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Lavoro statale, sempre più giovani rinunciano al posto. Giovannini: «Chi ha il posto lo lascia. Difficile assumere, soprattutto al nord»

Retribuzioni troppo modeste e richiesta dell’impiego vicino casa i motivi dei rifiuti

Venerdì 27 Maggio 2022 di Francesco Bisozzi
Lavoro statale, sempre più giovani rinunciano al posto. Giovannini: «Concorsi flop, assumere è difficile»

Al Nord è fuga dal lavoro pubblico. A lanciare l’allarme è il ministro Enrico Giovannini. Così il numero uno del Mims: «Le recenti assunzioni per i provveditorati e le motorizzazioni sono andate in parte deserte, in particolare nelle regioni del Nord». Preoccupa il flop di alcuni dei concorsi del ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili, ha spiegato ieri in audizione alla Camera Enrico Giovannini. «Più nel dettaglio», ha aggiunto il ministro, «per quanto riguarda i 320 funzionari di amministrazione che sono stati messi a concorso, una quota consistente ha rinunciato, evitando di prendere servizio, a meno che non gli fosse stata indicata una sede al Sud». E ancora. «Il problema che ci stiamo ponendo ora è il tipo di figura professionale necessaria perché strutturalmente nei prossimi anni avremo delle difficoltà a trovare persone adatte. Temiamo che la stessa cosa possa accadere al prossimo concorso per ingegneri». Risultato? Le motorizzazioni, che hanno perso circa il 50 per cento del personale negli ultimi 20 anni, oggi soffrono la distribuzione delle risorse non ottimale sul territorio, oltre a una obsolescenza dell’infrastrutturazione tecnologica. Esiste un problema di retribuzioni: quelle offerte non sono spesso ritenute all’altezza del costo della vita che si registra nelle città del Nord. Ma anche la preparazione dei candidati lascia spesso a desiderare.

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Insomma, sono molteplici i fattori che in questi mesi hanno portato a migliaia di posti rimasti scoperti nel pubblico. Per accorgersene, basta ampliare lo sguardo e vedere come sono andati i concorsi banditi da altre amministrazioni. Tra i flop più fragorosi, quello del concorso nella scuola che ha visto il 90% dei candidati bocciati allo scritto. Una débâcle. Si sono presentati invece 3.797 candidati alla prova scritta del concorso per l’accesso in magistratura: appena 220 quelli ammessi all’orale, ovvero il 5,7 per cento del totale. Il restante 95 per cento ha risposto in modo errato alle domande di diritto e di italiano. Ammontano a 310 i posti banditi. Nella migliore delle ipotesi ne resteranno scoperti una novantina. Nemmeno il concorso per reclutare i primi 8.171 assistenti da destinare all’Ufficio del processo ha prodotto gli esiti sperati: sono rimasti più di 600 posti liberi. Per riempirli sono stati già assunti circa 500 idonei, ripescandoli attraverso lo scorrimento delle graduatorie capienti. Per coprire i cento posti rimasti vuoti, si punta sulla procedura di scorrimento delle graduatorie per permettere agli idonei non vincitori di scegliere un’altra sede distrettuale con posti vacanti.

Altro fallimento: a Roma il concorso per reclutare 500 vigili urbani ha fatto gola all’inizio a 38.381 candidati. Alla fine però i vincitori sono stati solo 223. Di questi hanno accettato il lavoro (per uno stipendio di circa 1.300 euro al mese) solo in 161. A dirla tutta, i concorsi non decollano nemmeno quando in palio c’è un posto in una pa del Sud. Con il cosiddetto concorsone Sud dovevano essere reclutati 2.800 funzionari tecnici da destinare agli enti locali del Mezzogiorno per aiutarli ad attuare i progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ai vincitori uno stipendio di circa 1.800 euro. Più di qualcosa però è andato storto. Un primo concorso è stato bandito nel 2021, ma il numero dei vincitori non è stato sufficiente a coprire tutti i posti a bando: alla fine sono stati assunti 800 funzionari, poco più di un quarto di quelli necessari. In questo caso, oltre agli stipendi non proprio faraonici, hanno pesato i contratti a tempo determinato, poco attrattivi. 

IL DECRETO
Quest’anno il concorso Sud è stato nuovamente bandito ed è stato un altro insuccesso: i posti a bando sono 2.022 e dopo la prova scritta gli idonei ammontano 728. Una classe di concorso, quella per funzionari esperti tecnici, ha totalizzato una quota di idonei addirittura inferiore al 10 per cento dei posti banditi. Come se ne esce? Con il decreto Pnrr 2 il governo ha stabilito che saranno le regioni del Sud direttamente a chiamare i 1.300 tecnici ancora necessari, con uno stipendio per ciascuno di massimo 80mila euro annui lordi. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha promesso 100mila assunzioni quest’anno e 1,3 milioni entro il 2026. Oggi gli statali sono in tutto 3,2 milioni. Nelle Funzioni centrali sono calati di oltre il 21 per cento tra il 2011 e il 2021 e di quasi il 18 per cento nelle funzioni locali. 

Ultimo aggiornamento: 18:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA