Sfratti, sospesa l’Imu e lo Stato rimborserà la rata pagata a giugno

Giovedì 8 Luglio 2021 di Andrea Bassi
Sfratti, sospesa l Imu e lo Stato rimborserà la rata pagata a giugno

Il sostegno, questa volta, arriva anche ai proprietari di casa che ormai da sedici mesi non possono sfrattare gli inquilini morosi per il blocco delle procedure deciso dal governo durante la pandemia. L’aiuto concesso consiste nell’esenzione, per quest’anno, dal pagamento dell’Imu sulle case occupate abusivamente dagli inquilini. La decisione è frutto di un emendamento approvato ieri in Commissione bilancio alla Camera dove è in discussione il decreto Sostegni bis del governo. La norma prevede che i proprietari che abbiano ottenuto una convalida di sfratto per morosità degli inquilini entro il 28 febbraio 2020, non sono tenuti al versamento dell’imposta dovuta per il 2021. Il beneficio scatta anche se la convalida dello sfratto è arrivata dopo il 28 febbraio 2020 e la relativa esecuzione risulta sospesa fino al 30 settembre o alla fine dell’anno. Chi si trova in una di queste due situazioni, non dovrà versare la rata di dicembre dell’imposta municipale. Inoltre, e qui sta la novità, la rata già pagata a giugno di quest’anno dai proprietari degli immobili occupati, sarà rimborsata dallo Stato. Come e in che modo, tuttavia, non è stato ancora stabilito.

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 L’emendamento approvato rinvia a un decreto del ministro dell’Economia, da approvare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, le modalità concrete di restituzione delle somme. Bisognerà, insomma, ancora attendere per capire come fare domanda o se si tratterà di un meccanismo automatico di indennizzo. Per ristorare i Comuni dalla perdita di gettito derivante dall’esenzione Imu per i proprietari degli immobili occupati dagli inquilini morosi, sono stati stanziati 115 milioni di euro che dovranno poi essere ripartiti tra i municipi interessati. Ovviamente l’esenzione Imu non risolve il problema di fondo del blocco degli sfratti che continua dal 17 marzo 2020. Al momento è previsto che scada al 30 settembre, per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020; e al 31 dicembre 2021, per i provvedimenti di rilascio adottati dal primo ottobre 2020 al 30 giugno 2021. 

 

Tuttavia, come ricorda Confedilizia, la formulazione utilizzata determina l’inclusione nelle nuove proroghe anche delle esecuzioni riguardanti mancati pagamenti dei canoni che nulla hanno a che fare con il Covid. E tale aspetto - insieme, fra gli altri, con quello dell’impossibilità di distinguere le singole situazioni di fatto, mettendo a raffronto le esigenze del proprietario e quelle dell’occupante - è uno dei motivi che hanno indotto diversi Tribunali a segnalare alla Corte costituzionale la possibile illegittimità della normativa. In realtà ieri la stessa Confedilizia è tornata a sperare. Intervenendo in Commissione giustizia, il sottosegretario Francesco Paolo Sisto ha rivelato che il governo ha allo «studio un intervento normativo d’urgenza» sul blocco degli sfratti. Intanto ieri per il decreto sostegni-bis è stata una lunga giornata di votazioni alla Camera. Dove sono passati moltissimi emendamenti: dagli aiuti ai centri commerciali, fino alle concerie, passando per i B&B. È stato approvato anche un aumento a 60 milioni del fondo per le città d’arte, con il vincolo che 10 milioni devono essere destinati a Roma Capitale (prima firmataria della proposta è stata Giorgia Meloni). Tra gli emendamenti approvati ce n’è anche uno che sospende fino alla fine della legislatura i tagli all’editoria voluti dall’ex sottosegretario Vito Crimi. Le votazioni proseguiranno anche oggi, anche perché alcuni nodi, dai 400 milioni per le assunzioni nella scuola ai 300 milioni per i bonus auto, non sono stati risolti. Così l’arrivo in aula del provvedimento è stato rimandato a lunedì. 

Ultimo aggiornamento: 9 Luglio, 15:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA