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Superbonus 110%, dal Senato appello al governo: "Sblocco immediato dei crediti e ampliamento platea cessionari"

Mercoledì 22 Giugno 2022
Superbonus 110%, dal Senato appello al governo: "Sblocco immediato dei crediti e ampliamento platea cessionari"
(Teleborsa) - Adottare, in tempi estremamente celeri, ogni opportuna iniziativa, anche di carattere legislativo, volta a garantire le più ampie possibilità per le imprese del settore di operare nell'ambito degli interventi previsti dal Superbonus 110 per cento – in particolare rendendo funzionale e pienamente utilizzabile il meccanismo della cessione del credito, consentendo così lo sblocco dei crediti d'imposta presenti nei cassetti fiscali delle medesime imprese – e ampliare la platea dei cessionari, prevedendo, tra l'altro, la possibilità per le banche e le società appartenenti a un gruppo bancario di cedere i crediti d'imposta derivanti ai propri correntisti corporate rientranti nella definizione europea di piccole e medie imprese, di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico del 18 aprile 2005. Questo l'impegno che la 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato chiede al Governo nello schema di risoluzione n. 1205 approvato ieri, in esito all'istruttoria sull'affare assegnato sulle questioni relative alla fruizione degli incentivi per l'efficientamento energetico degli edifici.

"I crediti di imposta incagliati nei cassetti fiscali delle imprese che hanno operato nell'ambito del Superbonus 110% devono essere sbloccati e la platea dei cessionari ampliata, prevedendo la possibilità per banche e società appartenenti a un gruppo bancario di cedere i crediti d'imposta ai propri correntisti corporate rientranti nella definizione europea di PMI, e valutando anche il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e Poste S.p.A – sottolinea in una nota Gianni Pietro Girotto, presidente della Commissione Industria del Senato e a capo del comitato transizione energetica del Movimento 5 Stelle –. Sono mesi che lottiamo affinché il Superbonus 110% venga rimesso in condizioni di far lavorare la filiera edile, che l'anno scorso ha contribuito in maniera rilevante all'aumento del 6% del PIL e che adesso, invece, si trova di fronte al blocco del mercato dei crediti di imposta".

Secondo un'indagine pubblicata dal Centro Studi della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) a maggio 2022, le cessioni in attesa di accettazione da parte dei cessionari ammontano a oltre 5 miliardi di euro. "Tutto – prosegue Girotto – a causa dei numerosi interventi normativi che si sono susseguiti sulla disciplina della cessione del credito, che hanno comportato per le imprese di costruzioni notevoli difficoltà, con una gravissima crisi di liquidità che si ripercuote sull'intero sistema. Una situazione che pone a rischio fallimento oltre 33mila imprese, espone alla perdita di 150mila posti di lavoro e che per l'ANCE crea numerose difficoltà anche rispetto all'applicazione degli interventi del PNRR. Basta attacchi strumentali e sterili contro una misura che sta contribuendo non poco a risollevare il Paese dalla crisi post pandemica. Basta attacchi senza parlare dei vantaggi e dei benefici a esso connessi. È per questo che – conclude Girotto – chiediamo al Governo di adottare, in tempi estremamente celeri, ogni opportuna iniziativa, anche di carattere legislativo, volta a garantire le più ampie possibilità per le imprese del settore di operare nell'ambito degli interventi previsti dal Superbonus 110%".

La risoluzione non vincola in alcun modo al Governo ma, alla luce degli appelli che si sono levati da più parti, la risoluzione del Senato segna una presa di coscienza che può riaprire la partita.




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