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Prezzi, cosa farà Draghi contro i rincari? La strategia, sal salario minimo a bonus e cuneo

L'ipotesi è quella di procedere già entro l'estate a un primo intervento

Martedì 5 Luglio 2022 di Jacopo Orsini
Inflazione, cosa farà il governo? Dal salario minimo a bonus e cuneo, la strategia contro il caro prezzi

L'inflazione all'8%, ai massimi da 36 anni, è una tassa occulta sui salari, soprattutto quelli più bassi, che riduce il potere d'acquisto delle famiglie. Dopo quasi tre decenni di crescita dei prezzi sostanzialmente piatta gli italiani non erano più abituati a un aumento del carovita così marcato, provocato soprattutto dall'incremento dei prezzi dell'energia. Il governo dunque è al lavoro per mettere in campo alcuni interventi che possano contrastare almeno in parte l'impennata dell'inflazione. Si va dai bonus, come quello da 200 euro appena varato per fronteggiare la crescita delle bollette, al taglio dell'Iva sulla benzina, a interventi più strutturali come il salario minimo e il taglio del cuneo fiscale (cioè la differenza fra quanto spende una imprese per un lavoratore e lo stipendio netto che arriva in busta paga). Mentre le pensioni hanno già uno scudo che prevede la rivalutazione degli assegni in base alla crescita dell'inflazione. Il governo spinge poi da tempo per un tetto al prezzo del gas, per limitare la crescita delle bollette, ma per ora in Europa sul price cap non c'è accordo.

 

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Il mostro inflazione

Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in una intervista a Qn, ha definito l'inflazione un mostro «come l'Idra» che «tutti noi al governo abbiamo il compito di uccidere» e «contro il quale abbiamo già stanziato 33 miliardi di euro», «altro che crisi e pettegolezzi di quart'ordine». «Qui servono interventi mirati e selettivi - ha sottolineato ancora il ministro -. Da noi vedo tre mosse possibili: ai lavori poveri, non coperti da contratti o coperti da contratti pirata, vanno estesi i minimi della contrattazione confederale. Per rafforzare in generale i salari italiani, strutturalmente bassi, avanti con il taglio del cuneo fiscale e con i salari di produttività». E poi «per difendere il potere d'acquisto delle fasce di reddito medio-basse, infine, servono sforzi indirizzati chirurgicamente, seguendo l'Isee: aiuti per le bollette, bonus dei 200 euro non a pioggia, incentivi per i fringe benefits ai dipendenti».

Il salario minimo

«Bisogna intervenire con decisione per affrontare due temi: il lavoro povero, il 12-13% dei lavoratori è sotto la soglia di povertà, e l'andamento dei salari. C'è il rischio di un pezzo della società che sprofonda e di un aumento delle disuguaglianze», afferma il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che spinge da tempo per la definizione di un salario minimo (si è ipotizzato di fissare un livello di 9 euro lordi l'ora), su cui però nel governo non c'è intesa.

Il taglio del cuneo fiscale

L'ipotesi è quella di procedere già entro l'estate a un primo intervento, da consolidare poi in autunno con la manovra. Ma senza ricorrere a uno scostamento di Bilancio. Il premier Mario Draghi è stato chiaro: «Bisogna proteggere i cittadini dai contraccolpi economici della guerra in Ucraina e delle sanzioni alla Russia». Per Confindustria è necessario un intervento da 16 miliardi di euro sul lavoro dipendente, per due terzi a favore dei lavoratori (10,7 miliardi) e per un terzo a favore dei datori di lavoro (5,3 miliardi). Gli imprenditori andrebbero così a pagare meno tasse sui lavoratori e crescerebbe il netto nelle buste paga dei dipendenti. I dettagli però sono tutti ancora da scrivere e l'entità dell'intervento da definire. Ma servono almeno 4-5 miliardi affinché l'operazione possa essere incisiva. Il problema insomma sono sempre le risorse.

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La benzina

Gli sconti sulla benzina e sul diesel sono uno degli interventi varati dal governo per sterilizzare almeno in parte il peso degli auementi. Il taglio delle accise, che consente uno sconto di 30 centesimi al litro per gli automobilisti alla pompa, è stato al momento prorogato fino al 2 agosto. L'obiettivo del governo è però di allungare di altri due mesi, fino all’inizio di ottobre. 

Un nuovo decreto Aiuti 

Il governo lavora anche a un nuovo decreto aiuti, il terzo con questo nome, con l'obiettivo di ridurre l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sui conti delle famiglie e delle imprese. Il provvedimento sarà approvato nella seconda metà di luglio e potrà contare, secondo quanto ricostruito dal Messaggero con diverse fonti al lavoro sul dossier, su circa 8 miliardi di euro.

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Le pensioni

Da quest'anno è reintrodotto il meccanismo di indicizzazione che rivaluta le pensioni per quote e scaglioni. Così i pensionati che ricevono un assegno mensile fino a 4 volte l'assegno sociale (circa 2 mila euro lordi) avranno una rivalutazione piena dell'importo rispetto all'inflazione, i pensionati che ricevono tra 4 e 5 volte l'assegno avranno il 90% di aumento rispetto all'inflazione mentre i pensionati che ricevono più di 5 volte l'assegno sociale avranno il 75% di aumento rispetto all'inflazione. L'Istat ha stabilito che, per quest'anno, l'indice di inflazione su cui si baseranno gli adeguamenti riferiti però al 2021, sarà dell'1,9 per cento. Ma nel 2023 gli assegni recupereranno la crescita dei prezzi registrata nel 2022 e la rivalutazione, in base alle stime attuali, potrà arrivare intorno al 7%.

Ultimo aggiornamento: 15:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA