Spread alle stelle, BTP e tassi sui mutui: un intervento della BCE è vicino

Mercoledì 11 Maggio 2022
Spread alle stelle, BTP e tassi sui mutui: un intervento della BCE è vicino

(Teleborsa) - Una serie di indicatori continua ad annunciare un intervento della BCE nel breve termine, in un mese imprecisato fra l'estate e la fine dell'anno, sebbene la Presidente dell'Eurotower sia recentemente apparsa evasiva al riguardo. Lagarde ha riproposto il mantra dei tre principi guida - flessibilità, gradualità ed opzionalità - lasciando chiaramente intendere che ad un certo punto occorrerà intervenire e che il primo aumento dei tassi ci sarà "un po' dopo" la fine del piano QE, che è previsto si esaurisca a luglio. Ma il membro tedesco del direttivo Olli Rehn è stato anche più preciso e, in una intervista ad un quotidiano nazionale, ha parlato di un possibile rialzo dei tassi a luglio.

Ma quali sono questi segnali che i mercato continua ad offrirci? Il BTP decennale ha ormai superato la soglia del 3%. per la prima volta da ottobre 2018, allineandosi alla generale risalita dei rendimenti dei titoli obbligazionari. E di rimando si è allargato anche lo Spread, arrivando attorno ai 200 punti ed incorporando un maggior premio per il rischio rispetto ai titoli di pari scadenza tedeschi.

L'altro indicatore è arrivato da Bankitalia, che segnala un riallineamento su valori più alti dei tassi su prestiti e sui mutui. Secondo il rapporto, i tassi sui mutui sono tornati sopra il 2%, ai massimi dal mese di agosto 2019, attestandosi al 2,01% rispetto all'1,85% di febbraio (un tasso che include anche le spese accessorie e che è conosciuto comunemente come Taeg).

I mercati hanno già fiutato questi segnali e stanno reagendo di conseguenza, perché la Fed ha già dato il via al valzer di rialzi dei tassi, seguita dalla BoE, e presto anche la BCE seguirà questa via.

Secondo una recente analisi di Vontobel "la BCE ha un lavoro molto più difficile da fare. Nell'eurozona, i prezzi alla produzione sono aumentati del 31% su base annua a febbraio. Questo è un riflesso dei colli di bottiglia dal lato dell'offerta e del conflitto Ucraina-Russia, che sta minacciando la crescita attraverso la carenza di forniture energetiche. Il tempo potrebbe essere dalla parte della BCE per una volta, dato che l'inflazione non ha ancora alimentato la crescita dei salari. Pertanto, la BCE è stata prudente nell'adottare una strategia di attesa mentre si destreggia tra gli effetti della guerra, le carenze energetiche, gli effetti della pandemia di COVID-19 e la crescita. C'è però un avvertimento: se l'euro dovesse continuare a indebolirsi rispetto le altre valute principali, la BCE potrebbe essere costretta ad agire nel tentativo di sostenere la valuta".

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