Recovery fund, le previsioni Ue: in Italia crisi lunga. Il Paese non tornerà ai livelli pre-Covid entro il 2022

Venerdì 6 Novembre 2020 di Antonio Pollio Salimbeni
Recovery fund, le previsioni Ue: in Italia crisi lunga. Il Paese non tornerà ai livelli pre-Covid entro il 2022

Delle grandi economie europee solo Germania e Polonia torneranno o supereranno nel 2022 il livello di Pil del 2019. Quest’anno l’Italia si trova nel gruppo dei Paesi più colpiti dalla recessione: si trova al secondo posto, dopo la Spagna e prima di Francia e Portogallo. Si sta profilando la Grande Divergenza, anche se l’anno prossimo tutti saranno in crescita. Il quadro della Commissione è migliore rispetto alle precedenti grazie allo slancio del terzo trimestre, slancio che però si è subito rovesciato nel suo contrario con la seconda ondata di contagi e i relativi nuovi confinamenti. Le nuove stime macroeconomiche sono state pubblicate lo stesso giorno in cui Consiglio e Parlamento hanno trovato un accordo preliminare sul legame fondi Ue e rispetto dello Stato di diritto. Non è chiaro se sarà poi quello il testo finale dato cha la Polonia ha subito lanciato un siluro minacciando il veto sul bilancio e il blocco di tutta l’operazione anticrisi. 

Lo scenario economico resta pesante, i rischi prevalgono sulle possibilità di recupero più forte nel 2021. Il Pil dell’area euro sarà in caduta a quota -7,8% quest’anno e in ripresa a +4,2% nel 2021 e +3% nel 2022. Dice il commissario Paolo Gentiloni: «La crescita tornerà nel 2021, ma ci vorranno due anni prima che l’economia si avvicini al livello precedente la pandemia». L’inflazione resta bassa: 0,3%, 1,1%, 1,3% rispettivamente. La disoccupazione aumenta di poco quest’anno a 8,3%, molto di più l’anno prossima al 9,4%. «Il rimbalzo economico si è interrotto a causa dell’aumento dell’incertezza dovuta alla recrudescenza del Covid-19», indica la Commissione. L’incertezza è massima, prevalgono i rischi di aggravamento della situazione. Le stime per l’Italia sono peggiori di quelle del governo: quest’anno pil -9,9% seguito da +4,1% nel 2021 e +2,8% nel 2022. Il governo stima -9%; nel 2021 +6%, nel 2022 +3,8%.

L’economia «si sta riprendendo ma è improbabile che la ripresa sia sufficiente a far tornare il prodotto in termini reali ai livelli precedenti la pandemia entro il 2022», scrivono gli economisti di Bruxelles. Deficit/Pil nel 2020 in aumento al 10,8% da 1,6% nel 2019, calerà nel 2021 a 7,8% e ancora nel 2022 al 6% (il governo stima 10,8%, 7% e 4,7%). Lunga fase ad alto rischio, dunque. Che richiede un 2021 di espansione fiscale e forse di molto altro tempo prima di tornare alle regole di bilancio attualmente congelate. Così quantomeno la pensa Gentiloni. Faranno la loro parte bilancio Ue e Next Generation Eu e affinchè ciò avvenga occorre l’accordo generale Consiglio-Parlamento. L’intesa di ieri prevede che la Commissione, dopo aver accertato una violazione delle regole dello Stato di diritto, proponga misure quali la sospensione o il rimborso dei fondi (del bilancio Ue come dello strumento anticrisi Next Generation Eu): entro un mese (tre in casi eccezionali) il Consiglio decide a maggioranza qualificata. La condizionalità non riguarda solo frodi o corruzione, ma anche il contesto dei valori Ue, tra cui l’indipendenza della magistratura. Il meccanismo può essere attivato non solo quando viene dimostrato che la violazione ha un impatto diretto sul bilancio, ma anche quando esiste un serio rischio che ciò possa avvenire. Si tratta di una assoluta novità politica. Il percorso non sarà liscio. 

Ultimo aggiornamento: 13:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA