MARIO DRAGHI

Recovery, verso treni e asili i 24,9 miliardi della Ue. Draghi: «Ora serve onestà»

Sabato 14 Agosto 2021 di Luca Cifoni
Recovery, verso treni e asili i 24,9 miliardi della Ue. Draghi: «Ora serve onestà»

Scatta anche per l'Italia l'operazione Next Generation Eu: i 24,9 miliardi trasferiti ieri dalla direzione Bilancio della commissione europea al nostro ministero dell'Economia rappresentano materialmente - ma anche simbolicamente - il primo atto dello sforzo di solidarietà nei confronti del nostro Paese: il primo ad essere colpito dalla pandemia, ma soprattutto quello che per le dimensioni e le criticità della sua economia rischiava più di altri di non riprendersi, mettendo a rischio la ripartenza dell'intero continente.
LA RIPRESA
Questo concetto emerge anche dalle parole con cui il presidente del Consiglio ha sottolineato l'importanza del passaggio: «L'assegnazione di queste ingenti risorse - ha osservato Mario Draghi - richiama tutti noi al senso di responsabilità nei confronti degli impegni presi verso noi stessi, verso il nostro futuro e verso l'Europa».

Recovery, ecco gli obiettivi

 

L'obiettivo è «una ripresa duratura, equa e sostenibile», che richiede però di «spendere in maniera efficiente e onestà».
Sul piano concreto, il primo impegno è quello di far discutere in Parlamento le riforme di concorrenza e fisco. Nei mesi scorsi sono state approvate dalle Camere le misure di governance relative allo stesso Pnrr, quelle di revisione della pubblica amministrazione e di semplificazione normativa. Ora tocca a provvedimenti politicamente più impegnativi, perché si tratta di trovare una sintesi all'interno della maggioranza, come è avvenuto anche per la giustizia (il cui riassetto va ugualmente portato avanti nelle sue varie fasi successive, dopo il via libera parlamentare).

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Il bonifico da Bruxelles è stato salutato anche dal ministero dell'Economia, che sottolinea come il piano richieda una piena collaborazione di tutti i pezzi della macchina statale. Il Mef assicurerà il proprio ruolo di coordinamento, con l'obiettivo di «lasciare in eredità un Paese migliore». Proprio da Via Venti Settembre passerà l'assegnazione dei fondi che nelle fasi successive sarà condizionata al rispetto degli obiettivi, da verificare semestre per semestre: per il prossimo dicembre ce ne sono già 51, grandi e piccoli, da rispettare. Intanto con la disponibilità delle risorse (anche se una parte era già stata anticipata con il Fondo di rotazione previsto in legge di Bilancio) molti progetti entrano nel vivo: le risorse verranno via via trasferite alla amministrazioni titolari ed allo stesso tempo saranno definite nel dettaglio anche le procedure di rendicontazione.
È stata la stessa commissione europea a ricordare, nel suo comunicato, alcuni degli obiettivi più rilevanti del Pnrr, dalle infrastrutture ferroviarie al piano per gli asili nido fino ai crediti d'imposta per la trasformazione digitale delle imprese (Transizione 4.0).

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L'AMBIZIONE
Il Pnrr italiano, ha osservato la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, «presenta il livello di ambizione necessario per fare del paese un motore di crescita per tutta l'Europa, perché per un'Europa forte serve un'Italia forte». Mentre per il commissario all'Economia Paolo Gentiloni «Next Generation EU rappresenta un'opportunità storica per investire nella forza dell'Italia». Anche la tempistica ha una sua rilevanza. Il nostro Paese è il quinto a ricevere il pre-finanziamento dopo Portogallo, Belgio, Lussemburgo e Grecia. Ma l'assegno staccato per Roma è di gran lunga il più rilevante ed inoltre si riferisce ad un piano che sfrutta accanto ai contributi a fondo perduto anche i prestiti. Per ottenere il risultato c'è stato un intenso sforzo delle strutture tecniche comunitarie come di quelle del Mef. Il governo italiano potrà quindi - dopo la pausa estiva - avviare il percorso che porta alla legge di bilancio con la macchina del Pnrr già perfettamente in moto.

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Ultimo aggiornamento: 16:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA