per navigare la crisi», afferma Do Kwon, lo sviluppatore sud coreano che ha creato lo stablecoin e che sta ora incontrando non poche difficoltà a ricevere la fiducia dei grandi investitori.

Il tonfo arriva in un momento di nervosismo dei mercati e scatena una fuga dalle critpovalute, di cui è complice anche la deludente trimestrale di Coinbase. La maggiore piattaforma di scambio di criptovalute negli Stati Uniti ha chiuso infatti il primo trimestre sotto le attese degli analisti a causa di un calo degli utenti. Le perdite sono risultate pari a 429,7 milioni di dollari su ricavi per 1,2 miliardi. A preoccupare ancora di più però è la comunicazione alla Sec della società in cui si specifica che gli utenti di cripto asset non hanno protezioni in caso di bancarotta. Di per sé non c'è nulla di nuovo visto che la mancanza di tutele è prevista dalla regolamentazione vigente ma il solo averlo certificato per iscritto ha scatenato il panico, lasciando immaginare che la precisazione fosse legata a un rischio reale di bancarotta per la società. «Non c'è rischio di bancarotta ma abbiamo incluso un nuovo fattore di rischio sulla base dei requisiti della Sec», si affretta a spiegare l'amministratore delegato Brian Armstrong. le sue parole però non rassicurano e i titoli Coinbase chiudono in calo del 26,40%. Pesante anche il Bitcoin, che arriva a perdere l'8,7% a 28.300 dollari. la cripotvaluta è in calo orami da diverse sedute e rispetto al picco dello scorso anno ha bruciato più del 50% del suo valore.

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 13:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA