Messina: «Così Intesa Sanpaolo ridisegna il Paese»

Sabato 5 Febbraio 2022 di Rosario Dimito
Messina: «Così Intesa Sanpaolo ridisegna il Paese»

Un piano da 520 miliardi di creazione di valore di cui 22 destinati agli azionisti (tra buy back e cedola) tra il 2022 e il 2025 che si sommano ai 19 miliardi erogati nei sei anni precedenti. Al suo terzo mandato, il ceo Carlo Messina disegna per Intesa Sanpaolo il percorso di una grande banca europea, consolidando una posizione di player di riferimento per il sistema Italia, votato al sostegno di imprese e famiglie, per un mondo sostenibile, leader del wealth management e nel settore protection & advisory, zero crediti deteriorati, digitale e focalizzata sui ricavi da commissioni, con forte impegno nelle attività Esg. Molta attenzione alle opportunità offerte dall'intelligenza artificiale e, grande novità, un faro operativo già puntato sulle attività nello spazio. 

Il piano presentato ieri («Decisamente conservativo» per il banchiere) equivale per dimensioni a circa 20 manovre del governo e ripristina le distanze fra Cà de Sass e gli altri competitor. «Il nuovo piano d'impresa ci trasporta nel futuro e crea la banca dei prossimi dieci anni», ha esordito Messina davanti agli analisti. «Abbiamo stabilito degli obiettivi che siamo certi di poter raggiungere e valuteremo anno per anno la possibilità di superare questi target», ha sottolineato rimarcando la priorità «della remunerazione ai soci». Sfidanti gli obiettivi a regime, ma anche quelli immediati: basti citare i 6,6 miliardi tra dividendi cash (con un payout ratio al 70%) e buyback di 3,4 miliardi che verranno assegnati nel 2022. Ogni eventuale ulteriore distribuzione sarà valutata anno per anno a partire dal 2023. Fino al 2025 il banchiere prevede una crescita media della marginalità a doppia cifra, con un risultato netto destinato a salire dai 4,2 miliardi del 2021 ai 6,5 a fine piano. E ancora: un livello di patrimonializzazione del 12% secondo le nuove regole di Basilea, un'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti totali allo 0,8% nel 2025; forte riduzione dei costi di 0,3 miliardi al 2025, con 2 miliardi di risparmi e cost/income al 46%; investimenti per 7,1 miliardi nell'arco del piano, di cui 5 miliardi in tecnologia e crescita, inclusi circa 650 milioni nella nuova banca digitale IsyBank, che raggiungerà 4 milioni di clienti. «Siamo molto avanti - ha aggiunto Messina - è un progetto che si rivolge prevalentemente al mercato domestico e ci consente di stabilizzare e rendere sicura la base di clientela nei confronti degli attacchi da parte del fintech. Siamo soddisfatti e compiaciuti per aver anticipato l'arrivo del fintech e del digitale». 

Ancora: dei 6,5 miliardi di utili previsti al 2025, 1,6 miliardi verranno da commissioni e 0,2 miliardi da risultati dell'attività assicurativa, con una incidenza delle commissioni nette e dell'attività assicurativa sui proventi operativi netti al 57%. Inoltre, «non stiamo considerando nessuna acquisizione o fusione. Il capitale in eccesso non sarà utilizzato per acquisizioni o fusioni», ha precisato Messina. Infine, sono stimate 9.200 uscite volontarie, di cui 2.850 già effettuate nel 2021, a fronte di 4.600 nuove assunzioni (di cui circa 500 nel 2021). Previste anche 8mila riconversioni e riqualificazioni di personale. 

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Nel riepilogare il senso della mission futura, Messina ha precisato: «La banca resta fortemente impegnata nel sostegno alle famiglie e alle imprese. Siamo un pilastro dell'economia reale del Paese e siamo pronti ad accelerare il nostro impegno per favorire la crescita». E ancora. «Con il nuovo piano i nostri azionisti - ha aggiunto - potranno godere di dividendi cash crescenti e poi abbiamo aggiunto il buyback, l'acquisto di azioni proprie. Il piano ha anche una forte connotazione Esg con una accelerazione per ridurre i fattori di rischio al 2030».
Infine un commento sull'elezione del Presidente della Repubblica: «La rielezione di Sergio Mattarella e l'aver garantito stabilità al governo Draghi rafforzerà la capacità del nostro Paese di potere non solo garantire la realizzazione del Next Generation Eu, ma anche come elemento aggiuntivo di reputazione, un fattore decisivo in un momento in cui bisognerà rinegoziare il Patto di Stabilità».

Ultimo aggiornamento: 14:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA