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Sfratti sbloccati, ma ora i tribunali rallentano tutto

Riprendono le esecuzioni congelate nel 2020. Confedilizia: «I 18 mesi di fermo, danno enorme»

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Andrea Bassi
Sbloccati gli sfratti ma ora i tribunali rallentano tutto

Gli sfratti ripartono. Dopo diciotto mesi consecutivi di blocco, da oggi i proprietari degli immobili potranno riattivare le procedure per liberare i loro immobili dagli inquilini morosi. Ma il via libera non vale per tutti. Le procedure potranno essere riattivate solo per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020. Se il provvedimento di rilascio, invece, porta una data che va dal primo ottobre del 2020 al 30 giugno del 2021, allora bisognerà ancora attendere fino alla fine di quest’anno per provare a rientrare in possesso del proprio immobile. Nonostante questo primo sblocco, insomma, la situazione resta pesante. In Italia ci sono quasi 50 mila provvedimenti di sfratto emessi. Le richieste di esecuzione in attesa sono oltre 100 mila. «Il blocco degli sfratti», dice Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, «sta ancora producendo danni incalcolabili, non solo nei riguardi dei proprietari che sono in attesa della scadenza del 31 dicembre, ma anche di quelli che in teoria hanno ottenuto il dritto all’esecuzione. In molte città, a partire da Milano», prosegue il presidente di Confedilizia, «lo sblocco rischia di rimanere solo sulla carta. In questa situazione, l’annuncio dell’imminente riforma del catasto, costituisce un ulteriore colpo alla fiducia dell’intero comparto immobiliare». 

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Le notizie che arrivano dai legali sul resto del territorio parlano di procedure che partiranno molto lentamente. A Roma, secondo le testimonianze raccolte da Confedilizia, da ottobre gli avvocati potranno rappresentare direttamente ai competenti ufficiali giudiziari le procedure di sfratto pendenti affinché contattino la forza pubblica e concordino un appuntamento per l’esecuzione. Ovviamente deve trattarsi di convalida ormai risalente e, pare, sarà l’ufficiale giudiziario a valutare, insieme alle forze dell’ordine, tra quelle proposte quali procedure privilegiare (verosimilmente le convalide più vecchie). Non v’è, spiegano i legali, una lista ufficiale né predefinita, il rapporto è informale e diretto con l’ufficiale giudiziario (competente per zona, riferito alla specifica procedura di sfratto). 

Le procedure

Ma procedure simili sembra si stiano predisponendo anche in altri tribunali del Paese. In alcuni casi già ci si prepara a rinvii al prossimo anno per ragioni di ordine pubblico. Gli sfratti, insomma, almeno da quello che è possibile apprendere, faticheranno a partire con una buona lena. Per i proprietari adesso, il prossimo appuntamento di fondamentale importanza è la decisione della Corte Costituzionale sul blocco degli sfratti. La sentenza è attesa per il prossimo 19 ottobre, dopo l’ordinanza con la quale in tribunale di Trieste ha sollevato, su impulso proprio di Confedilizia, la questione di legittimità costituzionale del blocco degli sfratti. 

La pronuncia

Difficile prevedere cosa dirà la Corte. Ma c’è un precedente a favore dei proprietari. Un paio di mesi fa la Consulta ha bocciato una norma gemella a quella degli sfratti, ossia la legge che “congelava” i pignoramenti delle prime case a seguito della pandemia. I giudici costituzionali hanno stabilito che «la sospensione delle procedure esecutive deve costituire un evento eccezionale» e ci deve essere un «ragionevole bilanciamento tra i valori costituzionali in conflitto». Da un lato, è lecita la tutela del diritto all’abitazione, ma la sospensione delle procedure esecutive, secondo la Consulta, può essere contemplata solo in caso di «circostanze eccezionali e per un periodo limitato». Per la Consulta le proroghe dei pignoramenti non sono state ben calibrate: anche i creditori hanno subito danni e la misura, protratta nel tempo, è diventata «irragionevole e sproporzionata». Un ragionamento che difficilmente potrà non essere applicato anche al blocco degli sfratti. Per adesso, quello che appare probabile, è che non ci saranno nuovi congelamenti da parte del governo. Con la riapertura di tutte le attività economiche, la vaccinazione di massa e i green pass, anche le procedure esecutive riprenderanno il loro normale iter. Seppur lento.

 

Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 10:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA