Statali, promozioni anche senza la laurea: nel nuovo contratto conta l’esperienza

Martedì 30 Novembre 2021 di Andrea Bassi e Francesco Bisozzi
Statali, promozioni anche senza la laurea: nel nuovo contratto conta l esperienza

Da sportellisti a funzionari, il passo diventerà breve. L’ostacolo del titolo di studio non sarà più un vero ostacolo nella Pa, ovvero basterà l’esperienza, 15 anni, per fare il salto che conta. La novità ha trovato spazio nella nuova bozza di contratto per i dipendenti delle Funzioni centrali e costituisce una svolta importante. Già perché in pratica significa che in questo modo i dipendenti pubblici che si trovano in una determinata area, la prima o la seconda non fa differenza, potranno passare a quella superiore in deroga ai titoli richiesti normalmente per l’accesso. È ripartita ieri, dopo una breve “pausa di riflessione”, la trattativa tra l’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, e i sindacati. Si va ora verso una fase di incontri più serrati, dal momento che il governo punta a chiudere il negoziato entro la fine di dicembre.  

Il prossimo incontro è già fissato per il 6 dicembre. Un funzionario della Pa si occupa della corretta esecuzione degli altri atti dell’amministrazione, come i contratti di appalto. Contribuisce alla redazione, al monitoraggio e alla valutazione dei bilanci. Nella bozza di contratto per le Funzioni centrali, discussa ieri tra l’Aran e i sindacati, si specifica che «per il passaggio dall’area degli operatori a quella degli assistenti basterà il diploma di scuola secondaria di secondo grado o, in mancanza, l’assolvimento dell’obbligo scolastico ed esperienza maturata di almeno 10 anni nell’area inferiore». 

Per quanto riguarda invece il passaggio dall’area degli assistenti all’area dei funzionari, la bozza aggiornata recita che sarà sufficiente la laurea, triennale o magistrale, o in mancanza, il diploma di scuola secondaria di secondo grado ed esperienza maturata di almeno 15 anni nell’area immediatamente inferiore. Attenzione però perché anche la valutazione delle performance avrà un peso. Infatti nel conteggio degli anni di esperienza accumulati nell’area inferiore rientreranno ai fini del passaggio solo quelli con all’attivo valutazioni positive. Nell’ultima ipotesi di contratto atterrata sul tavolo della trattativa tra l’Aran e i sindacati si legge pure che «fermo restando il potere di autotutela dell’amministrazione, le procedure concorsuali di accesso alle aree o posizioni di inquadramento giuridico del precedente ordinamento professionale, incluse quelle riservate al personale già in servizio presso l’amministrazione, già bandite prima dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento, sono portate a termine e concluse sulla base del precedente ordinamento professionale».

Novità sono in arrivo anche per quanto riguarda la regolamentazione dello smart working: si va verso soluzioni più flessibili. La prestazione lavorativa in modalità agile, recita la bozza, non dovrà essere obbligatoriamente articolata in tre fasce temporali, quella dell’operatività, quella della contattabilità e quella della disconnessione. Insomma, l’intenzione è di lasciare alle amministrazioni pubbliche la libertà di decidere come regolarsi in base alle proprie esigenze. 

La fascia dell’operatività prevede che il lavoratore sia in condizione di assolvere i compiti richiesti a stretto giro, in quella della contattabilità dovrà rispondere al telefono e ai messaggi di posta elettronica, mentre la fascia di inoperabilità coincide con il periodo durante il quale il lavoratore non può erogare alcuna prestazione lavorativa. A ogni modo gli statali in smart working, sempre stando a quanto prevede l’ipotesi di contratto, potranno essere richiamati in ufficio con un preavviso di 24 ore per sopravvenute esigenze di servizio. Oggi il ministro per la Pa Renato Brunetta vedrà i sindacati proprio per illustrare le nuove linee guida sul lavoro agile. Fari accesi poi sugli aumenti in arrivo.  

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L’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ha presentato le stime ai sindacati. L’incremento mensile lordo sarà, come annunciato, del 4,15 per cento. Nei ministeri, per esempio, gli aumenti dovrebbero essere compresi tra 59 euro e 114 euro. Nella seconda l’asticella si prevede che oscillerà tra 62 euro di aumento lordo mensile e 80 euro circa. Nella terza area, infine, quella dei funzionari, gli aumenti di stipendio lordi mensili dovrebbero andare da 77 euro a 111 euro. Cifre simili nelle Agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici, come l’Inps o l’Inail. Diverso il discorso per l’Agid: nella terza area c’è chi potrebbe arrivare a prendere fino a 146 euro di aumento mensile lordo. La trattativa tra l’Aran e i sindacati per il rinnovo del contratto dei dipendenti delle Funzioni centrali nelle ultime settimane ha registrato una accelerata. L’obiettivo del ministero della Funzione pubblica, Renato Brunetta, è di chiudere la partita entro la fine di dicembre, affinché gli aumenti in busta paga si materializzino all’inizio del prossimo anno. Possibilmente tra marzo e aprile. 

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