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Riscatto laurea agevolato 2022, come funziona? Quando conviene? La simulazione dell'Inps

Giovedì 17 Febbraio 2022
Riscatto laurea agevolato, come funziona? Quando conviene? La simulazione dell'Inps

Riscatto laurea, come sfruttare al meglio il sistema che permette di utilizzare gli anni di studio universitario nel conto per la pensione? Riscattare gli anni di studio può essere molto costoso ai fini previdenziali, ma da diversi anni è stato introdotto un meccanismo low cost che consente di risparmiare molto, soprattutto con stipendi alti.

Come funziona. Per accedere al nuovo sistema light non ci sono barriere o limiti temporali o di età. L'unica condizione è che per riscattare periodi di studio precedenti al 1996 è necessario farsi calcolare tutta la pensione con il metodo contributivo.

IL SIMULATORE DELL'INPS PER CALCOLARE QUANTO COSTA

Quanti anni si possono riscattare. Con il sistema agevolato si possono riscattare fino a 5 anni. I periodi da recuperare per la pensione dovranno comunque essere precedenti al 29 gennaio 2019. È necessario inoltre essere iscritti a una delle gestioni dell'assicurazione generale obbligatoria. Sono escluse invece le casse private.

Quanto si paga. La cifra da pagare per il riscatto light è fissata a 5.265 euro all'anno. Una quota che si riduce poi ulteriormente per effetto delle detrazioni. Per avere un confronto bisogna tenere presente che con il sistema ordinario, con un reddito annuo lordo di 32mila euro, per recuperare 12 mesi di studio per la pensione si spendono circa 10.600 euro, escluso sempre il vantaggio fiscale. Uno sconto quindi molto significativo. 

Il sistema contributivo. Lasciando il metodo misto (in parte retributivo per gli anni di contribuzione precedenti al 1996), e facendosi calcolare tutta la pensione con il contributivo, l'assegno si riduce. Ma se gli anni di lavoro precedenti al 1996 sono pochi, la perdita può essere contenuta. E gli anni riscattati potrebbero consentire invece di anticipare l'uscita dal lavoro. Oggi infatti si può andare a riposo con la pensione ordinaria anticipata con 42 anni e 10 mesi di versamenti (uno in meno per le donne) indipendentemente dall'anno di nascita o con quota 102 (38 di contributi e 64 di età) o con Opzione donna (35 anni di contributi).

Quando conviene. Non si può generalizzare, bisogna verificare caso per caso. Le nuove regole hanno ridotto di molto il prezzo dell'operazione, soprattutto per chi ha stipendi alti. Con retribuzioni nette mensili sopra i 2.500 euro si può arrivare a risparmiare quasi il 70%. Ma se l'operazione non serve per andare a godersi la pensione in anticipo c'è da chiedersi se valga la pena. In quel caso infatti potrebbe essere più conveniente investire gli stessi soldi in altre forme di risparmio, potenzialmente più redditizie.

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 08:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA