Riscatto laurea agevolato 2022, come fare domanda per anticipare la pensione. Quanto costa e procedura

Il sistema permette di riscattare massimo 5 anni ed è rivolto soprattutto a chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996

Sabato 20 Novembre 2021 di R. Ec.
Riscatto agevolato della laurea nel 2022, come fare domanda per anticipare la pensione. Costi e procedura

Anticipare la pensione per sfruttare Quota 102 e Opzione donna nel 2022, ma anche iniziare a garantirsi qualche anno di contributi per la previdenza futura. Il riscatto agevolato della laurea può essere molto conveniente. Certo, l'esborso di denaro è importante, ma il vantaggio visto l'abbassamento del costo, può essere notevole. Questo per far salire l'assegno di vecchiaia futuro (acquisendo anzianità contributiva pari agli anni di studio) o per farlo arrivare prima che si torni al regime pensionistico della Legge Fornero o si avvi un sistema di anticipo basato interamente sul metodo contributivo, come attualmente in discussione tra i partiti di maggioranza, ma anche tra il premier Mario Draghi, il ministro dell'Economia Daniele Franco e i sindacati. Ma come si può fare domanda? Quanto costa? E chi ne usufruisce?

 

Il riscatto agevolato o "light", come funziona

Il sistema agevolato permette di riscattare massimo 5 anni. Ed è rivolto soprattutto a chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996. La norma prevede infatti che chi richiede il riscatto agevolato della laurea deve essere privo di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolare di pensione. Sono esclusi gli iscritti esclusivamente alle casse professionali, quindi i liberi professionisti ordinisti.

Detto questo anche chi ha frequentato l’università prima del 1996 e si è laureato, può accedere al riscatto agevolato. Ma dovrà optare per il calcolo contributivo degli anni di contributi previdenziali. Dovrà comunque avere meno di 18 anni di contributi versati prima del '96, almeno 15 anni di contributi versati alla data della richiesta del riscatto e almeno 5 anni di contributi versati dopo il '96.

 

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Per gli anni per cui si richiede il riscatto non bisogna aver versato contributi, quindi gli studenti lavoratori non possono riscattare i periodi in cui lavoravano e studiavano contemporaneamente. Non si possono riscattare gli anni di studi “fuori corso” e quelli già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto che sia non solo presso il fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche negli altri regimi previdenziali. Il riscatto può riguardare l’intero o i singoli periodi. Al momento della domanda di riscatto degli anni di laurea bisogna essere titolare di almeno un contributo obbligatorio nell’ordinamento pensionistico in cui viene richiesto il riscatto. Chi non ha mai versato contributi all’Inps non può usufruire del riscatto light della laurea. 

 

Per quali corsi vale

La misura vale per: laurea triennale, laurea specialistica e laurea magistrale, diplomi universitari (corsi di almeno due anni), diplomi di laurea (corsi di almeno quattro anni), diplomi di specializzazione, dottorati di ricerca, diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta formazione artistica e musicale.

 

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Quanto costa

Il riscatto agevolato della laurea costa 5.264,49 euro per ogni anno riscattato, con un risparmio che può arrivare fino al 70% rispetto al riscatto ordinario e la deducibilità fiscale al 100%. La quota, spiega l’Inps, è stabilita sul minimale di reddito per il calcolo dei contributi previdenziali di artigiani e commercianti: «Per le domande presentate nel 2021, il costo per riscattare un anno di corso è pari a 5.264,49 euro». Se si riscattano cinque anni si dovrà quindi pagare circa poco più di 26.000 euro. Se il corso di laurea invece era di 4 anni, la cifra scende a circa 21.000 e diventa ancora più bassa se si tratta di riscatto di una laurea triennale. Un bel risparmio comunque rispetto al riscatto classico che, con i calcoli parametrati alla retribuzione effettiva, può sfiorare anche i centomila euro.

 

Come fare domanda

La domanda si presenta esclusivamente per via telematica o direttamente dal sito dell’Inps. Bisogna seguire il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale riscatti -ricongiunzioni” (con accesso tramite SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale oppure Carta Nazionale dei Servizi oppure carta d’identità elettronica 3.0). Poi c'è il Contact Center multicanale, usufruibile chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico.

 

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Altrimenti tramite patronati e intermediari. L'Inps ha poi recentemente creato un video che riassume gli aspetti principali del riscatto e la procedura per richiederlo.

 

Il simulatore per calcolare costi e benefici

Sul sito dell’Istituto è poi disponibile un simulatore che consente di avere informazioni personalizzate. Non sono richieste credenziali, basta inserire in modo anonimo alcuni dati. Si avrà una simulazione orientativa del costo del riscatto, della sua rateizzazione, della decorrenza della pensione (con e senza riscatto) e del beneficio pensionistico stimato conseguente al pagamento dell’onere. 

È disponibile anche un simulatore all’interno dell’applicativo per la presentazione telematica della domanda di riscatto dei periodi di corsi di studio universitario. Fornisce la simulazione  ell’onere per riscattare un periodo di studi collocato interamente nel sistema contributivo. Per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle Gestioni speciali artigiani, commercianti, coltivatori diretti e coloni mezzadri la funzione è estesa anche ai periodi collocati nei sistemi retributivo e misto.


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Chi usa Quota 102 o Opzione donna nel 2022 ci guadagna?

Per chi nel 2022 vuole utilizzare Quota 102 o Opzione donna per andare in pensione prima il riscatto della laurea agevolato in teoria sarebbe un'ottima strategia. Quelli che lo possono fare, però, hanno iniziato a lavorare, terminando l'università, prima del 1996. Pertanto con il riscatto dovrebbero rinunciare al sistema misto (calcolo della pensione con il metodo retributivo prima del '96 e contributivo per il periodo successivo) a favore di quello contributivo.

Quindi chi prima di quell'anno aveva uno stipendio più basso di oggi potrebbe uscirne penalizzato. Inoltre il passaggio da misto a contributivo creerebbe un danno anche per la contribuzione futura dei redditi più alti, perché il ricalcolo dei contributi sarà soggetto all’applicazione del massimale annuo contributivo. Pertanto chi avrà uno stipendio superiore al massimale di 103.000 euro sarà penalizzato. Ma rinunciare a una piccola parte dell'assegno di vecchiaia per andare in pensione prima potrebbe comunque risultare attraente per molte person​e.

Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA