Regno Unito, Johnson all'angolo: caos Brexit e boom di contagi

Martedì 22 Settembre 2020

(Teleborsa) - Sembrano lontani i tempi in cui Boris Johnson vestiva i panni del trionfatore assoluto pronto a traghettare tra gli applausi Londra fuori dall'UE. Da allora le cose sono decisamente cambiate, con l'esplosione della pandemia che ha complicato i piani dalle parti di Downing Street.

Oggi, intanto, la Camera dei Comuni vota in terza lettura il progetto di legge che dovrebbe bypassare alcune parti dell'accordo di recesso dall'Unione europea, nonostante la forte opposizione giunta da Bruxelles, Belfast e Dublino. Non dovrebbero esserci sorprese per il Governo, dopo che il Premier inglese ha raggiunto un compromesso con i parlamentari conservatori ribelli, accettando un emendamento che assegna al Parlamento il diritto di approvare l'eventuale applicazione della legge.

Intenzione di Johnson creare una "rete di sicurezza" legislativa che gli consenta di aggirare le norme dell'accordo per la Brexit che
imporrebbero per l'Irlanda del Nord un regime doganale diverso da quello del resto del Regno Unito. Le norme presenti nell'accordo sono
state pensate per evitare che in Irlanda venga ripristinato un confine "fisico" tra Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda, territorio
dell'Unione europea.

I numerosi critici dell'iniziativa legislativa di Johnson, tra i quali ex Premier ed esponenti di spicco del Partito conservatore,
sostengono che aggirare le norme dell'accordo per la Brexit si tradurrà in una violazione del diritto internazionale e in una perdita
di credibilità per il Regno Unito.


FRONTE EUROPA - Nel corso del Consiglio Affari Generali di oggi, dedicato anche alla preparazione del prossimo Consiglio Europeo e alla necessità di ripristinare il pieno funzionamento del mercato interno Ue, i Ministri parleranno anche delle "discussioni in corso con il Regno Unito sull'accordo di ritiro", dopo la legge britannica sul mercato interno, che viola l'accordo di ritiro. "Nel comitato congiunto" per l'applicazione dell'accordo "il lavoro continua e la prossima riunione sarà il 28 settembre. L'UE crede nella calma: siamo dedicati alla piena e puntuale applicazione dell'accordo di ritiro: niente di più e niente di meno". Lo dice il vicepresidente della Commissione Europea Maros Sefcovic, a margine della riunione a Bruxelles

Intanto, di fronte all'aumento dei contagi, il governo guidato da Johnson fa marcia indietro e invita i britannici a lavorare da casa. "Se è sicuro operare nel vostro luogo di lavoro, se siete in uno spazio sicuro, allora dovreste essere lì, se il vostro lavoro lo richiede. Ma se potete lavorare da casa, allora dovreste farlo". Questo il messaggio lanciato in un'intervista mattutina alla Bbc dal cabinet minister Michael Gove, braccio destro del Premier, ammettendo che quello del governo è un radicale ripensamento rispetto a quanto consigliato a luglio dallo stesso Johnson, che aveva ripetutamente invitato i britannici a tornare al lavoro in presenza, per rimettere in moto il motore dell'economia.

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