Reddito di cittadinanza scaduto a 400 mila: finora è costato 9 miliardi

Venerdì 25 Settembre 2020 di Francesco Bisozzi
Reddito di cittadinanza scaduto a 400 mila: finora è costato 9 miliardi

A ottobre oltre un milione di persone, circa 400 mila famiglie, resteranno senza reddito di cittadinanza. Si tratta dei percettori della prima ora, quelli che hanno ottenuto subito la card e che dopo diciotto mesi di sussidio devono chiedere il rinnovo per poter beneficiare ancora dell’aiuto: uno su tre, tra gli occupabili, non ha cercato lavoro nel primo anno e mezzo di vita della misura ma può comunque aspirare ad altri 18 mesi di reddito di cittadinanza. La legge però non aveva previsto il Covid-19 e stabilisce che deve trascorrere un mese di sospensione prima che la card venga riattivata. Un pit-stop che rischia di rivelarsi difficile in questa fase per centinaia di migliaia di famiglie, perché in quanto raggiunte dal reddito di cittadinanza sono state tagliate fuori da gran parte dei bonus Covid-19 messi in pista dal governo nel corso dell’emergenza, e dunque resteranno temporaneamente prive di ogni sostegno.

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Nella sola Campania sono centomila i nuclei interessati dallo stop and go, altrettanti in Sicilia, poco meno di cinquantamila nel Lazio. Risultato? Al Sud si temono disordini, al punto che l’assessorato regionale al Lavoro della Regione Sicilia ha già chiesto alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo di intervenire. Entro lunedì i beneficiari del reddito di cittadinanza che un anno e mezzo fa hanno avuto accesso alla misura riceveranno sulla card l’ultima ricarica prima della richiesta di rinnovo. In 487 mila famiglie hanno ottenuto la tessera nell’aprile del 2019, ma da allora c’è chi ha perso i requisiti d’idoneità, chi ha rinunciato e chi ha trovato lavoro. Restano perciò su per giù 400 mila famiglie, un terzo di quelle che attualmente percepiscono il beneficio, che dopo le prime 18 mensilità aspirano a conquistarne altre diciotto. Otterrà il rinnovo anche chi non ha cercato lavoro: i percettori ritenuti occupabili con alle spalle diciotto mesi di reddito di cittadinanza sono quasi mezzo milione, complice però la chiusura dei centri per l’impiego per lockdown e il congelamento delle attività dei navigator nel periodo di massima emergenza solo uno su cinque avrebbe sottoscritto un qualche tipo di contratto di lavoro in questo anno e mezzo, mentre un terzo non avrebbe ancora completato la procedura di presa in carico da parte dei centri per l’impiego.

 

Gli ultimi numeri rilasciati da Anpal e ministero del Lavoro dicono che sono 200 mila i percettori del sussidio che finora hanno firmato un contratto di lavoro, su un milione di persone ritenute in condizione di partecipare ai percorsi d’inserimento professionale promossi dai navigator. I beneficiari del reddito di cittadinanza che invece hanno sottoscritto i patti per il lavoro, tappa fondamentale per iniziare a cercare un impiego, sono nel complesso circa quattrocentomila. 

La misura, nata per combattere la disoccupazione oltre che per contrastare la povertà, nel frattempo erode oltre 600 milioni di euro al mese. Tenuto conto della mensilità di settembre, in un anno e mezzo il reddito di cittadinanza ha inghiottito più di 9 miliardi. È l’articolo 3 del decreto 4/2019 a disciplinare la modalità di rinnovo del reddito di cittadinanza: «Il reddito di cittadinanza è riconosciuto per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi e può essere rinnovato previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo». Le domande di rinnovo da spedire a ottobre richiederanno 15 giorni per essere esaminate dopodiché le card dei ritenuti idonei a novembre si riattiveranno. Ad agosto il reddito di cittadinanza ha visto la platea dei beneficiari salire a 1.168.364 nuclei percettori, per 2,9 milioni di persone coinvolte, di cui quasi 2 milioni nel solo Mezzogiorno, mentre l’importo medio erogato è stato pari a 561 euro. 
 

Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA